GOLF, FRANCESCO DONAGGIO: UNA VITA SUL GREEN

IL TALENTO DEL MODENA GOLF & COUNTRY CLUB SI RACCONTA CON IL NOSTRO FILIPPO MATTIOLI

Francesco Donaggio in azione, qui lo vediamo con la maglia della Nazionale

Gianni Morandi cantava “Uno su mille ce la fa, ma quant’è dura la salita” questo mitico pezzo della canzone italiana può essere associato alla vita di uno sportivo: Francesco Donaggio. Stiamo parlando di un golfista classe ’95, nella top ten del ranking italiano e punto fermo della Nazionale. Con lui abbiamo fatto una bellissima ed interessantissima chiacchierata.

Francesco, a quanti anni hai cominciato a giocare a golf e perché?
Come la maggior parte dei giovani italiani, da bambino giocavo a calcio. Mio padre si è avvicinato a questo sport e nel weekend, per non lasciarmi a casa, mi portava con sè. A sette anni ho cominciato a tirare qualche colpo. Ho iniziato seriamente a dieci anni, nei weekend preferivo andare a fare la gara di circolo invece che andare a fare la partita di calcio con la polisportiva di quartiere. Ho deciso di mollare il calcio e concentrarmi definitivamente sul golf.

Cosa consiglieresti ad un giovane che si avvicina a questo sport?
All’inizio bisogna provare per capire se c’è una certa passione,t enendo conto che giocare a golf non è facile. E’ richiesto tanto tempo,tanta voglia e passione. Se questi elementi ci sono, consiglio di iniziare. E’ molto importante anche il gruppo in cui ci si trova.

Chi sono i maestri che devi ringraziare per essere arrivato a giocare a livelli così alti?
Inizialmente prendevo lezioni con Mauro Moraldo, maestro di allora al Modena Golf & Contry Club.Quando avevo dodici o tredici anni è arrivato Federico Bisazza ed ho iniziato a lavorare con lui. Collaboriamo tuttora alla grande anche se lui non è più a Modena ma lavora per il Golf Club Bologna.

Uno dei tornei più sentiti dal club è la “Secchia Rapita”, Modena contro Bologna, un derby golfistico che regala sempre tante emozioni….
Per me è un incontro meraviglioso. Si sfidano due circoli di due città, rivali da sempre in tutti gli sport. E’ bello riportare questa rivalità, puramente sportiva, anche nel golf dilettantistico. I ragazzi di Bologna sono nostri amici ma in quei due giorni daremmo qualsiasi cosa pur di vederli perdere.

Come è strutturata questa competizione?
La “Secchia” si gioca in due giornate, ogni team presenta i dodici giocatori migliori che si sfidano in gare a coppie il primo giorno, mentre nel secondo sono previste le sfide singole.Ogni match vinto equivale ad un punto, ogni match pareggiato è mezzo punto. Alla fine si fa la somma per vedere chi porta a casa la vittoria finale e l’ambito trofeo de “La Secchia Rapita”.

Tu sei un punto fermo della Nazionale Amator, com’è l’attività azzurra in campo golfistico?
Sono tre anni che vengo convocato in Nazionale, sono contentissimo del lavoro che ho fatto in questi anni. Essendo uno dei più “anziani” del gruppo, mi vengono date più responsabilità. Sarà dura reggere la pressione comunque è un ambiente bellissimo. Sono tutti ragazzi appassionati, si fanno un sacco di corsi e gare all’estero. Quando si è via con la maglia azzurra si fa la vita da atleti al 100%. Al mattino, ci si sveglia e si fa colazione,in seguito si fa attività sportiva fino alla tarda sera.

Hai giocato anche nel mitico campo di St. Andrews, in Scozia, che emozione si prova a calcare il prato di questo tempio dello sport mondiale?
Giocare in quel campo per un golfista è come per un calciatore segnare a Wembley o giocare nel mitico Maracanà. Pensare che il primo colpo della storia del Golf è stato tirato lì è qualcosa di pazzesco. Gli elementi ancora più particolari sono l’atmosfera e l’ambiente intorno a questo mitico campo del 1500. Anche se non possiede, ovviamente, le caratteristiche di impianti moderni come quello di Modena o quelli che stanno costruendo in America. Tornando all’atmosfera che si respira in Scozia,la cosa particolare è vedere la gente che va a fare la spesa al supermercato vestita da golf, va al bar con la sacca con dentro i ferri. Queste sono cose che al di fuori di quel paese e di quella cittadina è difficilissimo vedere. Andai li per la prima volta quando avevo tredici anni, mio papà mi fece un super regalo e mi portò a giocare su quel mitico green. Già di quell’esperienza ho dei ricordi stupendi, l’estate scorsa ci sono tornato e spero di andarci anche quest’anno perché c’è un torneo importantissimo dove speriamo di fare bella figura.

Legato a St.Andrews è l’aneddoto che riguarda il motivo originario delle diciotto buche di un campo da golf.
E’ vero, gli scozzesi sono da sempre dei grandi bevitori. Seduti a tavola, si chiesero quante buche dovesse avere un campo da golf. La risposta a questo quesito fu che le buche sarebbero dovute essere pari ai sorsi necessari per finire una fiaschetta di whisky. Ne occorrono circa 18, di conseguenza un sorso a buca, quindi il numero totale fu proprio questo.

Quali sono i tuoi programmi e progetti futuri con Modena Golf & Contry Club e con indosso la maglia azzurra?
Questo è un anno molto importante, potrebbe darmi la svolta per la mia carriera futura da professionista. Mi sono state date possibilità, ma allo stesso tempo tante pressioni dalla Nazionale. Io intanto mi concentro su questa stagione da dilettante, poi magari verso fine anno vedremo,in base a come è andata l’annata, se provare a fare il salto per diventare professionista con le qualifiche per l’European Tour o l’Alps Tour. Con il Modena Golf continuo a collaborare, il club ha deciso di puntare molto su di me e Riccardo Bregoli per l’attività agonistica. In futuro come professionista ed in un tempo ancora più lontano come maestro.

Prossimo appuntamento agonistico?
Questa settimana mi trovo a Siviglia,in Spagna, con la Nazionale per un quadrangolare. Starò via circa sette giorni e giocherò in un campo stupendo al caldo. Dopo di che comincerà la stagione. Girerò molto: tornerò in Spagna,Portogallo ed in Puglia per gli internazionali.

 

QUALCHE FOTO DELLA CARRIERA DI FRANCESCO DONAGGIO:

 

In basso al centro,Francesco con la maglia della nazionale World University Golf Championship
In basso al centro,Francesco con la maglia della nazionale World University Golf Championship nel 2016
La squadra di Modena alza al cielo la celeberrima "Secchia Rapita" vinta contro Bologna nell'ultima edizione della gara tra le due città rivali
La squadra di Modena alza al cielo la celeberrima “Secchia Rapita” vinta contro Bologna nell’ultima edizione della gara tra le due città rivali
Donaggio in azione nella prima giornata della "Secchia". In coppia con Tommaso Soragni nella prima fase della competizione
Donaggio in azione nella prima giornata della “Secchia”. In coppia con Tommaso Soragni nella prima fase della competizione

 

St. Andrews,Scozia,qui Donaggio in azione sul mitico campo dove il gioco del golf è nato
St. Andrews,Scozia,qui Donaggio in azione sul mitico campo dove il gioco del golf è nato

 

St. Andrews,Donaggio e Ricchi posano sul mitico green
St. Andrews,Donaggio e Ricchi posano sul mitico green

Di Filippo Mattioli

 

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