STORIE DI SPORT: IVO PULGA TRA MODENA, CARPI E IL DERBY

Diversi giocatori e allenatori hanno militato sia nel Modena che nel Carpi, lasciando ricordi più o meno positivi. Tra gli altri il mister Gianni De Biasi, sulla panchina dei biancorossi in serie C ad inizio carriera e su quella dei canarini per la straordinaria cavalcata dalla C alla A dei primi anni 2000. Uno che ha lasciato ricordi positivi da entrambe le parti è sicuramente Ivo Pulga, che a Carpi ha giocato nella parte iniziale e finale della carriera, mentre nel Modena ha avuto una parentesi di un solo anno da calciatore e una molto più lunga da allenatore del settore giovanile. “Nel Carpi ho fatto più di 200 partite – ci racconta Pulga al telefono – passai in prima squadra dopo un solo anno negli Allievi Regionali quando eravamo nel campionato Interregionale (l’attuale serie D ndr) e da lì è cominciata la mia carriera. Poi ci sono tornato alla fine per altri cinque anni, in C1, ai tempi di De Biasi e De Canio”.

Con De Canio, nella stagione 1996/97, perdeste la B solo nella finale play-off col Monza. Cosa vi mancò per essere promossi?
A gennaio furono ceduti giocatori importanti come Materazzi e Pivotto. Fossero rimasti saremmo andati in serie B. Arrivammo comunque alla finale col Monza da favoriti perché ci bastava un pareggio, ma perdemmo. Io mi infortunai la settimana precedente e non potei giocare quella partita.

A Modena da calciatore hai fatto solo un anno, il 1984/85…
Si, era il primo anno di Mascalaito allenatore e la squadra era già buona. C’erano giocatori come Domini, Cuoghi, Rabitti e altri importanti e si vedeva già che, con qualche innesto, si sarebbe potuto puntare in alto. In estate Farina mi cedette al Cagliari.

Al Modena sei poi tornato per allenare i giovani. Come è andata?
Il primo a propormelo fu Paolo Borea, allora Ds gialloblù, proprio durante un derby. Io ero a fine carriera, avevo 35 anni, e lui mi disse che ero la persona giusta per allenare i ragazzini. Così l’anno successivo iniziai ad allenare le giovanili canarine. In oltre tredici anni ho condotto gli Allievi, la Primavera, i Giovanissimi e gli Esordienti.

Di derby tra Modena e Carpi ne hai giocati?
Si ne ho giocati nel periodo finale della carriera, dopo essere tornato al Carpi. Ricordo in particolare quelli dell’anno di De Canio. Al Braglia vincemmo 2-1 e al Cabassi 1-0 con gol di Cavicchia nel finale.

Il Modena dovrà affrontare Carpi e Reggio Audace nel giro di quattro giorni. Il Carpi attuale che squadra è?
E’ una squadra pragmatica, che bada al sodo, con un’idea di gioco precisa e una formazione abbastanza fissa. Come modulo usa il rombo, non guarda granché allo spettacolo ma alla praticità.

E la Reggio Audace?
L’ho vista in precampionato. E’ una buona squadra, sbarazzina con tre attaccanti di valore. Come modulo adotta il 3-4-3.

Il Modena invece?
Rispetto alle altre due squadre, che tendono subito a verticalizzare, il Modena punta di più sul possesso palla e sulla ricerca del gioco, anche in orizzontale. E’ una squadra che deve crescere, a volte ha fatto buone partite, altre volte meno. Soprattutto deve mantenere un buon livello di gioco per tutti i novanta minuti e evitare quei cali nella ripresa che ha mostrato finora un po’ in tutte le partite.

Cosa ne pensi dei mugugni dei tifosi canarini dopo così poche giornate?
Credo che i tifosi debbano avere pazienza. La società ha detto che quest’anno l’obiettivo è una salvezza tranquilla. La squadra adesso è vicina alla zona play-off e sono convinto che, se riuscirà a trovare continuità e a evitare quei cali di cui dicevo prima, potrà fare buone cose.

Come vedi le iniziative che la società gialloblù sta portando avanti per il settore giovanile?
Sono molto positive, non è facile ricostruirlo da zero, ci vogliono almeno cinque o sei anni per ottenere qualcosa. La nuova società è seria e importante, ma ci vuole tempo e pazienza.

Sei mai stato vicino a diventare allenatore del Carpi o del Modena?
Del Carpi mai, del Modena una volta sì. Successe l’ultimo anno di A, quando esonerarono Malesani. I giocatori avrebbero voluto che subentrassi io che allenavo la Primavera, ma la società scelse di puntare su Bellotto.

(GB)

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