IL FUTURO DEI DILETTANTI E DEL CASTELFRANCO. INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA VIRTUS PAOLO CHEZZI

Questi sono giorni piuttosto movimentati per il mondo del calcio. Da una parte c’è la crescente spinta di un settore che, da solo, smuove una bella fetta della nostra economia. Dall’altra un sistema che punta a diminuire al massimo i possibili contagi, decisamente a rischio in uno sport di contatto come il calcio “Io sono sempre stato contrario e riprendere il campionato – ci spiega Paolo Chezzi, presidente della Virtus Castelfrancosenza contare che dopo questo lungo periodo di stop, non sarebbero preparati neanche i giocatori”.

Quindi lei è per la sospensione del campionato tra i dilettanti?
Credo sia quasi impossibile applicare tutti i protocolli di sicurezza necessari, figuriamoci tra i dilettanti. Secondo me il discorso rimane complicato anche per i professionisti. Forse solo la serie A ne avrebbe i mezzi. Sicuramente in B e in C le misure necessarie per contenere il Covid non possono essere seguite da tutte le squadre”.

Come vede il calcio dilettantistico nel prossimo futuro?
Al momento non possiamo fare assolutamente nulla. Ci sono delle regole che non permettono lo svolgimento dell’attività. Sinceramente spero che ad andare a settembre/ottobre il problema della pandemia cali in maniera netta, in modo da poter riprendere in sicurezza. Giustamente in questo momento sono previsti protocolli stringenti, che per la nostra categoria sono una limitazione ancora più importante, visto che normalmente il dilettante oltre che dalla propria famiglia va anche a lavorare”.

Cosa cambierà?
Quello che posso dire di sicuro è che gli sponsor caleranno. Per questo motivo bisognerà fare di necessità virtù e i giocatori dovranno ridimensionare anche le loro richieste, di molto. Credo sinceramente che anche i Comuni dovranno intervenire direttamente, perché non so se tutti i ragazzi potranno pagare le quote. Quindi per Comune, Regione e FIGC, adesso è il momento di dare una mano, se vogliono che il movimento vada avanti, altrimenti c’è il serio rischio che molte società spariscano”.

Cosa significa il calcio dilettantistico per una città?
Io credo che il calcio dilettantistico sia davvero importante. Solo da noi abbiamo centinaia di ragazzi che crescono e si impegnano nello sport, in un ambiente sociale sotto controllo. Purtroppo già oggi abbiamo perso degli spazi utili, vista la privazione di uno dei nostri campi a cui doveva seguire la costruzione di un campo parrocchiale in sintetico, che però non è arrivato. Infine più che i campi, il problema sono la mancanza di spogliatoi. Il campo sintetico è molto funzionale ma gli spogliatoi sono gli stessi”.

Il Castelfranco dovrà ridimensionare i suoi obiettivi?
Io credo onestamente che questa sia la categoria più adatta al Castelfranco. Soprattutto considerando un gruppo dirigenziale che è scemato via via col tempo. I giovani dirigenti di oggi hanno sempre meno tempo e meno voglia. Io, sempre molto sinceramente, se ci fosse qualcuno che avesse voglia di prendere il mio posto da presidente mi defilerei volentieri, rimanendo comunque in società e partecipando in maniera attiva”.

Avete già individuato l’allenatore o il ds?
No, non abbiamo ancora individuato nessuna di queste figure, fino a metà giugno ancora non sapremo nulla. Prima di tutto sarà necessario capire quanti sponsor avremo”.

Come stava andando la stagione prima dello stop?
Quest’anno abbiamo vinto la coppa Italia d’eccellenza, anche se in seguito siamo usciti al primo turno nella fase nazionale. Abbiamo giocato solo noi tra l’altro, abbiamo avuto anche quella sfortuna li. In campionato all’andata bene, al ritorno non benissimo, ma mancavano ancora dieci partite. Quindi non posso fare un esame totale”.

Cosa ne pensa dei lavori al Ferrarini?
Al Ferrarini sono tutti lavori per l’atletica, noi abbiamo quattro spogliatoi lì, e c’è la possibilità che ce ne tolgano uno. A quel punto noi saremmo in una difficoltà clamorosa. Soprattutto con le necessità di sanificazione che ci obbligherebbe a far allenare molte squadre solo una volta alla settimana”.

di Francesco Palumbo

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.