GP GIAPPONE, CRONACA DI UNA DOMENICA NERA. IL MONDIALE È ORMAI UNA VELLEITÁ

Ancora un problema di affidabilità per la Ferrari di Vettel. Questa volta il Mondiale sembra davvero aver preso la via di Stoccarda: ecco dove e come può chiudersi

Non è stato un bel risveglio quello dei tifosi ferraristi. Sin dall’inizio questo GP del Giappone sembrava stregato. Vettel ha accusato una lieve (ma percepibile) mancanza di potenza nel giro di formazione, che poi ha indirizzato al problema vero, quello palesatosi dopo soli cinque giri: le candele. Queste hanno costretto il tedesco della Rossa all’inevitabile ritiro. A dirla tutta, Seb era già stato sfilato da diverse vetture scivolando in settima posizione dopo pochissimi giri.

Gongola così il “samurai” della domenica, Hamilton, in grado di dettare il ritmo per tutta la gara rischiando poco o nulla. Vince e porta così il suo vantaggio su Vettel a quota 59: un’infinità, considerando le quattro gare che mancano. La pratica mondiale può già chiudersi ad Austin il 22 ottobre.

GLI ALTRI

Raikkonen (che peraltro subì lo stesso “trattamento” dalle candele di accensione in Malesia) arriva quinto. Non inganni la posizione finale, la gara del finlandese si è ben distinta in positivo. Al netto di un via balbettante, Kimi ha recuperato dall’undicesima piazza di partenza. Non sono scontati i sorpassi in Giappone. Positivo il week-end RedBull, appaiate con Verstappen Ricciardo sul podio. L’olandese è stato l’unico ad aver insidiato il primato di Hamilton in due diverse porzioni di gara. Specialmente nel finale nel quale però Alonso, alleato inaspettato di Hamilton, non gli ha “facilitato” il doppiaggio.

A punti entrambe le Force India, ma non è una novità, ma anche le due monoposto Haas. Finisce male l’ultima gara di Sainz in Toro Rosso, ritiratosi quasi immediatamente. Da Austin sederà sulla Renault di Palmer, quest’ultimo ai saluti.

PROSSIMO APPUNTAMENTO

Tra 14 giorni, il 22 ottobre, si corre ad Austin per un’altra gara di là dall’Oceano. In caso di vittoria per Hamilton Vettel fuori dalle prime cinque posizioni, il Mondiale andrebbe nelle mani dell’inglese con tre gare d’anticipo. Basterebbe infatti una differenza di 17 punti nel piazzamento tra i due per darla vinta “alla matematica”.

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