SASSUOLO: PAOLO MANDELLI TRA IL VIAREGGIO, IL CAMPIONATO PRIMAVERA E… IL MODENA

Vincere, nel calcio, non è mai facile a tutti i livelli e in tutte le categorie. E lo è ancora meno trionfare in un torneo come la Coppa Carnevale di Viareggio, uno dei più importanti a livello giovanile, soprattutto dopo aver fatto fuori squadre come Inter, Fiorentina, Torino ed Empoli tutte ai calci di rigore. Un impresa che è riuscita al Sassuolo che, qualche giorno fa, è diventato la terza squadra dell’Emilia Romagna a scrivere il suo nome in questo prestigioso albo d’oro dopo il Cesena (1990) e il Bologna (addirittura il lontano 1967). Tra gli artefici di questo grande risultato c’è sicuramente Paolo Mandelli, tecnico della Primavera neroverde dal 2003 ed ex calciatore professionista di buon livello tra Inter, Lazio, Foggia e lo stesso Modena, dove è rimasto 5 anni tra il 1996 e il 2001. Noi l’abbiamo contattato per telefono.

Mandelli, complimenti per la grande impresa. Vi aspettavate davvero di poter arrivare fino in fondo?
Sapevamo di avere una buona squadra e di essere competitivi per il Viareggio, anche in campionato stiamo andando bene e siamo in zona Play Off. Poi è chiaro che in un torneo del genere gli obiettivi te li crei strada facendo e noi, partita dopo partita, abbiamo capito che potevamo arrivare fino in fondo.

Quattro partite consecutive vinte ai rigori, forse un record. Cosa hai detto ai ragazzi prima di battere quelli della finale contro l’Empoli? Il calcolo delle probabilità non era proprio dalla vostra parte…
Ho calcato solamente sugli aspetti positivi, quelli che potevano far pensare in positivo ai ragazzi. Visto che le cose stavano andando per il verso giusto e che il vento, diciamo, era alle spalle, l’importante era tenere la vela in quella direzione non spostarla, non spostare gli equilibri che si erano creati. Non c’è stato quindi bisogno di dire tanto.

Tra i tanti giovani interessanti della tua squadra si è parlato molto soprattutto di Scamacca. Che giocatore è?
E’ un giocatore dalle doti importanti, sia a livello tecnico che fisico. Però ha solo 17 anni e di lui si parla quasi più per i trasferimenti che ha avuto che per quello che ha fatto sul campo. Deve ancora migliorare sotto tanti aspetti, ma ne è consapevole e questo è un fatto che mi da fiducia.

Questo risultato vi può dare ancora più fiducia per la fase finale del campionato Primavera?
Si è chiaro che adesso dal punto di vista psicologico, il fatto di aver vinto il Viareggio ci può dare un ulteriore spinta e convinzione nei nostri mezzi, ma è anche vero che di energie ne abbiamo spese tante e catapultarsi subito in campionato in gare decisive rappresenta un po’ un punto interrogativo. L’obiettivo minimo comunque è quello di riuscire ad entrare nei play off, quello massimo, naturalmente, di andare più in fondo possibile.

Tu hai giocato cinque anni nel Modena. Senti ancora qualche tuo vecchio compagno? E come vedi la situazione dei gialloblù?
Si con qualcuno mi sento ancora e anche spesso, con qualcun altro ci si è un po’ persi di vista anche se magari sui campi di calcio capita di rivedersi perché tanti di loro hanno trovato spazio lavorativo nel calcio. La settimana scorsa ad esempio, quando abbiamo incontrato il Torino, ho rivisto Fabbrini che adesso lavora per la squadra granata. Con Mauro Mayer ci sentiamo spesso, ha anche lavorato con noi a Sassuolo, e lo stesso con Rubens Pasino. Per quanto riguarda il Modena attuale ho visto 3 o 4 partite. Credo che, nonostante tutte le difficoltà che ha avuto, sia una squadra competitiva che si possa salvare tranquillamente.

(GB)

(Foto dal sito www.sassuolocalcio.it)

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