SALVATORE BRUNO: “CON LA GIANA STIAMO FACENDO GRANDI COSE. IL MODENA? LO SEGUO SEMPRE CON AFFETTO”

Salvatore Bruno, attaccante della Giana Erminio, sta vivendo in terra lombarda una seconda giovinezza a suon di reti pesanti. L’ex punta gialloblù, autore di oltre cinquanta reti con la maglia del Modena, conserva sempre un bel ricordo dei tempi trascorsi con la maglia canarina. La nostra redazione l’ha contattato per parlare del grandissimo campionato della Giana e del difficile momento, a livello storico, che sta attraversando il Modena.

Sasà, state facendo un campionato con la C maiuscola. Vi aspettavate a inizio anno una stagione di livello così elevato?

Sicuramente no, l’obiettivo primario era ottenere una salvezza tranquilla. L’arrivo di Pinardi e altri giocatori ha alzato l’asticella della fiducia. Stiamo facendo davvero un bel campionato.

Quali sono i punti di forza della Giana Erminio?

L’arrivo di Pinardi ha migliorato di molto il centrocampo, rispetto all’anno scorso riusciamo a giocare di più la palla. Il gruppo è unito e affiatato, sono rimasti molti degli elementi che hanno fatto la scalata dalla Promozione alla Lega pro. Poi i nuovi arrivi, uniti a quelli che già erano qui, hanno creato questa bella situazione.

Stai segnando gol di pregevolissima fattura, ad esempio come quello in casa contro il Renate. Esagero se dico che questa è una delle stagioni migliori della tua carriera?

Sto facendo una bella stagione, ma non dimentico gli anni di Modena, dove ho stabilito il mio record di reti. Se lo supero allora potrò dire  che si tratta della mia stagione migliore. A livello di risultati ti do ragione, a Modena abbiamo vissuto anni un po’ travagliati, dove l’obiettivo era praticamente sempre la salvezza. Fare 18 gol e salvarsi è diverso dal farne 15 e arrivare ai play-off. Comunque mancano ancora quattro partite, vediamo dove sarò in grado di arrivare.

Un paio di settimane fa sei stato uno dei protagonisti dell’incredibile episodio avvenuto nella sfida contro l’Alessandria. Cos’è successo in quell’occasione?

Ho chiesto all’arbitro se avesse fischiato e lui ha risposto di no. A quel punto l’ho passata al mio compagno che ha segnato. Mi è dispiaciuto per il portiere, sopratutto perché è un ragazzo giovane. Ho avuto qualche esitazione perché ero diffidato, per non rischiare di prendere l’ammonizione inizialmente sono rimasto fermo. Mi sono avvicinato, ma il portiere è rimasto tranquillo, a quel punto son andato a prendere la palla. In seguito qualcuno ha parlato di antisportività da parte mia, ma dal punto di vista regolamentare non ho fatto nulla di sbagliato. Mi spiace per Vannucchi, ma sono cose che nel calcio succedono.

Stai seguendo il campionato del Modena?

Sempre, i primi risultati che vado a vedere dopo la gara sono quelli di Modena e Ascoli. Con Pinardi ricordiamo sempre i bei momenti vissuti in gialloblù. A inizio anno forse hanno un po’ sottovalutato la categoria, poi a gennaio le cose si sono messe a posto, ma la programmazione doveva essere fatta prima. Spero possa uscire al più presto da questa difficile situazione.

Quindi sei sorpreso di vedere i gialloblù in lotta per non retrocedere?

Stiamo parlando di Modena, come faccio a non essere sorpreso? E’ una grande piazza, dove si potrebbe fare grande calcio. Spero che un giorno possa tornare a calcare i grandi palcoscenici.

A tuo parere cosa è mancato al Modena per ottenere la salvezza l’anno scorso?

Penso che l’assenza forzata di un giocatore come Granoche sia stata determinante, sopratutto in una formazione giovane come quella. Due anni prima si erano fatti i play-off, poi i play-out, anche in questo caso penso sia mancata la programmazione. Dall’esterno è sempre difficilie giudicare, ma penso che la retrocessione abbia avuto un insieme di cause.

Qual è il più bel ricordo che ti lega alla città di Modena?

Ricordo sempre con piacere la gara di Trieste, mi resterà dentro a lungo. Stiamo parlando di salvezza, ma penso che in quel caso si sia trattato di qualcosa di più. Eravamo una squadra di livello elevato, ancora oggi mi chiedo come abbiamo potuto lottare per non retrocedere. Avremmo potuto fare molto di più.

Di Mattia Giovanardi

 

 

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