GP BAKU, TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE E COSA ASPETTARSI DALLA FERRARI

Circuito cittadino puro, muro a distanza minima. Chi è il favorito?

Carico aerodinamico, ne serve tanto. Ma anche poco. Le doppie facce d'una medaglia azera. Che sì, si trova in Europa.

L’ottava tappa del campionato mondiale fa tappa in Azerbaijan, per il GP Baku, non più GP d’Europa come l’edizione scorsa. Siamo sulle coste occidentali del Mar Caspio (clicca qui per aprire la mappa).

Il week-end del GP Baku sarà un week-end di dimostrazione. Per la Ferrari e per la Mercedes, che metteranno in campo le soluzioni ai problemi visti in passato. L’incertezza a Maranello riguarda i postumi della gara in Canada, circuito a medio-basso carico, come in Azerbaijan. A Stoccarda i dubbi riguardano il raggiungimento delle temperature ottimali con le capricciose Pirelli 2017.

CHI È FAVORITO?

Non è semplice dirlo. Il circuito non si sbilancia né troppo dal lato velocità né troppo dal lato trazione. Se nel primo caso le frecce d’argento avrebbero qualche cartuccia in più (l’anno scorso Bottas toccò i 378 km/h!), nel secondo caso la Ferrari dovrebbe avere la meglio.

Per le altre, Red Bull in primis, le briciole. Nonostante le ottime Libere 1 le RB l’anno scorso patirono una pessima gestione gomme. Mentre le Force India, autrici di un exploit a Montréal, non paiono complete come si conviene sul tracciato di Baku.

L’unico dominatore effettivo nel 2016, 1° edizione del GP, fu Nico Rosberg. Che ovviamente è assente sulle scene.

Sbilanciandoci, vedremo un altro duello Vettel-Hamilton, a meno di stravolgimenti esterni in stile “Canada”. Un duello che vede Seb davanti in classifica.

IL TRACCIATO: TILKE POTEVA FARE DI MEGLIO… 

La pista azera non è certo il miglior lavoro di Hermann Tilke. Le curve sono ben 20 per un totale di 6 km, il 2° per lunghezza dopo Spa.

Lo spettacolo non è stato memorabile nel 2016. C’è un rettilineo lunghissimo, 2.2 km (il doppio di Monza), preceduto e succeduto da una serie di curve a 90°. A “peggiorare” le cose il margine esterno, tipico di una pista cittadina, a ridosso della linea bianca. La larghezza è piuttosto scarsa, i muretti si sfiorano in continuazione. Quindi, vietato sbagliare.

Il punto più suggestivo si trova tra la curva 8 e la curva 12. Un intermezzo di curve strettissime (solo 7 metri e mezzo in larghezza) che costeggiano la “old city”. Tanto suggestivo quanto noioso, per via di un ovvio incolonnamento?

L’IMPORTANZA DEL RECUPERO.

È anche il luogo dove la parte ibrida del motore avrà la massima importanza. Ed è il pacchetto su cui gli uomini Ferrari hanno lavorato maggiormente in inverno. Così come il motore endotermico che girerà al massimo per il 70% del giro, con consumi elevati e serbatoio carico fino all’orlo (i 105 kg massimi da regolamento).

UNA SOLA SOSTA PER TUTTI?

Nel 2016 tutti i piloti finiti in top-10, al netto dei problemi di Verstappen e Ricciardo, optarono per la strategia ad una sosta. Partenza con le SuperSoft e chiusura con le Soft. Gli stessi compound messi a disposizione dei team anche per questo week-end.

Identiche le scelte Mercedes e Ferrari, più conservative le Red Bull. L’anno scorso finì 2° Vettel, mentre Raikkonen perse il 3° posto causa penalità.

Per il programma del GP Baku basta cliccare qui. Non c’è allerta meteo, il sole risplenderà in questo luogo fra Europa ed Asia dal doppio volto. Uno storico, l’altro tecnologico. Proprio come il doppio volto del circuito di Baku.

Gigi Ferrante

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