CARPI: CHIACCHIERATA BIANCOROSSA SULLA STAGIONE CHE E’ STATA E SUL FUTURO CON IL GIORNALISTA DAVIDE SETTI

ABBIAMO FATTO UN BILANCIO DI FINE STAGIONE DEL CARPI CON IL GIORNALISTA DI TV QUI E RESTO DEL CARLINO

A pochi giorni di distanza dalla fine della stagione del Carpi,culminata con la mancata promozione in serie A a scapito del Benevento che ha vinto i playoff per raggiungere la massima serie. E’ tempo di bilanci e la nostra redazione ha fatto una chiacchierata a tinte biancorosse con il giornalista del Resto del Carlino e TVQUIDavide Setti che segue le vicende di questa squadra quotidianamente.

E’ tempo di bilanci, che stagione è stata quella del Carpi?
Secondo me,alla fine,per come si è sviluppata ,l’annata dei biancorossi è andata oltre ad ogni più rosea previsione.Dopo la sconfitta di Chiavari con l’Entella la squadra era scivolata all’undicesimo posto in classifica. Dopo il passo falso in casa con la SPAL ed il pareggio con il Perugia quando anche l’organico era ridotto all’osso. Se uno,in quel momento, avesse detto che la truppa di Castori avesse raggiunto la finale play off e sarebbe arrivato a mezzo millimetro dalla A, avrebbe preso del matto. Credo che l’anno del Carpi si è chiuso come la società si aspettava. Lo scorso anno la squadra è retrocessa dalla A con 38 punti,più di quelli fatti dal tanto celebrato Crotone.Tenendo questa squadra con qualche inserimento come Blanchard,Concas,Catellani ed il riscatto di Crimi, il Carpi aveva pensato di giocare un campionato di questo tipo. E’ stata un’annata di più bassi che alti per tanti motivi. La differenza l’ha fatta il gruppo storico e mister Castori che ci ha sempre creduto anche quando le cose andavano male e merito alla società che non lo ha cambiato. Fosse andato in A, l’ex allenatore di Ascoli e Cesena avrebbe fatto un miracolo più grande della promozione di due anni prima.
Parliamo di giocatori,chi ti ha colpito in maniera positiva e chi ti ha deluso?
Tanti giocatori hanno avuto molti problemi fisici, per esempio il capitano Bianco,Pasciuti,Di Gaudio e Concas. Fra i più continui c’è stato Romagnoli. Un’altro che ha avuto grande continuità è stato Lorenzo Lollo ma se devo dire un giocatore, dico Vid Belec. Il portiere biancorosso è stato il migliore di tutti, uno dei migliori della serie B in quel ruolo. Dico anche Kevin Lasagna che ha segnato quattordici gol in un anno anche se non ne ha fatti nelle ultime sette gare di campionato. Le due delusioni sono Riccardo Gagliolo e Kiki Struna. Sicuramente hanno fatto un campionato sufficiente ma non hanno reso ciò che ci si aspettava da loro. Se devo dare un voto alla loro stagione, andrei oltre al 6 però ci si aspettava la definitiva consacrazione di Gagliolo e che lo sloveno facesse la differenza come due anni fa.
A proposito di KL15,promesso sposo dell’Udinese di Del Neri, secondo te è pronto per giocare in serie A?
Io penso che Lasagna sia pronto. Dipende però che uso ne farà l’allenatore dei friulani. Se i bianconeri si aspettano che lui sia il protagonista assoluto, titolare che trascina, secondo me si sbagliano. Innanzi tutto il suo carattere: è un ragazzo che necessita di entrare in un meccanismo. Il Carpi, quando è arrivato, lo ha gestito bene. Ha giocato la sua prima gara da titolare a Gennaio,dopo tantissimi spezzoni.Lui è adattissimo a giocare a due, non a tre. Sarebbe il suo quarto anno nel calcio professionistico e quindi bisogna attenderlo.
Finita l’era Castori-Romairone. Questi due personaggi che cosa hanno lasciato all’ambiente Carpi per ripartire il prossimo anno?
Diciamo che hanno lasciato qualcosa alla società: il Carpi adesso ha sedici giocatori sotto contratto più una dozzina di giocatori in prestito. I due,in questione,hanno lasciato qualcosa a Carpi per quello che hanno fatto. Castori sarà ricordato come il più grande allenatore della storia a tinte biancorosse.Ha fatto una promozione strepitosa,una salvezza sfiorata anche perché se non fosse stato esonerato, questa squadra si sarebbe salvata nella massima serie e,al netto di tanti errori,ha fatto una rimonta clamorosa che lo ha portato ad un passo dalla seconda promozione in A in tre anni. Sono state tre stagioni eccezionali,quelle di Castori alla guida del Carpi. Romairone? In un anno e mezzo è retrocesso ed ha mancato la promozione. I risultati non sono a suo favore. Occorre ricordare che quando è arrivato la situazione era tragica. Ha dovuto ricostruire tutto, ha fatto circa ventisei operazioni nel mercato di gennaio. Quest’estate qualcosa lo ha sbagliato. A Castori andrebbe dedicata una via o una piazza per quello che ha fatto, anche il bilancio del direttore può ritenersi positivo.
E’ arrivato il nuovo direttore sportivo Matteo Lauriola…
Lauriola lavorerà alla Giuntoli.L’idea del calcio che si può fare a Carpi è solo di questo tipo come ha fatto Romairone in questo anno e mezzo. Ci vuole gente che corre e con tanta fame. Questa stagione occorre anche ricostruire un po’ la squadra: la vecchia guardia c’è ancora quasi tutta.Qualcuno partirà, bisogna cominciare a buttare nella mischia qualche ragazzo per cominciare a guardare al futuro. La prima cosa da fare,però, è risolvere le situazioni dei quattro giocatori in scadenza 2018:Belec,Di Gaudio,Romagnoli e Lollo. Occorre capire quali siano le loro intenzioni. Patron Bonacini ha detto che sono stati loro a non voler rinnovare, magari hanno voglia di cambiare aria ma ci vuole,altresì, qualcuno che li prenda. Il Carpi valuterà se fare un anno con loro e poi perderli a zero oppure tentare di venderli subito. Lauriola ed il suo entourage incontreranno anche gli altri membri della rosa per capire se questi hanno ancora stimoli. Lo scorso anno il patron li incontrò tutti e decise,nonostante qualche parere negativo, di andare avanti con tutti. Occorre ricordare che era la stagione subito dopo la retrocessione in B,c’era il paracadute ed hanno ritenuto che questi fossero ancora giocatori da A. Quest’anno? Buona parte del gruppo rimarrà. Il Carpi ha bisogno di fare chiarezza in porta: Colombi è un giocatore del Carpi ma ci è rimasto male per aver perso il posto in favore di Belec. La difesa perderà Struna e perderà senza dubbio Romagnoli. Il centrocampo è il reparto con più scelta. L’attacco è il reparto più scoperto.
In panchina,con ogni probabilità arriva Calabro…
I numeri su di lui dicono che sia un enfant prodige. E’ un classe ’76,giovanissimo, allena solo da cinque anni. Ha portato la Virtus Francavilla dai dilettanti alla Lega Pro, quinta da matricola assoluta. Ha perso ai playoff con il Livorno. In cinque anni ha vinto cinque campionati ed ha disputato un playoff di Lega Pro. E’ ovvio che sia un range molto basso. Dicono tutti che sia un predestinato,per prenderlo c’era la fila. Si ispira a Conte per sua stessa ammissione, è anche leccese come l’allenatore del Chelsea. Vedremo come si ambienterà in un ambiente particolare come quello biancorosso. Personalmente,credo che sia una scelta che ci sta. La società ha già fatto una scelta del genere. L’anno della C2,affidò la panchina a Sottili che non aveva mai allenato tra i professionisti. Anche Stefano Vecchi,attuale allenatore della Primavera dell’Inter campione d’Italia, venne scelto come mister ed era il suo primo anno di B. Calabro propone un tipo di gioco differente da quello di Castori, occorre capire se alla piazza ed alla proprietà basterà vedere un gioco spumeggiante e meno risultati. Vedremo cosa succederà ma questa scelta, a parere mio, ci sta alla grande.Il Carpi è stato bravo a muoversi per primo per lui.
Sempre parlando di società, si deve fare il nome di Matteo Scala,storico team manager, ora nuovo Direttore Generale.
Questo è un percorso che si compie per lui. Arrivò nel 2012 come segretario generale. Ha fatto la sua gavetta con Giuntoli,prima, e con Romairone,poi. Ha fatto da trade union tra proprietà e Sogliano cercando di limitare i danni. Ha preso sempre più di responsabilità, credo si sia fatto esperienza a 360° tra campo e mercato. Lui conosce ogni minimo meccanismo della macchina Carpi. In questa stagione avrà la sua consacrazione, gestirà la parte economica lasciando a Lauriola quella tecnica. Quest’ultimo è sempre stato un osservatore, non un ds, ha meno dimestichezza con i contratti. Scala è diventato esperto in queste cose. Scala,insieme al presidente Calliumi ha lavorato molto per riportare il Carpi a Carpi. Scelta azzeccata.
Che Carpi ti aspetti nella stagione 2017/2018?
Una squadra con tante incognite che può fare bene. Sarà una B molto difficile con Venezie e,se dovesse salire, il Parma. Il Carpi partirà qualche posto indietro rispetto lo scorso anno. E’ un bene per la squadra partire a fari spenti. Difficilmente ci si accontenterà della salvezza,conoscendo la società. Nuovo DS e nuovo mister, tante incognite. Tanti legami con il passato. La rosa è ancora buona, ad oggi, è ancora presto per capire. Una opinione si può dare a rosa ultimata. Non ci saranno nomi ad effetto, solo gente da battaglia come abbiamo visto in questi anni.

Di Filippo Mattioli

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