MODENA VOLLEY, IL TIFOSO NUMERO UNO: TRENT’ANNI DI EMOZIONI AL PALAPANINI

Una passione che dura da una vita. Si può riassumere così la storia di Romano Bertacchini, barbiere in pensione, e grandissimo tifoso della pallavolo modenese. Ormai è da oltre 30 anni che rinnova l’abbonamento: da quando è stato costruito il PalaPanini lui e sua moglie Fiorella hanno mantenuto sempre gli stessi posti. Quest’anno inoltre è stato il primo ad aver rinnovato la propria tessera per la nuova stagione dell’Azimut Modena Volley. Insieme abbiamo fatto una chiacchierata sulla pallavolo modenese, ricordando i grandi protagonisti del passato e analizzando i propositi per la prossima stagione.

Romano, come è nata questa sua passione per la pallavolo?
Mi sono appassionato a questo sport quando ero ragazzino. Abitavo vicino alla polisportiva Villa D’oro e andavo spesso a vedere gli allenamenti delle squadre. Facevo il raccattapalle, cercando di evitare che i palloni andassero nei campi da bocce.

In oltre 30 anni di pallavolo al “Palazzetto”, qual è stato il sestetto che l’ha emozionata di più?
Il migliore è stato il sestetto “italiano” della metà degli anni ‘80. Quello con Velasco in panchina, e in campo gente del calibro di Dall’Olio, Cantagalli, Bertoli, Bernardi, Lucchetta, Vullo. Poi ne sono arrivati altri, anche di più forti, ma quella è stata un squadra indimenticabile.

A Modena sono passati grandi allenatori, anche come avversari…
In quegli anni c’era una grande rivalità con Parma, e i due modi di rapportarsi degli allenatori con i propri giocatori erano diversi: Bebeto era come un fratello, invece Velasco era il padre. Lorenzetti, che io considero uno dei migliori al mondo e una persona eccezionale, come modi ricorda molto il mister brasiliano. Durante una partita Velasco sostituì Bernardi, che non stava giocando bene, e lui si rifiutò di ascoltare i motivi della sua sostituzione, disubbidendo al proprio allenatore. Le tre partite successive rimase in panchina. Stoytchev? Un altro grandissimo allenatore. Bisognerà vedere se riuscirà ad andare d’accordo con i giocatori.

Torniamo quindi al presente. Ormai la campagna acquisti si è conclusa. Cosa ne pensa dell’attuale rosa e a quali obiettivi può puntare?
Penso che la presidentessa Pedrini di più non potesse fare. Però adesso abbiamo di nuovo Bruno: è una gioia vederlo giocare, e riesce a far rendere al meglio tutti i suoi compagni, anche quelli meno talentusoi di lui. E’ un campione sia in campo che fuori. Senza dimenticare che ci sono Ngapeth, Holt e Rossini, e i nuovi arrivati sono tutti ottimi giocatori. Io credo in questa squadra e come dico sempre: sia che Modena si giochi la salvezza sia la finale scudetto, Romano sarà sempre al “Palazzetto”. Onestamente però spero che Modena arrivi quantomeno in semifinale: le avversarie si stanno rinforzando molto, e se per caso incontrassimo di nuovo Civitanova ai Play Off, ci eliminerebbero ancora.

Oltre alla pallavolo maschile segue anche quella femminile. Cosa ne pensa dell’impresa della Liu Jo?
Io non credevo che potessero arrivare in finale, vedendo le partite perse in malo modo in regular season con squadre inferiori. Penso che i meriti maggiori siano dell’allenatore (Marco Gaspari ndr.), che a me ricorda molto Lorenzetti, nel modo in cui si approccia con le ragazze. Quando hanno vinto gara1 di semifinale con Conegliano, nessuno a Modena pensava che sarebbero riuscite ad approdare in finale. Purtroppo nel momento migliore hanno mollato, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Novara poi, bisogna dire, era migliore in tutto, però le ragazze sono state brave a tenerle testa.

di Mattia Amaduzzi

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