MODENA: L’INTERVISTA A CF9, IL BOMBER PIU’ AMATO

Nonostante un inizio di stagione difficile, con tante panchine e pochi sorrisi, Carlo Emanuele Ferrario (CF9 per i tifosi gialloblù) si è ritagliato uno spazio importante nel Modena targato Mignani, tornando a segnare con regolarità.

Carlo, qual è il tuo primo ricordo legato al calcio?
Ci sono molti ricordi. Sicuramente i più belli sono quelli di quando giocavo nelle giovanili del Milan. Perché in una società come quella non ti insegnano solo a giocare a calcio, ma anche a come comportarti nella vita di tutti i giorni.

Ti sei mai allenato con la prima squadra?
Si, qualche allenamento l’ho fatto, soprattutto quando ero in Primavera. Ho fatto anche due presenze in panchina, senza mai entrare purtroppo, contro il Palermo in trasferta e con la Sampdoria a San Siro. Sono bei ricordi, che ti rimangono impressi.

In seguito, poi, hai cambiato diverse squadre in tutt’Italia…
Uscito dalla Primavera sono stato a Lecco, a Varese, tre anni a Prato, due a Monza e a Cuneo e un anno alla Torres, in Sardegna. Poi sono andato in serie D per 5 anni. Sono stato all’Argentina Arma, a Bra, di nuovo a Monza con cui abbiamo vinto la categoria, poi Pergolettese ed infine Modena.

Com’è stato il primo impatto con Modena?
Bellissimo! Modena è una società forte, in una piazza stupenda. Ho sempre avuto sensazioni positive che mi portano a lottare con questa maglia. Mi ricordo che il primo a chiamarmi fu Antonio Montefusco (attuale addetto stampa del Modena ndr), mentre ero ad una camp estivo, vicino a Bergamo, con mio figlio.

Sei diventato un idolo dei tifosi: questo per te è una motivazione in più o una pressione maggiore?
Non mi sento assolutamente un idolo, anche se percepisco l’affetto di tantissime persone. Questo mi motiva e mi carica a cercare sempre di dare il massimo durante la settimana, per arrivare pronto alla domenica. Mi fa piacere l’affetto dei tifosi, ma non mi considero un idolo, anzi…

Dopo un inizio di stagione “turbolento” sei riuscito a giocare e segnare con continuità. Che cosa è cambiato?
In me non è cambiato niente perché, dal primo giorno che ho messo piede a Modena, mi sono sempre impegnato per fare del mio meglio sia dentro che fuori dal campo. Poi certo, non si può fare sempre tutto bene. Di recente, sicuramente mi è stata data maggior fiducia e quindi, quando senti la fiducia, prima o poi i risultati arrivano.

Hai mai pensato di lasciare Modena?
No mai, perché io ho sempre voluto giocare le mie carte fino alla fine e, se possibile, vorrei rimanere a Modena ancora per tanti anni. E’ normale che la conferma va sudata ed io sto cercando di meritarmela tutti i giorni. Poi a volte, quando sei di fronte ad un certo tipo di situazioni e di scelte, è normale pensarci. Io, però, ho sempre lavorato a testa bassa, estraniandomi da tutte le voci, cercando di fare il mio dovere. Continuerò a lottare per questa maglia fino a quando ne avrò la possibilità, cercando di meritarmela tutti i giorni.

Sabato 15 andrete in trasferta a Rimini, squadra a cui hai già segnato. Che emozione è stata realizzare il tuo primo gol in C con la maglia del Modena?
E’ stato bellissimo: un gol voluto e cercato tanto, tra l’altro realizzato sotto la Curva. Ora sto lavorando per segnarne tantissimi altri. Col Rimini, però non sarà facile perché è una squadra tosta, capace di pareggiare con il Carpi. Dovremmo rimanere concentrati.

Di recente è uscito l’album dei calciatori Panini. Hai mai fatto la collezione delle figurine?
Si da piccolo sempre. Adesso la fa mio figlio, che ha appena compiuto 10 anni. A casa siamo pieni di figurine.

Hai mai sognato di comparire sull’album?
Si, certo. Da piccolo, amando il calcio, speri sempre che un domani ciò possa capitare.

L’anno scorso si era creato un grande gruppo. Sei rimasto in contatto con qualche tuo compagno?
Eravamo davvero un bel gruppo, e sono rimasto in contatto con tanti ragazzi. Mi sento spesso con “Rulo” Ferretti, con Baldazzi, Bellini, Cortinovis, Montella, Dierna e Sansovini, che è stato un esempio per tutti e lo è tutt’ora: un giocatore formidabile e una persona d’oro.

MA

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