SASSUOLO BATTUTO DAL NAPOLI E ULTIMO IN CLASSIFICA

SASSUOLO-NAPOLI 0-2

Marcatori: 37’ Dzemaili (N), 56’ Insigne (N)

SASSUOLO (3-4-3)
Pegolo; Antei, Cannavaro, Ariaudo (81’ Floccari); Gazzola, Marrone (66’ Chibsah), Brighi, Longhi; Berardi, Floro Flores (61’ Zaza), Sansone.
A disp: Polito, Pomini; Pucino, Mendes, Missiroli, Farias. All. Alberto Malesani.

NAPOLI (4-2-3-1)
Rafael; Maggio, Fernandez, Albiol, Ghoulam; Behrami (84’ Radosevic), Dzemaili; Insigne, Hamsik (80’ Henrique), Mertens; Higuain (70’ Pandev).
A disp: Reina, Colombo, Nikita; Britos, Reveillere, Zapata.
Allenatore: Rafael Benitez.

Arbitro: Sig. Calvarese di Teramo.
Ammoniti Marrone, Longhi, Ariaudo e Zaza (S), Insigne, Dzemaili e Radosevic (N).

Tre sconfitte su tre partite per il Sassuolo targato Alberto Malesani, due delle quali, bisogna comunque ricordarlo, contro avversari di alto livello come Inter e Napoli. Ma soprattutto una squadra che, a parte il gol di Floro Flores contro il Verona ininfluente per il risultato, non è mai riuscita a segnare e ha costruito pochissime occasioni davvero importanti dando l’impressione, sia con i neroazzurri che con i partenopei, che non sarebbe riuscita a segnare nemmeno se la partita fosse andata avanti ad oltranza. La situazione di classifica ora si è fatta davvero critica. Il Sassuolo è il fanalino di coda con 17 punti e ha perso nove delle ultime 10 partite, a differenza delle avversarie in fondo alla classifica, che sicuramente non corrono, ma che ogni tanto qualche colpo lo mettono a segno. Il Catania ha battuto la Lazio e, col ritorno in panchina di Rolando Maran, è rientrato in corsa per la salvezza. Stessa cosa per il Livorno che sotto la gestione Di Carlo ha ripreso a segnare e a vincere delle partite, anche in trasferta. Persino il Bologna, che, assieme ai neroverdi e al Chievo, sembra la squadra più in crisi, è andato ad espugnare il campo del Torino. E per l’allenatore veronese si parla già di test decisivo a Roma contro la Lazio. Se dovesse perdere ancora la società potrebbe anche decidere di richiamare Eusebio Di Francesco.

Il campionato del Sassuolo sembra quasi essersi fermato nel secondo tempo di Cagliari, quando Berardi e compagni si erano fatti rimontare un vantaggio di due gol finendo per pareggiare una partita che sembrava già vinta. Da allora soltanto sconfitte, interrotte dall’incredibile quanto casuale successo contro il Milan peggiore della stagione. La rivoluzione vera e propria effettuata sul mercato di gennaio non ha portato gli effetti sperati, anzi, il Sassuolo è diventato un mix di giocatori da assemblare e da trasformare in squadra, situazione che avrebbe avuto un senso ad agosto, non a gennaio con l’acqua alla gola e un disperato bisogno di fare punti subito. La società neroverde avrebbe forse fatto meglio a puntare su un acquisto importante per reparto, per puntellare una squadra che comunque qualcosa di buono nella parte centrale del girone d’andata l’aveva fatto vedere. In rosa adesso ci sono ben sei attaccanti mentre Malesani è passato al 3-5-2 (il 3-4-3 utilizzato col Napoli è stato più un esigenza causata dalle assenze che altro), nessuno dei quali però, a parte Berardi che va a corrente alternata, in grado di incidere davvero. Il tecnico veronese ha il difficile compito di plasmare questo gruppo nuovo, di trasformarlo in una squadra, però in pochissimo tempo visto che servono assolutamente punti.

La classifica è brutta, ma nulla è perduto. La salvezza in fin dei conti è soltanto a tre punti. Si può ancora recuperare ma bisogna assolutamente invertire la rotta e ricominciare a fare punti. Decisive per comprendere le reali possibilità dei neroverdi saranno le prossime quattro partite. La trasferta di Roma contro una Lazio di transizione come quella affidata a Edy Reja, ma soprattutto le tre gare successive, quelle in casa con Parma e Catania e lo scontro diretto in trasferta sul campo del Bologna. Se il Sassuolo riuscirà ad uscire da questo ciclo con un buon bottino di punti e rimarrà attaccato alla zona salvezza, allora potrà sperare di lottare fino all’ultimo. Se invece si staccherà dalle avversarie la permanzenza nell’elite del calcio italiano diventerà sempre più una chimera.

GIOVANNI BOTTI