L’ONESTÁ INTELLETTUALE DI EZIOLINO, LE FRITTATE A CARNEVALE E RECIDIVI

Il week-end di carnevale fa tanti (troppi) scherzetti alle compagini geminiane, Modena compreso. Poi c'è chi si prende la scena e chi fa arrabbiare i vecchietti

Il calcio è strano. E non è una scienza. Lo sport in generale non lo è, ed è forse questo il motivo per cui ci incolliamo davanti al televisore, alla radio, al PC, ogni santo week-end. Ogni strano week-end.
In tal senso l’ultimo di febbraio, il mese degli innamorati, di Tangentopoli, dell’anno bisestile, è amaro come quel Fernet Branca che ti offre l’oste della casa, a fine pasto. Lo accetti, magari non ti piace, magari non ti va nemmeno. Ma lo accetti. Credendo che ti aiuterà a mandare giù tutto il resto.

EZIOLINO. Ad essere maliziosi si direbbe che la vittoria in trasferta, senza il Bizzotto di turno, non sarebbe arrivata nemmeno a Bassano. La verità è che la seconda esterna di fila ha riportato davanti agli occhi le certezze infauste precedenti, al netto degli episodi. Ha anche ripiantato tutti coi piedi per terra, evitando divismi eccessivi dopo sole due vittorie consecutive. L’obiettivo è chiaro, altro che bonus play-off. Forse un bonus anti-play-out sarebbe meglio.

Impossibile sostenere che i valori in campo non siano chiari, e, ad oggi, quelli del Modena rispecchiano la posizione in classifica. Un esempio? Assente Diop (non il Ronaldo di turno, comunque), il Modena davanti si ritrova senza punte. Inutile costruire una casa, arredarla e metterla a norma se non hai le chiavi per entrarci.

Voto 6, Cerco attaccante disperatamente.

MANFREDINI. L’uscita in stile foca paraplegica ad inizio ripresa è la prima frittata, per fortuna non servita al tavolo dei commensali bolzanini. Per la seconda portata chef Manfredini preferisce la soluzione frittata “a buffet sul proprio palo”, piuttosto che “a la carte”, meno appariscente, ma non per questo meno appetitosa. Chiedere a Gliozzi per una recensione su TripAdvisor. Altro che insalata, Eziolino.

Voto 5, Recidivo.

RAVASI. Difficile trovare una sufficienza per il ragazzo classe ’94, non solo domenica. A Bolzano, specchio dell’annata in corso, incaglia per osmosi Nolé, come un carro senza buoi. Ancora nessun gol in Lega Pro, sprazzi di abnegazione mai accompagnati da tracce tecniche, incisività questa sconosciuta. Al “Druso” spreca chanche per la squadra e per sé stesso.

Voto 4, Ricky hai già la “vita” corta. Ma se ci tieni proprio te l’accorcio…

VOLLEY. Percorso opposto alla controparte pallonara. Le due sconfitte consecutive non rientrano nel DNA canarino sotto rete, ed allora è il parquet a fare da amuleto scacciapensieri. Un aiutino, va detto, lo elargisce Piacenza, mai in gara per davvero. Con la vittoria di domenica Azimut si prende il matematico accesso ai play-off: sabato 4 marzo arriva Verona al Palapanini. Mai più due sconfitte saranno accettate.

Voto 7, Una boccata d’aria.

CARPI. Quarta sconfitta nelle ultime sei gare per una squadra la cui aurea magica pare ampiamente svanita. Il “blocca e riparti” non funziona se davanti non la butti dentro in nessuna delle occasioni costruite. Chiedere al Modena per informazioni al riguardo.
Ma funziona ancor meno se ti prefiggi di creare due occasioni, sperare di insaccarle entrambe o almeno mezza, e poi ne subisci altrettante.

Voto 4, Cornuto e Mazziato (dall’ex di turno). 

SASSUOLO. Sarebbe stato meglio dedicare tutto il pezzo al signor Calvarese di Teramo, capace nella titanica impresa di far inalberare, e di brutto, una compagine le cui motivazioni sono simili a quelle del nonno in bocciofila dietro casa. Un’opera mica da poco, se ci pensate.
Il direttore di gara sale sul carro carnevalesco ed imbocca la strada del Mapei, dando per buono prima un rigore tragicomico e poi, impettito e fiero, nega almeno un paio di rigori al Sassuolo. “Io non mi faccio condizionare”, dirà fra sé e sé. Poverini, questi piastrellisti, non si giocheranno granché, ma almeno il regolamento…

Voto 1 a Calvarese, 6 di consolazione al Sassuolo. A Carnevale ogni scherzo vale (?).

FERRARI. Presentata senza nessun preambolo, senza clamore, ed anche senza quel fascino delle presentazioni di una volta, la nuova SF70-H si aggrappa alla storia. Ritrova il rosso, il dialogo interno (sembra…), la cattiveria giusta. Un dubbio, aldilà dei tecnicismi: Mercedes opta per il passo lungo, Ferrari fa l’opposto. Non che copiare dal compagno di banco porti a grandi risultati, certo, ma se quel compagno di banco è Steve Jobs e sei all’esame di tecnologia informatica, magari il collo lo allunghi un attimino…?

Voto 8 (sindacabilissimo) per il design, L’abito non fa il monaco.

 

di Gigi Ferrante

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