MARCELLO CHEZZI, UN ‘PAZZO’ CHE CI CREDE. INTERVISTA AL MISTER DEL CASTELFRANCO

È un Marcello Chezzi sereno quello che ci accoglie poco prima della sosta natalizia. Onesto e pragmatico, senza volersi o voler illudere nessuno. Ci parla di lui, del suo lungo percorso a Castelfranco, della piazza, che conosce a menadito. E non si nasconde. Nonostante tutto. Nonostante l’ultimo posto in classifica, un seguito praticamente nullo, un mercato estivo insufficiente.

Marcello partiamo da te: tredici anni di Castelfranco. Non hai mai pensato di cambiare aria?
Tante volte. Tredici anni sono tanti ed è inevitabile che ogni tanto ci pensi…

Avrai accumulato anche tanti ricordi…
Il più bello fu la vittoria di Viterbo ai play-off per la C, nel 2013. Vincemmo 5-0, poi per motivi economico-politici non siamo saliti. (dopo il ripescaggio, ndr).

Avviciniamoci al presente. Dopo quei play-off tre stagioni tranquille, con un sesto posto e due salvezze ampie. Qual è il segreto di questa ricetta?
Mantenere la categoria qui, con un budget ridottissimo, è già un gran risultato. Il segreto è la consapevolezza. Siamo poveri, ma lo sappiamo. Non vogliamo fare i ricchi dando un immagine sbagliata di noi stessi. Non li scimmiottiamo, ma facciamo ciò che ci riesce: i poveri, ma per bene.

Nel pratico come si traduce tutto ciò?
Lavorare sui giovani, su gente affamata che abbia tanta voglia, e sulla cultura del lavoro.

Ma, evidentemente, in questa ricetta funzionante, si è inceppato qualcosa…
Innegabile. Ha influito qualche scelta sbagliata in estate, sui singoli. Alcuni uomini su cui avevamo puntato hanno virato su piazze più ambiziose, con budget notevoli. Squadre che sono in D, ma fanno un altro sport. Noi lavoriamo, d’altronde chi non lavora non sbaglia.

Forse un mercato estivo troppo al risparmio e “giovane”…
Al risparmio sì, giovane no. Non scopri sempre il Rolfini o il Di Gaudio di turno. Ora ci muoviamo per correggere in corsa la rosa. In estate, comunque, non siamo la prima scelta.

Quest’anno uno svincolo: Adria. Fino a lì 8 punti in 6 partite, poi un duro 5-0 e due soli punti in due mesi…
Sono d’accordo, abbiamo perso equilibrio da lì. Eppure sono ottimista. Già contro un avversario di vertice (il Delta Rovigo, ndr) abbiamo ritrovato… noi stessi.

Ma un dato su tutti: pochi gol fatti e peggior attacco del girone…
Qualcuno non ha reso secondo le aspettative. A giugno è arrivato Personé, buon calciatore, che però non ha ancora trovato il gol, le giuste alchimie con noi. I pochi gol fatti sono un dato allarmante e che mi spaventa. Più di quelli subiti. In difesa siamo solidi.

Gennaio può dare una mano?
Ci stiamo muovendo. Mezgour, Martino, Laruccia… ma proveremo ad inserire qualcos’altro. Ad oggi i singoli hanno fatto poco, numericamente parlando.

Le avversarie salvezza sulle quali dovrete fare la corsa?
Quelle invischiate fino alla fine saranno Colligiana, Sangiovannese, San Donato, Poggibonsi, Fiorenzuola, Rignanese, Mezzolara, Scandicci e Ribelle. L’Adriese, penultima, e la Pianese no: si salveranno.

Addirittura fino al Ribelle, quinta…
Ascolta un “pazzo”.

E il Castelvetro?
Arriva tra le prime due.

Dove vorresti essere il 7 maggio?
A 40 punti, cifra sufficiente quest’anno.

Un messaggio ai tifosi, per un seguito più corposo che possa dare una mano…
C’è stato addirittura un miglioramento. Non critico nessuno, ma non abbiamo strutture, un presidente che tiri fuori soldi, tifosi per poter affrontare la D. Saremmo da Eccellenza, ma siamo due pazzi scatenati che ci crediamo ogni volta… e ci riusciamo.

Magari è più stimolante così…
Ad allenare la Juve siamo tutti capaci, è salvarti con l’Empoli che ti dà soddisfazioni.

di Gigi Ferrante