STORIE DI SPORT, MISTER MIGNANI SI RACCONTA. ESORDI’ NELLA SAMPDORIA DI BOSKOV

Il primo tassello del Modena della prossima stagione è stato la conferma di mister Mignani. Una conferma meritata sul campo nei pochi mesi in cui il tecnico ligure, subentrato a Mauro Zironelli lo scorso autunno, ha potuto lavorare con la squadra. “E’ stata una decisione abbastanza semplice – ci spiega Mignani – ho percepito la stima e la fiducia da parte della società e non ho dubitato nemmeno un minuto. Allenare il Modena è un privilegio, lo dico dal primo giorno, e credo ci siano i presupposti per fare qualcosa di importante”.

Mister, il campionato ripartirà con i play off, tre mesi di inattività potrebbero cambiare i valori in campo?

Assolutamente si. Nel calcio a volte ci sono delle inerzie, soprattutto mentali, sia positive che negative, che dopo tre mesi possono venire azzerate completamente.

Lei ha iniziato la sua carriera nella Sampdoria. Ne era anche tifoso?

Si, quella della Sampdoria era una passione che mi aveva trasmesso mio padre. Ho avuto la fortuna di fare tutta la trafila delle giovanili negli anni ‘80 e di esordire in serie A proprio l’anno in cui la Samp vinse lo scudetto con Boskov allenatore e la coppia Vialli-Mancini. Il presidente era Mantovani, una persona meravigliosa che ebbe la forza di portare la Sampdoria al livello di Inter, Milan e Juventus.

Che partita fu quella del suo esordio?

Fu a Lecce a gennaio. La prima squadra aveva molte defezioni e Boskov mi fece entrare a dieci minuti dalla fine al posto di Calcagno, l’attuale avvocato della associazione calciatori, candidato ad esserne il futuro presidente.

Chi erano i suoi modelli ai tempi della Sampdoria?

Come tifoso il mio idolo era Luca Vialli, mentre per quanto riguarda il mio ruolo, i giocatori che ho ammirato di più sono stati Baresi e Maldini, i difensori italiani più forti di sempre.

Una parte importante della sua carriera l’ha vissuta a Siena. Nel 2004 la sfida con il Modena fu decisiva per la salvezza in A. Lei era in campo?

Si c’eravamo sia io che Simone Vergassola. Lui a fine gara, lanciando la maglia sotto la curva, si fece male alla mano e dovette essere operato all’Ospedale di Modena. Fu un vero spareggio che noi vincemmo per 3-1.

Proprio con il Siena lei ha segnato anche il suo unico gol in serie A. In quale partita?

E’ vero, fu contro il Bologna, lo stesso anno di quella partita-spareggio del Braglia di cui si parlava prima.

Il Modena l’ha affrontato anche in altre occasioni?

Si certo. Dopo Siena sono andato a Trieste e poi a Grosseto e l’ho incontrato anche in serie B con Triestina e Grosseto. Quando giocavo tendevo ad essere molto concentrato sul campo, quindi non vivevo granché le emozioni esterne. Però Modena mi ha sempre dato la sensazione di essere una piazza dove era bello giocare, una sensazione positiva. 

Il suo esordio come allenatore di una prima squadra invece dove è avvenuto?

Ho fatto per due anni il collaboratore tecnico, a Siena e Latina, poi ho deciso di fare da solo e sono andato a Olbia in serie D. La prima panchina fu contro il Castiadas. Vincevamo 3-0 e ci facemmo rimontare fino al 3-3. Con cinque minuti in più forse avremmo perso.

Anche come allenatore la sua stagione migliore l’ha vissuta a Siena con la finale play off in serie C…

Si, fu una stagione meravigliosa. L’anno precedente il Siena si era salvato all’ultima giornata e non c’erano grandi aspettative. Poi, come a volte succede, si creò un gruppo di valore e in campionato arrivammo secondi a un solo punto dal Livorno. Nei play off eliminammo Reggiana e Catania, ma arrivammo alla finale col Cosenza senza otto giocatori tra squalifiche e infortuni. Decisiva in tal senso fu la semifinale di ritorno a Catania che vincemmo ai rigori dopo essere rimasti in nove.

A Modena come si trova?

Abito un po’ fuori e non frequento tantissimo il centro però, ogni volta che ci sono andato per una passeggiata o una cena, l’ho apprezzato tantissimo. Modena è una città tranquilla, che ti accoglie bene e dove si sta bene, come del resto mi avevano detto.

Segue altri sport?

Solo da spettatore. Mi piacciono molto il ciclismo, le grandi corse a tappe ma anche qualche classica, e il motociclismo. Guardo anche qualche partita di tennis e le grandi manifestazioni di Atletica.

E il tempo libero come lo occupa?

Quando si hanno dei figli ne resta poco. A volte di sera mi piace guardare qualche film, soprattutto quelli d’azione e i thriller.

(GB)

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