MODENA RUGBY 1965: IL PRESIDENTE ENRICO FREDDI PARLA DELLA STORIA DELLA SUA SOCIETA’

Il Modena Rugby nasce ufficialmente nel 1965 dalla passione di Luciano Zanetti e Vittorio Rossi, entrambi recentemente scomparsi. Poi un percorso tra alti e bassi, con esaltanti promozioni in serie A e ricadute sportive e societarie, fino ad arrivare al 7 luglio 2014 quando l’assemblea dei soci del Modena Junior Rugby deliberò la modifica del nome in Modena Rugby 1965 e l’ampliamento delle attività tramite l’assorbimento della squadra seniores Modena Rugby Club. “Grazie a questa fusione – ci spiega Enrico Freddi, presidente della società – è stato possibile proseguire le attività seniores e iscrivere la Prima Squadra al campionato nazionale di serie B”.

Qual è la storia del vostro logo?
Tutto cominciò nel 1973, Il Modena Rugby, allora giovane società, era alla ricerca di un logo da apporre sulle divise per la stagione 73/74 e aveva un giocatore che era amico di Silver, il quale interpellato regalò all’amico un bozzetto semplice ma accattivante che piacque subito a tutti: Lupo Alberto( non ancora azzurro) con il pallone e sullo sfondo un ovale stilizzato. Quindi dalla fine del ‘73 si decise di adottare questo logo.

In che categoria gioca quest’anno il Modena rugby?
La prima squadra milita nel campionato di serie B. Se parliamo della sola prima squadra la scorsa stagione non è stata esaltante, visto che siamo finiti nella parte bassa della classifica, ma complessivamente le nostre squadre, dalla Cadetta che milita in serie C ai più piccoli della U6, hanno fatto grandi miglioramenti e ottenuto ottimi risultati di categoria.

Spesso si sente parlare del codice morale che circonda il mondo del rugby, è realmente così? Esiste ancora il terzo tempo?
Un codice morale c’è ancora e ci sarà finche ci saranno uomini e donne che ci credono e che lo vivono come valore. Il terzo tempo c’è eccome e penso che per certi versi sia magico; trovarsi a tavola con chi hai combattuto duramente fino a mezz’ora prima, parlando serenamente della partita, magari anche con l’arbitro, è veramente qualcosa di magico.

Il rugby è uno sport per tutti, o bisogna avere delle caratteristiche fisiche e mentali specifiche?
Nel Modena Rugby è uno sport per tutti, è chiaro che dopo i 15/16 anni comincia una selezione naturale che allontana chi ha, o crede di avere, caratteristiche fisiche e mentali non idonee. Noi cerchiamo di evitare il drop out proponendo una suddivisione per livelli in modo da consentire anche ai meno dotati di giocare e divertirsi con squadre di pari livello.

Com’è strutturato il vostro settore giovanile?
Il settore giovanile è la nostra radice, ci investiamo quasi il 75% del nostro budget e credo che questo dia la misura di quanto sia importante. Abbiamo doppia o tripla squadra in tutte le categorie dalla U6 alla U18 (passando per tutte le categorie pari), allenate da allenatori che formiamo noi, molti dei quali laureati o studenti di scienze motorie, quindi allenatori con buoni fondamentali. Dobbiamo poi ricordare che per noi lo sport deve avere una valenza educativa

Come vede il futuro del rugby in italia?
Tra il nuvoloso e il molto nuvoloso. A parte le due franchigie nazionali, Zebre e Benetton , le società italiane sono molto indietro rispetto non solo ai Paesi storicamente avanti, ma anche alle società di Paesi emergenti. I motivi? Mentalità di campanile, poca collaborazione tra i club e risorse scarse o mal spese.

 

di Francesco Palumbo

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