Ultime notizie

SASSUOLO, AQUILANI: “LA SCELTA DI VENIRE QUI E’ STATA NATURALE. IL MODULO? DIFESA A TRE O A QUATTRO CAMBIA POCO”

Per il Sassuolo la stagione che sta per cominciare può essere considerata quella dell’inizio di un nuovo ciclo. Sono partiti infatti sia il dg Giovanni Carnevali che il tecnico Fabio Grosso, quello dell’immediato ritorno in serie A e della tranquilla salvezza dell’ultimo campionato. A livello societario si riparte da un impegno più diretto della famiglia Squinzi con Marco Vicepresidente e Consigliere e Veronica Amministratore delegato e Direttore Generale, mentre per quanto riguarda la squadra per raccogliere l’eredità di Grosso è stato scelto un tecnico giovane e in rampa di lancio come Alberto Aquilani, che da Sassuolo è già passato per una breve esperienza quando era calciatore. “Sono onorato di essere qui, un posto che ho avuto modo di conoscere da calciatore e che oggi ha qualità rare in un mondo complicato come è quello del calcio, ha detto l’ex mister del Catanzaro in occasione della sua presentazione ufficiale. “Rispetto a quando sono venuto da calciatore adesso c’è un centro sportivo nuovo, oggi fondamentale per la squadra e i calciatori. Ai miei tempi non era così all’avanguardia, ma si lavorava comunque molto bene. Quello che credo sia rimasto è il valore umano delle persone che rappresentano questo club che è di altissimo livello. Qual è il mio calcio? Non ho un “mio calcio”, ho sicuramente idee chiare che mi piacerebbe trasferire alla squadra, ai componenti del club, ai tifosi e a tutte le persone che seguono il Sassuolo. Per quanto riguarda il modulo questa è una squadra che è abituata a giocare con la difesa a quattro, è un po’ nel suo Dna. Io non dico che voglio giocare assolutamente a tre, dico che voglio prima capire i giocatori che ho a disposizione. Sicuramente i principi di gioco sono chiari, se sarà a tre o a quattro cambierà poco”.  

Aquilani si sofferma poi a parlare del mercato. “Da questo punto di vista c’è una linea condivisa con la società. E’ ovvio che tutto parte da quello che uno vuole proporre all’interno del campo. In base a ciò si devono cercare i calciatori che abbiano le caratteristiche giuste per portare avanti questo tipo di gioco. Sicuramente c’è qualcosa da fare perché su certe posizioni siamo un po’ corti e, anche da questo punto di vista abbiamo le idee molto chiare di ciò che la squadra ha bisogno. Io comunque sono tranquillo. La storia del Sassuolo ci dice che quando la società vende dei calciatori poi ne va a trovare degli altri sempre molto forti. E’ ovvio che in rosa ci sono delle caratteristiche secondo me importanti e mi augurano che possano rimanere”.  

Gli viene chiesto perché abbia scelto proprio il Sassuolo visto che aveva anche altre possibilità. “E’ stata una scelta abbastanza naturale – spiega il tecnico – ho avuto la possibilità di parlare anche con altri club, ma con la dottoressa Squinzi mi sono sentito subito in sintonia. Quando c’è una condivisione di intenti il lavoro può risultare più semplice. Gli allenatori che mi hanno influenzato? Ne ho avuti tanti, ma se devo fare un nome dico Roberto De Zerbi. Oltre ad essere un allenatore stimolante è anche un amico con cui ho condiviso pensieri, tattiche e discussioni. Fabio Grosso non l’ho sentito però mi rendo conto che lascia un’eredità importante visto che ha fatto un lavoro straordinario. Bisogna dire che, quando arriva un allenatore nuovo, si riparte un po’ da zero. Io porterò le mie idee, la mia metodologia, che saranno diverse da quelle di Fabio, però quello che ha fatto lui qui a Sassuolo resta”.

Si passa poi a parlare dell’addio di Giovanni Carnevali, il dg che in questi anni ha contribuito alla crescita del Sassuolo in serie A. “Ho parlato con Carnevali – spiega Aquilani – e quando ho saputo che andava alla Juventus per me è stata una sorpresa. Con lui ho sempre avuto un buon rapporto, c’era già quando sono venuto qui da calciatore e ci siamo sentiti più volte quando ho iniziato a fare l’allenatore. Però faccio mia una battuta di Palmieri che mi ha detto ‘ti devi preoccupare solo se vanno via gli Squinzi’. Di certo si apre una nuova era e tutti noi abbiamo una responsabilità in più”.

Ci si sofferma anche sul cooling break che sta caratterizzando il Mondiale. “Credo che,  se il clima è veramente caldo, ci può stare, altrimenti forse è troppo lungo. Può avere dei pro e dei contro. Dei pro perché è un attimo in cui si possono rimettere le cose a posto, dei contro perché vai a spezzare il gioco se stai facendo le cose fatte bene. Potrebbe anche andare bene se durasse meno”. Infine uno sguardo al futuro e a cosa gli piacerebbe sentirsi dire tra anno del suo Sassuolo: “Oggi posso solo raccontare di quello che sono – conclude il tecnico – mi auguro che la scelta che hanno fatto sia quella giusta e che la stagione possa portare i risultati che la società si aspetta”.