LE INTERVISTE DELLA TANA GIALLOBLU’: NICOLA AMORUSO, LA JUVE E IL MODENA DI MALESANI

Questa settimana la Tana Gialloblù ha incontrato Nicola Amoroso, attaccante canarino del Modena di Malesani nel 2003-04.

Tana Gialloblù: Benvenuto Nicola alla Tana gialloblù channel, è un vero piacere averti ospite.

Amoruso: Grazie a te per l’invito Enrico.

Tana Gialloblù: Una domanda che tormenta tutti i tifosi canarini da anni, come fu possibile che una squadra con dei giocatori come te e Marazzina retrocesse dalla serie A in quella sfortunata stagione?

Amoruso: Sì, fu un anno particolare con qualche problema, il cambio dell’allenatore per una serie di risultati negativi. Per me poi fu anche importante in senso negativo il fatto che fui afflitto da una pubalgia dovuta a una frattura di una vertebra che mi tenne lontano dai campi di gioco per diversi mesi, peccato perché Modena ti rimane nel cuore, con una città che vive il  calcio con grande passione. E’ un legame che i calciatori sentono molto, una piazza ideale per giocare a calcio, seguo anche tuttora le vicende della società e spero che presto possa tornare nelle categorie che meriterebbe la città.

Tana Gialloblù: Tu sei rimasto nel cuore dei Modenesi per quelle due reti al Bologna.

Amoruso: Me le ricordo, furono due belle reti in due partite molto sentite dalla piazza che viveva l’attesa di questi derby con grande passione ed entusiasmo.

Tana Gialloblù: Il Modena per 22 partite fu fuori dalla zona retrocessione, qual’è il tuo rimpianto per quella stagione?

Amoruso: Come ti ho detto prima, il rimpianto fu sopratutto per quell’infortunio alla vertebra, ci giocai sopra allenandomi lo stesso, e la cosa mi procurò una pubalgia che mi tenne fermo. Furono mesi difficili e, a causa di una ginocchiata, dovetti per l’appunto stare fermo, quello è il vero rimpianto, come ho detto prima Modena è la piazza ideale per fare calcio, vissuto in maniera positiva. Mi dispiace tanto di non avere potuto fare di più, quindi è quello il vero rimpianto.

Tana Gialloblù: Fu giusto esonerare Malesani e mettere al suo posto Bellotto?

Amoruso: Beh insomma, Malesani come idee era un allenatore molto bravo, ci fu un po di confusione nello spogliatoio, e quando mancano i risultati il primo a pagare è sempre l’allenatore. Bellotto cercò di fare il possibile, portando un po di entusiasmo ma non bastò, poi è difficile dire se fu la scelta giusta, la squadra non riuscì a reagire e purtroppo si perse un campionato. Ricordo l’ultima di campionato contro la Lazio che non aveva ormai più niente da chiedere ma che ci mise l’anima, cosa che non successe su altri campi.

Tana Gialloblù: Perchè il rigore con il Chievo non lo tirasti tu?

Amoruso: Mi ricordo bene  quell’episodio, ci furono delle discussioni fra me e Milanetto che tirò quel rigore, Milanetto negli anni passati era il rigorista, ci fu l’avvallo di tutti, ma io nella mia carriera sono sempre stato il rigorista, ne ho tirati tanti sbagliandone pochi per fortuna, comunque lui era il capitano, giocava a Modena da tanti anni, un idolo per la piazza, si prese quella responsabilità, poi magari lo avrei sbagliato pure io. Ci fu per l’appunto una piccola discussione, poi tutto rientrò, ma non nascondo che quel rigore lo volevo tirare io.

Tana Gialloblù: Dopo Modena sei andato a Messina e poi a Reggio Calabria dove hai trovato una seconda giovinezza e come compagno di squadra per una stagione avesti Jacopo Balestri.

Amoruso: Sì, in realtà anche a Messina mi portai dietro gli stessi problemi fisici di Modena, stando fermo gli ultimi due mesi. Poi in quella estate mi sono curato bene, vi svelo un segreto, avevo già firmato per una squadra Portoghese, il Braga, poi per un cavillo non fu registrato il contratto. Prese la palla al balzo il presidente della Reggina Lillo Foti che mi chiamò e io rimasi tre anni a Reggio Calabria con 40 reti, esattamente una seconda giovinezza come hai detto tu. Sì, Iaio è stato mio compagno di squadra per una stagione, una persona fantastica e un ottimo compagno di squadra. grande uomo spogliatoio che metteva tutto quello che aveva in campo.

Tana Gialloblù: Chi ti è rimasto più impresso fra Vieri, Inzaghi, Trezeguet, Del Piero e Zidane e da chi hai imparato di più?

Amoruso: Tecnicamente il vero fenomeno era senza dubbio Zinedine Zizou Zidane, ma quello da cui ho cercato di imparare di più è stato senza dubbio Trezeguet, un giocatore con dei movimenti impressionanti, sapeva sempre dove andava la palla, in area era un cecchino incredibile, quindi il fenomeno assoluto Zidane, ma da chi cercavo di imparare di più Trezeguet.

Tana Gialloblù: Cosa si prova a segnare a una squadra come il Milan, a quei tempi campione d’Europa, pensavi potesse dare una scossa per la salvezza?

Amoruso: Sì, speravo assolutamente di si, in quanto c’era bisogno di un risultato importante e quella sembrava l’occasione giusta. Mister Bellotto non mi volle rischiare dall’inizio in quanto non stavo ancora benissimo, poi a un certo punto invece mi disse di entrare e segnai la rete che ci portò al pareggio. Fu una bella emozione segnare a una squadra piena di grandi campioni come il Milan, purtroppo quel bel risultato non fu sufficiente.

Tana Gialloblù: L’importanza di un tecnico come Marcello Lippi.

Amoruso: Io ho avuto tantissimi allenatori, ma credo che l’allenatore perfetto sia lui. Gli allenatori sono bravi tatticamente o nel gestire bene lo spogliatoio, Lippi era bravo in tutte e due queste situazioni, e difatti ha fatto una carriera fantastica diventando anche campione del mondo. Lui è un vero mix vincente in tutte queste situazioni, un allenatore che quando parlava tutti lo ascoltavano, un grande motivatore.

Tana Gialloblù: Che emozione si prova a segnare in una semifinale di Champions League?

Amoruso: Il mio percorso alla Juventus è stato importante, ho perso due finali una con il Borussia Dortmund e una con il Real Madrid, però nell’edizione che portò alla finale poi persa con il Borussia Dortmund io e Bobo Vieri eravamo i capocannonieri del torneo con sette reti, con due reti nella semifinali contro l’Ajax. Sicuramente da una grande emozione e quella edizione in particolare mi brucia perché sarebbe stata una Coppa che avrei sentito molto mia, in una manifestazione molto alta di qualità. Quell’edizione mi è davvero rimasta molto sullo stomaco.

Tana Gialloblù: Grazie Nicola per essere stato con noi.

Amoruso: E’ stato un piacere, grazie per l’invito, un saluto a tutti i tifosi e speriamo d rivedere presto il Modena nelle categorie importanti come merita.

Enrico Morselli – La Tana Gialloblù

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