MATTIA SPEZZANI, DA PROMESSA DEL MODENA A REGISTA DELLA ROSSELLI

Anni fa era considerato il miglior talento prodotto dal vivaio canarino. Una serie di infortuni, però, gli hanno tarpato le ali, condizionando la sua carrirera nel calcio professionistico. Quest’anno Mattia Spezzani, classe ‘92 di Sassuolo, è tornato finalmente protagonista diventando il leader del centrocampo dell’ambiziosa Rosselli Mutina.

Mattia ormai il campionato è alle sue bute finali. Come stai tu e come sta la squadra?
Personalmente sto bene e penso che la squadra stia altrettanto. Stiamo attraversando una lunga striscia di risultati utili consecutivi. Chiaro che adesso arriva il momento più difficile della stagione: abbiamo raggiunto i play-off, però il nostro obiettivo è vincere il campionato. Domenica abbiamo lo scontro diretto e non vogliamo fare passi falsi.

Percepite una pressione maggiore in queste ultime partite della stagione?
Se hai troppa pressione è sbagliato perchè vuol dire che non hai affrontato al meglio i match precedenti. Dobbiamo quindi giocare tutte le partite nella medesima maniera.

Dopo qualche stagione difficile, com’è stato il ritorno da protagonista?
Sono molto contento perchè finalmente ho ritrovato la continuità e l’integrità fisica. L’anno scorso avevo vissuto un’esperienza molto negativa, soprattutto dal punto di vista ambientale. Quindi è stato importante rimettermi in gioco questa stagione qui alla Rosselli.

Visto che in questi giorni sta nascendo la nuova società, com’è stato il tuo periodo al Modena?
E’ stato il punto più alto della mia carriera di giocatore. Col Modena ho fatto tutta la trafila, passando dagli Esordienti fino ad arrivare in Prima Squadra. E’ stata un’emozione unica, il sogno di ogni bambino, esordire in serie B coi colori della propria squadra del cuore. La mia gioia più grande è stata il gol della salvezza col Gallipoli, nella stagione 2009/2010: un ricordo che rimarrà indelebile nel mio cuore.

Hai rimpianti per una carriera mancata da calciatore professionista?
No, perchè penso di aver fatto tutto nel miglior modo possibile, sia in campo sia soprattutto nella vita. Sicuramente mi hanno condizionato molto gli infortuni e la mia incapacità di guarire al meglio. Obiettivi futuri? Adesso il calcio non occupa più la parte principale della mia vita, visto che ho trovato un lavoro (magazziniere) e sto continuando gli studi all’università (Facoltà di Economia di Modena). Ma mai dire mai, visto che il calcio è la mia più grande passione.

I Mondiali sono alle porte. Secondo te a cosa è dovuta la non qualificazione dell’Italia?
Come è stato già ampiamente ripetuto, l’Italia non si è qualificata per la mancanza di una programmazione precisa. Per esempio la regola che in Lega Pro debbano giocare i giovani per i contributi e in serie D per l’età, li danneggia al massimo. Un giovane deve essere titolare per meriti, non perchè è costretto a farlo: io ho esordito da titolare a 17 anni col Modena non perchè ero obbligato, ma per essermelo meritato sul campo. Molti giocatori si perdono perchè i club creano in loro false speranze.

Per quale squadra simpatizzerai ai Mondiali?
Per la Germania che, oltre ad avere giocatori molto forti, è un modello a cui ispirarsi: nel corso degli anni hanno investito molto nelle infrastrutture e sui giovani. Inoltre la Bundesliga è un campionato che mi piace molto e che in tanti magari sottovalutano.

MA

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