ANALISI PARTENZA BOTTAS: PER LA FIA È REGOLARE, PER L’OCCHIO NUDO… NO

Si infiammano ancora gli animi tra Ferrari e Mercedes. Ma la partenza di Bottas è regolare oppure no?

Sembra quasi uno scherzo del destino. Tra Ferrari e Mercedes, placate (diciamo così) le polemiche di Baku ed il famigerato contatto Vettel-Hamilton, oggi si apre un altro capitolo. In Austria, dove ha vinto Bottas dopo la pole, il ruggito dei ferraristi: il finlandese è partito in anticipo, è chiaro. Ma per la FIA è tutto okay. Analizziamo la partenza.

I FRAME INCRIMINATI

Ad occhio nudo non ci sono dubbi: Valtteri Bottas è partito in anticipo. E non ce ne siamo accorti solamente noi. Dalla griglia immediate le reazioni di Vettel e Ricciardo: “jump start!”

Invece, dopo oltre venti minuti di investigazione, la gara prosegue senza intoppi. Il vincitore ammette di aver pescato un jolly clamoroso nel dopo-gara. Vettel continua ad avere dubbi –“non ci credo, non ci credo, non è umano”-, e Valtteri si giustifica con l’ironia –“già, sono finlandese”-

LA SPIEGAZIONE

Andiamo subito al dunque: ci sono dei sensori annidati in pista che rilevano gli spostamenti delle vetture in griglia. Dallo schieramento allo spegnimento dei semafori di partenza. Tuttavia questo sistema controlla se la monoposto si muove di una distanza prefissata (circa 30 centimetri) in questo lasso di tempo.

La FIA inoltre specifica: “abbiamo scoperto che bisogna permettere un movimento molto piccolo alle monoposto poiché i piloti devono fare delle regolazioni della frizione in preparazione alla partenza. Questo sistema è in funzione regolarmente da 20 anni ed è estremamente affidabile. 

Oggi –prosegue il comunicato- Bottas non ha superato questo limite molto piccolo prima del via. La sua valutazione è stata invece estremamente accurata, benché fortuita, anticipando lo spegnimento delle luci con grande precisione.”

Ogni movimento è quindi all’interno del range di tolleranza consentito. Un range nel quale Bottas è riuscito a starci, per fortuna o bravura. O magari entrambe.

Uno scatto che, secondo gli esperti, ha avuto un tempo di reazione eccezionale -circa 201 millesimi-, almeno 100 in meno della media misurata. I sensori, ricorda la FIA, non hanno ritardi di lettura rilevanti (non più di 10 millesimi al secondo), per cui la valutazione è precisa.

CONCLUSIONI

Vettel ha ragione. Ha visto, e non solo lui, un movimento della Mercedes che c’è stato. Ma Bottas, per un eccezionale commistione di eventi fortuiti e non, è rimasto all’interno del consentito. Stava cercando il punto di stacco della frizione, ed evidentemente la sua freccia non ha varcato la soglia di quella trentina di centimetri consentiti.

Continuano a non essere consentiti invece gli isterismi da stadio. Certo che, caro destino, in vent’anni di utilizzo impeccabile di questo sistema, proprio dopo Baku…

Gigi Ferrante

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