MODENA, A BERGAMO TRE PUNTI D’ORO. MA ORA SERVE CONTINUITA’

Vincere a Bergamo contro una squadra storicamente molto ostica come l’Albinoleffe, di per sè, è già una piccola impresa. In tutta la storia gialloblù il Modena solo in un’altra occasione era riuscito ad espugnare il campo dei bergamaschi. Era il 21 novembre 2009, in panchina sedeva Gigi Apolloni e nell’occasione segnò il suo unico gol Aiman Napoli, tanto per dare un’idea dell’eccezionalità di quella gara. Ripensando alle sfide di quegli anni viene un po’ di malinconia, ma il presente, implacabile, afferma che Modena e Albinoleffe oggi si giocano le loro chance in Lega pro, non più in serie B.

I canarini, per una volta, hanno ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo. Una di quelle vittorie che a fine anno pesano come macigni sui bilanci finali. Al termine di un primo tempo da sbadigli continui, nella seconda frazione è emersa la maggior voglia di fare risultato da parte dei ragazzi di mister Capuano. A circa metà secondo tempo il Modena ha premuto sull’acceleratore, trovando la rete del meritato vantaggio con Luca Milesi, proprio lui, un figlio di Bergamo. La reazione dei seriani non è mai arrivata, se si esclude un “mucchio selvaggio” di picciniana memoria propiziato da un’uscita a vuoto dell’esordiente Costantino.

Ezio Capuano domenica ha deciso di compiere scelte forti, lasciando in panchina Simone Basso (capocannoniere della squadra con tre reti) e sopratutto Nicolò Manfredini, portiere titolare fino alla sfida contro l’Albinoleffe. Chi vince ha sempre ragione, dunque i cambi effettuati dal tecnico campano non possono essere criticati più di tanto. Va sottolineato come Costantino abbia disputato una gara attenta fino all’87’, quando l’errore in uscita poteva costare davvero carissimo. A togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato Diakite, appostato sulla linea. La punta ivoriana sta vivendo una stagione travagliata dal punto di vista realizzativo e domenica, salvando quel pallone destinato alla rete, ha compiuto la giocata più importante del suo campionato. Della serie, se non riesco a fare gol, almeno posso evitare che la mia squadra li subisca.

Fatti i dovuti complilmenti al Modena, è tempo di tornare alla cruda realtà. I gialloblù sono ancora pienamente invischiati nella zona play-out, ragion per cui non bisogna abbassare la guardia. Sabato arriva il Forlì, distante un solo punto e desideroso di riscattare il passo falso contro il Fano. All’andata i canarini giocarono una delle gare migliori sotto la gestione Pavan. Solo due rigori (uno alquanto dubbio) negarono una vittoria che sarebbe stata assolutamente meritata. Il Modena, con Capuano in panchina, ha già fallito due scontri diretti casalinghi (Fano e Lumezzane). Il detto “non c’è due senza tre”, almeno per sabato, deve essere assolutamente scongiurato.

Di Mattia Giovanardi

 

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