PREVIEW GP DI SPAGNA: VINCITORI SEMPRE DIVERSI, GOMME HARD E FERRARI, ALLARME PENALITÁ

Tre Power Unit utilizzate significano strategia offensiva per la Ferrari. La Red Bull si rifà il trucco. Vediamo passato, presente e futuro del GP di Spagna

Si riparte da un week-end russo cautamente positivo e dal primo posto iridato. Dal silenzio audace di Binotto e dal lavoro orizzontale. La quinta tappa del mondiale F1 bazzica nell’Europa quella “vera”, dopo la meticcia Sochi. In Spagna, a Montmelò, entroterra barcellonese, da cui dista una trentina di chilometri. E ci perdoneranno gli amici catalani se lo chiameremo GP di Spagna, contro ogni politically correct d’inclinazione indigena.

La situazione in classifica è ottima. Vettel a +13 da Hamilton (clicca per classifica iridata), per la prima volta dopo due stagioni durante le Qualifiche in Russia la Ferrari ha messo il proprio sedere davanti alle due frecce d’argento. E ha dimostrato di avere un passo gara addirittura migliore.

Grafico distacchi qualifiche Mercedes-Ferrari 2016-2017

LA STORIA.

Edizione numero 27 per la pista  inaugurata nel 1991 ed utilizzata, anche in virtù della mitezza climatica, per i test invernali annuali. La curiosità maggiore sta negli ultimi dieci vincitori: sono tutti diversi, dal 2007 ad oggi si sono seguiti Massa, Raikkonen, Button, Webber, Vettel, Maldonado, Alonso, Hamilton, Rosberg e, un anno fa, Verstappen.

La statistica potrà allungarsi in caso di vittoria, tra i più quotati, o di Bottas (fresco winner a Sochi) o di Ricciardo. L’australiano sfiorò l’oro nel 2016 prima di essere penalizzato da un ordine di scuderia che favorì il compagno di squadra.

La Ferrari non vince dal 2013. Allora trionfò grazie ad uno straordinario Fernando Alonso. L’asturiano è, fra i piloti in attività, quello che ha guadagnato il maggior numero di podi in Catalogna, ben sette (qui il computo totale).

Ma, attenzione: anche Kimi Raikkonen ha un discreto feeling con Montmelò. È infatti l’unico, assieme a Nando, ad aver vinto due volte (nel 2005 e nel 2008, entrambe sulla Rossa). Inoltre il finlandese vanta due secondi posti (uno l’anno scorso!) ed un terzo gradino negli ultimi cinque gran premi.

Rimane in ogni caso la Scuderia di Arrivabene ad avere il record di vittorie qui, ben dodici. Segue la McLaren a otto, la Williams a sette, la Red Bull a tre davanti alla Mercedes, trionfante nel 2014 e nel 2015. L’anno scorso invece il duello Hamilton-Rosberg toccò l’apice con un incidente alla terza curva fra i due.

Si annega nei ricordi invece se si vuole ricordare chi ha vinto per più volte a Barcellona, ovverosia Michael Schumacher. Inarrivabili le sue sei vittorie (e dodici podi).

Speriamo che il tedesco del presente, Vettel, non si discosti dal maestro. Per Seb mai un piazzamento sotto al 6° posto, ma senza aver ancora centrato la Pole.

IL TRACCIATO. 

Catalunya track, punti salienti

Il circuito rappresenta uno dei maggiori “test” a 360 gradi per una vettura. Non a caso è sede dei test off-season, i tre settori costituenti sono molto diversi fra di loro. Il primo privilegia le curve a media percorrenza, il secondo quelle a rapida percorrenza, l’ultimo è il più lento e strizza l’occhio alla trazione ed al grip. Già questa è una peculiarità. Il vantaggio è ovviamente un’approfondita conoscenza, sia per i team sia per i piloti, che battono l’asfalto catalano già da febbraio.

Le gomme saranno un fattore. Il loro consumo sarà elevato, motivo per cui Pirelli porta in dotazione le tre mescole più dure: Soft, Medium e Hard (al debutto). Si va verso i due-tre pit.

GP di Spagna, curva 3

Rettilineo di partenza di quasi un chilometro, poi destra-sinistra e curva 3, un punto chiave. Una “mezzaluna” veloce ma stretta, da percorrere in pieno. Stesso discorso per la curva 9, che divide i due mini-rettilinei del settore 2. Qui ci sono due pieghe a 180°, ma il vero intertempo “da grip” è l’ultimo, con una chicane lenta inserita solo dieci anni fa.

Non è un caso che c’è chi dice che se vai forte qui, andrai forte per il resto della stagione. 

LE NOVITÁ.

Dal punto di vista tecnico la Mercedes ha apportato alcuni cambi aerodinamici, oltre ad una “dieta” che le farà perdere sei chili.

Rivoluzione anche in casa Red Bull, dopo le deludenti prime uscite. Newey sostiene di “averci lavorato giorno e notte” e dunque dovremmo vedere una RB13 2.0 molto diversa.

Il pack aerodinamico della Rossa era invece già stato rivisto settimane fa, a differenza di altri team.

Unico campanello d’allarme per il Cavallino da segnalare riguarda il turbocompressore. Dopo Sochi aveva subito delle modifiche meccaniche, ma la sua terza sostituzione significa che alla Ferrari manca un altro gettone (sono consentiti 4 cambi di Power Unit) prima di subire una penalizzazione in griglia. Al momento la volontà è quella di non mollare neanche un centimetro. Ma occhio al futuro…

IL METEO.

Come a Sochi e nelle restanti gare disputate sin qui, il meteo non sarà una variabile determinante. Nessun rischio pioggia da venerdì a domenica, con temperature miti (19-22 °C nel pomeriggio) e cielo sereno.

CURIOSITÁ.

Per la prima volta le monoposto del Cavallino giungono a destinazione via terra e già arrivano montate. Sempre per la prima volta i pezzi sono tornati alla base di Maranello per essere riverniciati. Martedì 9 sono ripartiti in direzione iberica.

di Gigi Ferrante

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