MARCELLO GAZZOLA TRA CALCIO, NBA E MUSICA ROCK

Il Sassuolo è molto attivo sul mercato e sta cercando di rinforzare una rosa che nell’ultimo campionato si è salvata soltanto dopo un incredibile rush finale. Tra i giocatore confermati della vecchia guardia c’è sicuramente Marcello Gazzola che, al suo primo anno da titolare in serie A, ha dimostrato di poter tranquillamente giocare in categoria. Oggi ripubblichiamo una sua intervista rilasciata a Vivo Modena nel marzo del 2012, poco dopo essere arrivato a Sassuolo, in cui racconta la sua storia e le sue passioni. Buona lettura.

Per Marcello Gazzola, venire a giocare a Sassuolo è stato un po’ come tornare a casa. Il terzino acquistato a gennaio dall’Ascoli infatti è originario di Parma e in neroverde spera di aver trovato una certa stabilità, dopo aver girovagato a lungo per l’Italia. “Sono stato un po’ dappertutto – racconta – anche in Sicilia e Sardegna. Finalmente torno dalle mie parti in una società solida come il Sassuolo. Sono molto felice”.

Anche perchè sei reduce da un periodo non facile ad Ascoli…
Diciamo che sono stati anni intensi, con emozioni forti sia belle che brutte. Nel primo ci siamo salvati tranquillamente e Antenucci è stato capocannoniere con 24 gol. L’anno scorso con Castori è stato particolare. Tra punti di penalizzazione e altro ci trovavamo sempre in fondo alla classifica, ma alla fine ci siamo salvati ugualmente. E’ stato fantastico.

Un impresa in una situazione difficile con gli stipendi che non arrivavano…
Noi scherzando ci dicevamo: ‘sapete perchè ci salviamo quest’anno? Perchè siamo dei pazzi, e solo dei pazzi possono riuscire a salvarsi in queste condizioni”.

Torniamo alle tue origini. Dove hai dato i primi calci ad un pallone?
Nella squadra del mio paese, Borgotaro in provincia di Parma. Avevo cinque anni. Fu un mio amico a chiamarmi a giocare. Poi c’era anche mio cugino di primo grado che giocava a calcio a livello dilettantistico.

Poi cosa è successo?
A otto anni sono entrato nel settore giovanile del Parma. Ho fatto tutta la trafila fino alla Primavera dove sono rimasto due anni con allenatore Davide Ballardini. In quella squadra c’erano anche Cigarini, Giuseppe Rossi e Rosina. Ballardini poi mi portò con sé a San Benedetto del Tronto.

L’esordio tra i professionisti quindi è avvenuta in una piazza particolare…
E’ vero, a 17 anni sono arrivato subito in una piazza molto esigente che in passato ha vissuto diversi anni in serie B. Quella della Sambenedettese è una curva molto calorosa. Giocare lì mi è piaciuto molto.

E l’esordio in serie A?
E’ stato nel Catania. Ci sono arrivato dopo sei mesi molto buoni alla Torres di Sassari in C2. L’esordio in A è stato proprio a Parma davanti ai miei amici e ai miei familiari, una grande emozione. Nella massima serie ho fatto 3 presenze in campionato e 4 o 5 in coppa Italia.

Sei sempre stato tifoso del Parma?
In realtà in famiglia sono tutti Juventini e lo sono anch’io tutt’ora. Poi è logico che giocando nel Parma e facendo il raccattapalle nelle stagioni d’oro della Coppa Uefa, ho cominciato a seguire anche i gialloblu.

Il tuo idolo da ragazzino?
Nonostante io giocassi terzino, era Cannavaro, un difensore centrale. In casa ero pieno di suoi poster e avevo le sue foto nel diario.

Hai sempre giocato terzino?
Da ragazzo giocavo esterno d’attacco. A spostarmi in difesa è stato proprio Ballardini e da allora ho sempre giocato in quel ruolo.

Qual’è stato l’allenatore che ti ha insegnato di più?
Senza dubbio Fabrizio Castori ad Ascoli. Per il carattere e per tutto quello che è riuscito a trasmettermi, anche al di la del calcio.

Segui e pratichi altri sport?
Mi piace molto il Basket Nba e in estate mi diverto anche a fare qualche partita con gli amici. E poi mi diverto a giocare a tennis.

Il tuo campione preferito dell’Nba?
E’ scontato. Lebron James.

E nel tennis Federer o Nadal?
Nessuno dei due. Il mio preferito è Djokovic.

Il tempo libero come lo passi?
Mi piace stare con la mia compagna e ascoltare musica, tutto il rock in genere ma in particolare l’Heavy Metal. In passato suonavo anche la chitarra e con alcuni amici ci divertivamo a fare cover rock.

Un gruppo che ascolti molto in questo periodo?
I Killswitch Engage, un gruppo metalcore.

GIOVANNI BOTTI