LIU JO, COACH GASPARI FA IL PUNTO SULLA FASE CALDA DELLA STAGIONE

“A volte ritornano”; con questa frase si potrebbe sintetizzare l’ultima parte della carriera di Marco Gaspari, attuale coach della Liu Jo Nordmeccanica. Infatti il tecnico marchigiano la scorsa stagione sedeva sulla panchina di Piacenza, poi dopo la fusione delle due squadre emiliane, aveva scelto di ripartire dà una realtà minore: la Libertas San Giovanni Volley di Trieste in serie B1. Lo abbiamo contattato al telefono per fare il punto sulla stagione.

Mister, fino all’anno scorso era alla Nordmeccanica Piacenza, poi prima di intrependere l’esperienza con la Liu Jo, ha allenato in B1 Trieste. Perchè ha fatto questa scelta?
Innanzitutto ero affascinato dal clima che si respira a Trieste, che pur non avendo squadre ad altissimi livelli, ha un legame profondo con la pallavolo. Io sono una persona passionale e avevo deciso di intraprendere un progetto interessante, soprattutto perchè penso che un allenatore deve avere gli stimoli giusti, ma anche non dimenticarsi della passione alla base di questo sport.

La Liu Jo con lei ha dimostrato di poter battere chiunque. Cosa vi è mancato nella finale di Coppa Italia persa con Conegliano?
Faccio una breve premessa. L’essere arrivati a giocare una finale contro Conegliano avendo eliminato, da ottavi, l’allora capolista Casalmaggiore, è la dimostrazione che quando questa squadra è messa al muro riesce a dare il meglio di sé. Abbiamo fatto una semifinale molto intensa con Scandicci, e poi in finale abbiamo trovato una delle squadre più in forma del momento. Bisogna dare i meriti all’Imoco, perchè ha dimostrato di essere una formazione molto forte e non a caso ha venti punti di vantaggio in campionato. Dal punto di vista pratico però la partita è stata persa per quattro azioni (i set sono finiti a 22, 23, 22 n.d.r.). E’ mancato il cinismo nel primo parziale, dove dopo aver rimontato sette lunghezze di svantaggio siamo arrivati sul 24-22, e nel terzo set, sul 20-17 per noi, non siamo stati capaci di mantenere il cambio-palla per arrivare in vantaggio alla fine del parziale. Conegliano è stata più paziente nei momenti di difficoltà e più aggressiva nei momenti in cui eravamo noi in difficoltà. Ci è mancato il cinismo e quella freschezza tecnica e tattica necessari per portare a casa certi tipi di partite. Bisogna fare i complimenti alle ragazze perché hanno giocato da squadra fino alla fine e non hanno mai mollato: la partita è stata in bilico fino all’ultima palla attaccata.

Le tante gare vinte al tie-beak denotano la voglia delle giocatrici di non mollare mai. E’ un aspetto positivo aver vinto così tante partite in cinque set?
Dipende dal momento. A volte il tie-break può derivare da un calo fisico, oppure da un approccio non positivo al match. A questo si aggiunge il numero di partite giocate: dal 5 gennaio fino al 6 marzo, abbiamo disputato 17 gare ufficiali, che sono una quantità enorme. La squadra ha spremuto tutte le energie che aveva in questi ultimi due mesi e lo ha fatto crescendo partita dopo partita. Adesso dobbiamo rimetterci subito in pista e tenere lo stesso livello di mentalità di quest’ultimo periodo.

Adesso arriva la fase calda della stagione con la Liu Jo ancora impegnata su tutti i fronti. Dove può arrivare la sua squadra?
Per quanto riguarda la Champions, è già motivo d’orgoglio essere arrivati tra le prime sei d’Europa. Ora dovremo affrontare squadre attrezzate, come la Dinamo Mosca. Conterà molto l’aspetto fisico, visti i numerosi acciacchi delle ragazze: sarà importante la freschezza fisica rispetto a quella mentale. E’ molto complicato perché, anche se Mosca sta per affrontare i play-off, il campionato russo non è allo stesso livello di quello italiano. Abbiamo visto nel corso della stagione come in Italia la prima in classifica possa perdere con l’ultima. C’è molto equilibrio. La Champions sarà un buon allenamento, visto che bisogna tenere una mentalità sempre molto alta. Dovremo stare attenti alla fisicità delle giocatrici russe, e mettere in campo un gioco molto pratico, per far correre l’alzatrice avversaria il più possibile. Sarà fondamentale partire subito bene in gara 1 al Palapanini, perché una falsa partenza renderebbe complicato il ritorno a Mosca. Per quanto riguarda il campionato è troppo presto. Nonostante manchi poco all’inizio dei play-off, la Champions ci prende molte energie, e quando si saprà l’avversario da affrontare dovremmo essere bravi a resettare la testa e ricordarci che nei play off si parte tutti da zero.

Si trova bene a Modena? Le piacerebbe rimanere anche per la prossima stagione?
E’ ancora presto per parlare di futuro. Modena è una città di pallavolo, per chi ama questo sport poter lavorare al Palapanini è già motivo di orgoglio. Io devo pensare a far si che società, tifosi, città e sponsor siano orgogliosi della squadra. Poi se ne riparlerà.

di Mattia Amaduzzi

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