DILETTANTI, L’INTERVISTA A MIRKO FONTANA, COACH DJ DEL FIORANO

L’Associazione Calcio Fiorano nasce nel 1961, e ha da tempo superato i 50 anni. Una società che da sempre ha accompagnato lo sviluppo del suo paese, crescendo con la comunità che rappresenta. “Ogni anno il tifo si fa più forte – ci spiega Mirko Fontana, allenatore della prima squadra che milita nel campionato di Eccellenza questo anche grazie agli ottimi risultati degli ultimi campionati”.

Quando si è avvicinato a questo sport?
Ho sempre giocato a calcio. Sono entrato a far parte di questo mondo fin da piccolo e crescendo non me ne sono più separato. Inoltre sono laureato in scienze motorie, un traguardo che mi ha dato le conoscenze per aumentare la mia professionalità in questo ambito.

Quando ha iniziato ad allenare?
Alleno da quando avevo 23 anni. Mi occupavo dei bambini nelle scuole calcio, e questo mi permetteva anche di continuare a giocare. Per puro caso a 34 anni, decisi di andare a giocare in una squadra vicino a casa, per stare vicino alla famiglia. Però a poche partite dall’inizio l’allenatore si dimise, e mi chiesero di assumere questo importante ruolo, passando di fatto ad allenare la prima squadra. Poi ho allenato il Real Castellarano, vincendo il campionato di prima categoria. L’anno seguente sono entrato nel Team del Colombaro, dove abbiamo guadagnato la promozione. Dopo tre anni al Colombaro, nel 2015 sono approdato al Fiorano Calcio.

Come sta andando il campionato?
L’obiettivo a inizio stagione era conquistare la salvezza il prima possibile. Naturalmente oltre a questo l’intento era quello di gareggiare al meglio, raggiungendo il risultato migliore. Al momento siamo sesti, con la salvezza raggiunta da tempo e con l’intenzione di sfruttare al meglio le poche giornate rimanenti.

Ci sono rapporti di mercato con le altre squadre sul territorio?
Con più di 400 iscritti, la politica della società è quella di sfruttare il più possibile il proprio vivaio. Anche quest’anno in prima squadra abbiamo fatto esordire almeno sette giocatori cresciuti con noi, e lo stesso capitano è un ragazzo di 25 anni nato a Fiorano.

Ha altre passioni oltre al Calcio?
Lo sport è sempre al centro dei miei interessi. D’estate gioco molto a tennis e d’inverno, appena posso, metto gli sci ai piedi. In più, una grande fetta della mia vita, è dedicata alla musica. Sono infatti dj radiofonico da 17 anni, ad Antenna uno Rock Station al sabato mattina.

L’Italia quest’anno non si è qualificata ai Mondiali. Secondo lei quali sono le cause che hanno portato a questo fallimento?
Indubbiamente sono diversi i fattori che hanno portato all’esclusione della nostra Nazionale dai mondiali. Ma ce ne è uno in particolare che mi colpisce. Non penso che alla nostra Nazionale manchino i talenti. Lo abbiamo visto in squadre come il Milan, dove la necessità ha fatto comparire dal vivaio giocatori che adesso brillano in serie A. Il problema credo sia che questi giovani, non hanno la possibilità di farsi valere in prima squadra. Troppo spesso si preferiscono stranieri o giocatori di fama, a ragazzi che potrebbero portare qualità e forze nuove al proprio team.

di Francesco Palumbo

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.