LE INTERVISTE DELLA TANA GIALLOBLU’: CRISTIAN BUCCHI, INDIMENTICATO BOMBER

La Tana gialloblù, questa settimana, ha incontrato un grande bomber di pochi anni fa, un attaccante che in una sola stagione siglò la bellezza di 30 reti entrando nel cuore dei tifosi canarini, Cristian Bucchi, benvenuto Cristian.

Bucchi: ciao Enrico, ti ringrazio per l’invito e un saluto affettuosissimo a tutti.

La tana gialloblù: Cristian come stai, come hai passato questo lungo periodo di quarantena?

Bucchi: Beh l’ho passata un po come tutti gli Italiani, restando in casa, parlando un po egoisticamente devo sinceramente dire che ne ho approfittato per stare finalmente con la mia famiglia, cosa che non capita spesso con il mio lavoro, quindi sono stati mesi di convivenza forzata che non mi sono dispiaciuti, ovviamente considerando la drammaticità di questo momento, ora è il momento piano piano di ripartire tutti assieme e vincere questa battaglia.

La tana gialloblù: Cristian, con te chiaramente è impossibile non parlare della stagione 2005-06 in cui ci deliziavi praticamente ogni partita con le tue reti che sembravano quasi un fatto dovuto.

Bucchi: Prima delle partite scherzando con il mister e con i compagni di squadra, gli avvisavo di stare tranquilli perché avrei sicuramente segnato, un’annata dal punto di vista personale assolutamente fantastica, che non fu frutto del caso, a meno che un giocatore non sia un fenomeno assoluto come Cristiano Ronaldo o Messi non è possibile fare una stagione come quella che feci io senza il fondamentale aiuto dei compagni di squadra, dello staff tecnico, della società e dei tifosi. In quella stagione mancò solo un pizzico di buona sorte che ci voltò le spalle durante i playoff. A Mantova io purtroppo sbagliai un rigore e anche nella gara di andata avemmo diverse occasioni per segnare, cosa che avrebbe cambiato il senso di quella doppia sfida, che purtroppo non concretizzammo. Stessa cosa nella gara di ritorno  quando l’ultima palla goal capitata a Frezzolini uscì per pochi centimetri, e fummo eliminati solo a causa di una posizione peggiore in classifica senza avere perso, davvero una delusione non potere festeggiare una promozione che probabilmente avremmo meritato.

La tana gialloblù: sbagliasti solo un rigore in quella stagione, proprio in quella partita dei playoff a Mantova.

Bucchi: Posso dire che in quella stagione ero un cecchino dagli undici metri, purtroppo in quella occasione in porta c’era Brivio, mio ex compagno di squadra che mi conosceva molto bene, fu bravo perché in realtà non lo tirai male quel rigore, per il Mantova sarebbe stata una mazzata se avessi segnato a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Ancora oggi quando ripenso a quel momento, mi viene un po di malinconia.

La tana gialloblù: Cristian, quanto incisero in quella stagione le tre giornate in cui venne cambiato il mister, esonerato Pioli, poi ripreso, e al suo posto Viscidi?

Bucchi: Credo davvero che la gestione di mister Viscidi fu davvero sfortunatissima con tre sconfitte al limite dell’incredibile. Perdemmo in maniera assurda ad Avellino 5-4, in casa con l’Albinoleffe 2-1 dove eravamo in vantaggio sino a due minuti dalla fine, poi perdemmo all’ultimo secondo a Pescara una partita praticamente finita, sembrava quasi un disegno, parlandone ora credo, invece, che quelle tre partite furono determinanti per la carriera di mister Pioli, quando rientrò da quelle tre partite aveva con se una carica incredibile e questo accese, a quel gruppo straordinario, la miccia per decollare facendo una serie incredibili di risultati.

La tana gialloblù: play off che affrontammo senza il fondamentale contributo di Gyan Asamoah, convocato per i mondiali del 2006 poi vinti dall’Italia.

Bucchi: Si, malauguratamente per noi Gyan ci lasciò per andare in nazionale, non era un titolare fisso, ma sicuramente un giocatore che spesso rompeva le partite quando subentrava, segnò anche 7-8 gol spesso decisivi, facendo un esempio, io nella partita con il Mantova presi una botta al costato che mi incrinò due costole, avrei comunque giocato con delle anestesie, ma se ci fosse stata la possibilità di un cambio come quello con Gyan sarebbe molto probabilmente stato un fattore decisivo a nostro favore. E’ mancato quel pizzico di fortuna che in queste situazioni è molto importante.

La tana gialloblù: Cristian perchè andasti via da Modena?

Bucchi: Enrico, ovviamente una stagione come quella accese i riflettori su tutta quella squadra, mister Pioli andò al Parma, chiaramente anche su di me ci fu un grande interesse, 30 reti sono tante, ma voglio essere sincero, a Gennaio ci furono richieste importanti pure dall’estero dal Benfica e dal Basilea, io non ne volli sapere, la squadra in quel momento era in difficoltà, non la avrei mai lasciata, stessa cosa accadde a fine stagione con la superofferta del Napoli, mi sembra 4 milioni e mezzo di euro e cinque anni di contratto per me. Ne parlai con l’allora presidente Amadei, di cui ho un ricordo meraviglioso, persona che ho molto stimato, gli dissi che avrei voluto rimanere a Modena, avevo 29 anni mi trovavo bene a Modena dove avevo trovato la mia dimensione, la mia intenzione era terminare qui la mia carriera, il presidente mi rispose che avrebbe voluto tenermi, ma che l’offerta del Napoli era talmente importante dal punto di vista economico che il Modena non poteva non considerarla, dobbiamo anche considerare che stava cominciando un po a defilarsi dal ruolo di presidente, come certo ricordate ci fu il passaggio da Doriano Tosi a Luca Baraldi, avvenne una rifondazione quasi completa della squadra, il messaggio era che dopo aver provato a salire in A, si sarebbe andati avanti con una gestione oculata, quindi capii che dovevo cambiare aria, anche perché il Napoli mi aveva voluto fortemente.

La tana gialloblù: Con il Napoli in quella stagione conquistasti la serie A, promozione che replicasti anni dopo a Bologna.

Bucchi: Il calcio è molto strano, ti confesso che ci furono anche un paio di occasioni per tornare a Modena, ma con una specie di mordi e fuggi, in prestito per sei mesi, e io non volevo tornare a Modena in prestito, ho sempre visto questa città come casa mia e in prestito non volevo tornare, ma non era possibile in un altra maniera, in considerazione del fatto che il mio contratto con il Napoli era lungo ed oneroso, e il Modena avendo abbassato le sue ambizioni non avrebbe potuto accollarsi un altro tipo di operazione che non fosse il semplice prestito, quindi finii a Bologna, segnando pure al Modena, sinceramente sono abituato a dare tutto per le squadre con cui gioco, ho sempre esultato quando segnavo alle squadre con cui avevo militato, mi sembra una cosa corretta e di rispetto verso la maglia che si indossa, verso la società e i tifosi per la quale stai giocando.

La tana gialloblù: Cristian, prima di salutarti vorrei estenderti l’invito a partecipare a uno dei miei eventi che organizzo annualmente, e che anche quest’anno, ovviamente coronavirus permettendo, vorrei organizzare.

Bucchi: Intanto voglio tornare a ringraziarti per l’invito di oggi, mi farebbe molto piacere partecipare al tuo evento, chiaramente sperando che tutta questa situazione si possa risolvere, sicuramente nel caso si potesse fare e lavoro permettendo, sarò presente.

La tana gialloblù: Grazie per essere stato con noi, Cristian.

Bucchi. Un saluto a tutti i tifosi del Modena, a cui ho voluto e voglio tuttora molto bene, un augurio di successi per le prossime stagioni, con una proprietà come quella attuale possono stare tranquilli e ottimisti, sono sicuro che il Modena tornerà presto nelle categorie che merita.

Enrico Morselli, La tana gialloblù

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