MODENA, GLI ANNI DI “LELLO” VERNACCHIA

La sfida tra Modena e Empoli, in programma sabato allo stadio Braglia, ha vissuto diversi momenti importanti nella storia dei campionati di A, B e C1, sia positivi che negativi per la squadra canarina. Nel 1982 ad esempio proprio contro i toscani, i gialloblu di Giorgi subirono la prima sconfitta del campionato alla 29ª giornata. Sconfitta che rappresentò l’inizio di un periodo di crisi che vide il Modena perdere una promozione che sembrava a portata di mano. In quella squadra c’era anche Raffaello Vernacchia, alla sua ultima stagione con la casacca gialloblu. Per questo ripubblichiamo l’intervista a lui realizzata per il numero di Vivo Modena del 21 aprile del 2010.

Vernacchia, la partita con l’Empoli ci riporta indietro a un campionato dei primi anni ’80. Contro i toscani uno dei suoi ultimi gol in maglia gialloblu, ma anche, al ritorno, la prima sconfitta in quella stagione…
Si, ricordo una partita che sembrava incanalata verso lo 0-0. Probabilmente il pareggio avrebbe potuto accontentare entrambe le squadre, loro in lotta per salvarsi e noi per la promozione. Poi nel finale l’Empoli segnò con Meloni e noi non riuscimmo a recuperare. Fu la nostra prima sconfitta, ma la partita decisiva di quel campionato fu quella di Trieste. 

Era il 9 maggio del 1982. Cosa successe in quella partita?
Fu la mia ultima partita con la maglia gialloblu. Mi saltarono i legamenti e restai a guardare le ultime quattro giornate. Era una gara che noi avremmo dovuto vincere. Invece il Monza, nostro avversario per la promozione, fece delle pressioni sui giuliani che cambiarono atteggiamento. A noi ci massacrarono, quando ricevettero il Monza invece fecero giocare il terzo portiere e persero 2-1. Alla fine furono proprio i brianzoli a salire in serie B. 

Delle sfide con la Triestina ha anche qualche ricordo positivo… 
Certo. Nel 1978/79 al Braglia segnai il gol del pareggio. Lo ricordo bene perchè il loro portiere, Bartolini, era stato mio compagno nelle giovanili e quando la palla finì in rete gli dissi “prendi sto pero”.

Torniamo ancora più indietro, a quando lei arrivò a Modena…
Era l’estate del 1978, un periodo cupo per i colori gialloblu. La società era stata messa in mora da noi giocatori perchè non pagava gli stipendi. Io, ci tengo a dirlo, fui l’unico alla fine a restituire al Modena il mio cartellino.

Una stagione quella del 1978/79, piuttosto negativa anche sul campo…
Infatti si conlcuse con la retrocessione in C2. Poi si fecero avanti due signori, Bergamini e l’avvocato Messori Roncaglia, che salvarono il Modena. L’anno dopo venne il povero Galassi come ds e Bruno Pace come allenatore e iniziò la risalita. Anche la società si assestò con l’ingresso di personaggi che oggi non ci sono più come Martinelli, quello delle pelliccerie, o Della Casa.

L’anno della C2 segnavano molto i difensori e i centrocampisti. Che squadra era quella di Pace?
Fu molto bravo Pace in un periodo in cui non si giocava ancora a zona a “mascherare” un numero due come Corallo che in realtà faceva la terza se non la seconda punta. Il centrocampo con me, Cuoghi e Mario Vivani era di valore e il centravanti, Trevisan, era molto bravo a fare la sponda. Diversi gol, oltre a Cuoghi e Corallo, li fece anche Guidazzi, un mediano. Era una squadra forte a livello caratteriale che vinse la C2 davanti a Trento e Padova.

Poi un anno di C1 tranquillo…
Si, non fummo mai a rischio retrocessione e vincemmo anche il torneo anglo italiano, quello che si giocava assieme alle squadre inglesi. Alla fine Pace si meritò la chiamata del Catanzaro a quei tempi in serie A.

Torniamo alla stagione 1981/82…
In società era entrato Farina che aveva portato uno dei migliori allenatori in circolazione, Bruno Giorgi. Lui fece veramente dello spogliatoio la nostra forza e noi conquistammo 28 risultati utili consecutivi. Purtroppo c’erano troppe squadre che volevano salire, Atalanta, Monza, Vicenza, e alla fine, come ho già detto prima, fummo un po’ infinocchiati.

La sconfitta di Trieste fu decisiva, ma anche la trasferta di Bergamo… Che ricordi ha di quella partita? 
E’ vero. Andammo in vantaggio con Scarpa su punizione e loro ci raggiunsero solo a tempo scaduto con un tuffo in area di un terzino, Magnocavallo, su cui l’arbitro diede rigore. Se avessimo vinto l’Atalanta, che aveva già delle forti pressioni, avrebbe esonerato l’allenatore Bianchi e avrebbe subìto una grossa mazzata.

Dopo Modena dov’è andato?
Ho girovagato per l’Italia per qualche anno ancora. Prima la Ternana poi due anni a Giulianova e uno a Montevarchi. Dopodichè, visto che avevo dei bambini a cui non potevo continuamente far cambiare città, mi sono stabilito a Modena e ho chiuso la carriera nei dilettanti.

GIOVANNI BOTTI
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