PAINTBALL: LA STORIA DI QUESTO AMBIZIOSO SPORT RACCONTATA DA ANDREA TONI

Nel suo campo è stato un pioniere. Stiamo parlando di Andrea Toni, il proprietario dello “Spilla Paintball”, il campo da paintball di Spilamberto (MO). Insieme abbiamo fatto una chiaccherata su questo sport, che in pochi conoscono, ma che è molto ambizioso.

Innanzitutto, Andrea, spiegaci che cos’è il paintball…
E’ uno sport abbastanza recente. E’ stato creato negli U.S.A, prendendo spunto dai boscaioli che marchiavano le piante da tagliare con dei marchiatori, ovvero dei particolari fucili che sparavano pallini di vernice. A qualcuno poi è piaciuto questo tipo di modalità di gioco e ha cominciato a svilupparsi sempre di più, fino a diventare il paintball come lo conosciamo oggi. Ovvero ci sono due squadre che si affrontano in un campo con numerosi ostacoli o ricostruzione di scenari naturali, e vince la squadra che riesce ad eliminare l’altra.

Come ti sei appassionato a questo sport?
L’ho visto per la prima volta in vacanza in Germania, l’ho voluto provare e mi è subito piaciuto molto, perchè sono sempre stato appassionato di questo tipo di competizioni. Appena tornato in Italia, ho cercato di capire dove poterlo rifare, ma ho visto che qui eravamo ancora indietro: un po’ per colpa delle legislazioni non aggiornate sull’utilizzo dell’attrezzatura, un po’ perchè era poco conosciuto essendo uno sport nuovo. Infine, dopo aver portato i miei amici nel campo di San Marino, abbiamo deciso di crearcene uno tutto nostro.

Infatti tu sei stato il primo ad inaugurare un campo da paintball nella provincia; il tuo è stato anche il primo della regione?
Nella regione no. Insieme al nostro ne stava nascendo un altro, perchè in quel periodo stavano cambiando alcune regole: da sport di nicchia, si stava pian piano espandendo. Il nostro primo campo è stato ad Altolà, una frazione di San Cesario, su un terreno di un mio amico.

Per tranquilizzare i più timorosi, il paintball è uno sport pericoloso?
Assolutamente no. Se si guarda un semplice sito di statistiche, risulta che è più facile farsi male giocando a calcio. Dal di fuori sembra una simulazione di guerra, ma è molto controllata e sicura. Ogni giocatore è obbligato ad indossare una maschera, un bustino, i guanti e il paracollo, così in questo modo tutte le parti sensibili sono protette. Prima di iniziare, noi addetti spieghiamo le modalità di gioco e ciò che si può o non si può fare.

E’ vero che il movimento del paintball si sta adoperando affinchè venga riconosciuto come sport dal CONI?
Si sta cercando di andare più velocemente possibile per redigere un regolamento. E’ già stata creata una Lega nazionale FISP, che sta collaborando con il CONI, e una Lega per quanto riguarda i tornei di speedball e woodball. Ci sono già due o tre tornei di questo tipo e, ogni anno, si aggiungono sempre più squadre e campi nella speranza che prima o poi venga riconosciuto come sport ufficiale dal CONI.

Hai progetti per il futuro del tuo campo?
Il nostro obiettivo è di espanderci e migliorarci sempre di più. Con il comune di Spilamberto stiamo progettando di ottenere il terreno di un ex cava; una zona molto ampia in cui abbiamo intenzione di creare due campi: uno molto grande in cui far giocare un notevole numero di persone, e un secondo campetto in cui far divertire i più giovani. Per offrire a tutti la possibilità di provare questo nostro sport.

di Mattia Amaduzzi

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