ECCELLENZA AL VIA. ASCARI, MODENESE: “NON PARTECIPARE DECISIONE LOGICA, NON E’ UN CAMPIONATO MA SOLO UN GIRONE D’ANDATA”

Domenica 18 aprile parte il campionato di Eccellenza. Un torneo particolare che per la nostra Regione vede soltanto un girone di 11 squadre che si sfideranno in gare di sola andata per una promozione in serie D. Ai nastri di partenza tre società modenesi: Virtus Castelfranco, Real Formigine e Cittadella Vis Modena, mentre hanno rinunciato altre realtà come la Modenese e il Castelvetro. Oggi sentiamo le motivazioni di chi ha rinunciato, in questo caso il presidente della Modenese Calcio Ascari.

Presidente, quali sono i motivi che vi hanno spinto a decidere di non partecipare al campionato d’Eccellenza?
La decisione è stata abbastanza logica. Non si tratta propriamente di un campionato, ma di un solo un girone d’andata con dieci partite: il primo classificato viene direttamente promosso, mentre gli altri non fanno più niente. Per quanto ci riguarda non avevamo un interesse particolare a partecipare a questo tipo di torneo. Noi non avevamo una squadra attrezzata per lottare per la promozione, ma una rosa discreta che poteva giocarsela per le prime cinque posizioni o per raggiungere una salvezza tranquilla. Per noi non valeva la pena portare avanti un discorso di questo tipo, con tutti i problemi che ci sono in giro. In serie D, vengono sospese molte partite e mi chiedo come pensano di poter finire un campionato come il nostro, con protocolli che non si riusciranno a mantenere. Rimango dell’idea che l’Eccellenza doveva essere sospesa, mentre in serie D è giusto provare a finire. Oltretutto, secondo il calendario, sono stati inseriti tre turni infrasettimanali e probabilmente le squadre che hanno deciso di partecipare hanno la possibilità di dire ai propri giocatori di non andare a lavorare. Qui da noi, invece, lavorano tutti e quando ho proposto loro di giocare una partita di Coppa il pomeriggio alle 14.30 hanno rifiutato.

Adesso come vi siete organizzati?
Con la Prima Squadra e la Juniores siamo fermi da quando hanno istituito la Zona Rossa. Fino a quel momento, e prima che decidessero il format del campionato, facevamo due allenamenti settimanali senza usare gli spogliatoi e le docce, una cosa assurda. Poi da febbraio ci siamo fermati, e i ragazzi erano pienamente d’accordo: ci sono state alcune richieste da parte di altre società e noi li abbiamo lasciati liberi senza problemi.

Secondo lei che campionato sarà?
Lo considero più un mini-torneo che un vero e proprio campionato. Sono sicuro inoltre che, dopo qualche partita, ci sarà già una netta separazione tra le prime quattro e le altre. In un campionato con trenta sfide, anche se perdi le prime cinque ti puoi salvare lo stesso, mentre in questo caso, se vieni sconfitto all’inizio, dopo è tutto finito. Devi avere anche un numero molto alto di giocatori, in modo tale da prevenire dei possibili infortuni (dovuti alla lunga inattività) e dei casi di Covid”.

Come si può ipotizzare, invece, la prossima stagione?
Come doveva essere quest’anno, cioè con i tre gironi suddivisi per aree geografiche. Spero, però, che si torni a cominciare a fine agosto con la Coppa Italia e ad inizio settembre con il campionato. (MA)

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