PAGELLE GIAPPONE DA ZERO A DIECI: UN MONDIALE CHE SI SPEGNE…

“Ho puntato la sveglia alle 7. Alle 7:02 guardavo un film. Grazie Ferrari”. La colpa? Banalissime candele che estinguono la fiamma d'un banalissimo mondiale

Magari i tedeschi lavorano davvero bene e non è solo un luogo comune. Magari i Rossi sono rimasti all’ombrellino nel cocktail di Ferragosto. Magari hanno solo fatto un miracolo e questa è la “normalità”. Magari, magari, magari…

HAMILTON, VOTO 10. Che gli stia girando tutto benissimo, è un dato di fatto. Ammettere che lui sia solido come il granito, anche. Ancora una volta, davanti a tutti. Dall’inizio alla fine. Mentre passeggia con Ruscoe verso il quarto titolo mondiale.

Quasi nauseante

Chillin @roscoelovescoco

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VERSTAPPEN, VOTO 9. Se avesse prestato metà della buona stella che lo ha investito nella seconda parte del Mondiale alla Ferrari, il Mondiale sarebbe ancora aperto. Ma coi se… si sa. A lui basta così per dimostrare agli scettici di avercene per stare coi grandi, cognome a parte.

Physique du rôle

MERCEDES, VOTO 8. Si tende a mettere sempre in background la classifica Costruttori, che ha una sua valenza. E lì la gara non c’è davvero mai stata. Ma la domanda vera è:

il Mondiale è mai stato veramente in discussione?

RICCIARDO, VOTO 7. Strappa sempre quel mezzo voto in più per la simpatia che trasmette. Ma quando tira il gas gira sempre piuttosto bene. Si perde al via la possibilità di giocarsi il podio nobile con Hamilton e Verstappen, lasciandosi sfilare, ma ha una continuità che dalle parti di Maranello stanno invidiando… e mica poco.

Affidabile a 32 denti

RAIKKONEN, VOTO 6. Anche arrivando più su, non sarebbe mai stato capace di salvare la baracca Rossa. Il team, ormai mesto, lo accompagna al traguardo senza svenarsi. E lui, dopo una partenza incerta, ottiene un quinto posto che domani avrà già dimenticato.

Quando suona la campanella?

BOTTAS, VOTO 5. Entriamo nel merito delle valutazioni personali. Il filetto Findus ha fatto un gran lavoro di squadra, coprendo il pallone sulla bandierina nel finale. Ma per questo abbiamo già dispensato il voto (Mercedes, 8). Ma pare che dopo lo champagne abbiano chiesto a Valtteri di levigare i calli dalla pianta dei piedi di Hamilton. E di Lauda. E dei meccanici.

Cameriere

ALONSO, VOTO 4. Se fosse stato un Grosjean o uno Vandoorne qualunque ad ignorare le bandiere blu, si sarebbe beccato un bel 2. Ma Nando, Nando… ha il fuoco in corpo. È incazzato sul serio. Non che sia una scusante, è chiaro. Però la Honda sperava di fare bella figura per il semplice fatto di giocare “in casa”. Un po’ come sperare di passare una notte con Belén esclamando: “facile.it, facile.it, facile.it” 

Ma i giapponesi non erano cervelloni?

STROLL, VOTO 3. E menomale che un mesetto fa il babbo ha speso una barca di soldi per affittargli una pista tutta per lui ad uso training personale. Che pista era? Ah, sì, Suzuka.

Era meglio spenderli altrove

SAINZ-ERICSSON, VOTO 2. Escono dalla contesa come degli inetti, errori che neanche alla PlayStation con gli aiuti attivi. E poi Sainz, oggi all’ultima con la Toro Rosso, ci teneva proprio a congedarsi con stile.

È stato un piacere

FERRARI, VOTO 1. Solo per essersi presentata in Giappone, poi. “Va meglio la mia Panda del ’94”, dicono in rete. Ed è una delle meno cattive. Un problema dopo l’altro, neanche quest’anno è quello buono, caro Sergio.

Chiediamoci (chiedetevi) il perché

VETTEL, SENZA VOTO. Ma una grossa carezza, più che una pacca sulla spalla, oggi più che mai.

Gigi Ferrante

 

SÍ, LE CANDELE sono le stesse che non vi facevano partire il Ciao da sbarbatelli. E che rendono meno astrusa e stellare questa roba chiamata F1. Stellare, per altri motivi, lo è. Ma quindi è vero che i tedeschi lavorano meglio?

“Ho puntato la sveglia alle 7. Alle 7:02 guardavo un film. Grazie Ferrari”

 

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