PETER KNOWLES, THE “GOD’S FOOTBALLER”

La storia di Peter Knowles è davvero un unicum nel mondo del calcio. Giocatore inglese di grande talento degli anni ’60, fantasista del Wolwerhampton con una certa predisposizione ad andare in gol, si ritiro’ a soli 24 anni per abbracciare la fede dei Testimoni di Geova. La clamorosa decisione Knowles comincio’ a maturarla nell’estate del 1969, dopo aver giocato 8 partite (con 5 reti) negli Stati Uniti con la maglia del Kansas City Spurs, nella lega che stava cercando di promuovere il calcio da quelle parti. Fu all’inizio della stagione 1969/70, quella che avrebbe portato ai mondiali del Messico, che il fantasista del Wolverhampton fece l’annuncio inatteso. “Continuerò a giocare per poco tempo – disse – ho perso le mie ambizioni. Ho bisogno di più’ tempo per imparare la Bibbia”. Giocò le prime otto gare di campionato poi chiuse definitivamente con il calcio dopo un match tra Wolwerhampton e Nottingham Forest finito 3-3. La sua squadra continuò a tenerlo sotto contratto fino al 1982 sperando in un ripensamento che però non ci fu mai. Knowles tutt’oggi, a 69 anni, vive a Wolwerhampton.

Al “giocatore di Dio”, Billy Bragg, uno dei più importanti cantautori inglesi, ha dedicato un splendida ballata folk-rock, intitolata “God’s Footballer, contenuta nell’album del 1991 “Don’t try this at home”. Cantautore folk impegnato, una sorta di Woody Guthrie britannico, Bragg è anche un grande appassionato di calcio, tifosissimo del West Ham. Si racconta che durante un suo viaggio in Bolivia per realizzare un documentario per la BBC, il musicista riuscì a captare una trasmissione inglese a 4000 metri di altezza, in cui si annunciava che il West Ham aveva perso 6-0 contro l’Oldham. Lui stesso avrebbe dichiarato di essersi sentito crollare il mondo addosso. Qualche tempo fa era salito alla ribalta della cronaca calcistica per le polemiche con Paolo Di Canio, appena diventato allenatore del Sunderland.

Di Giovanni Botti