Ultime notizie

MODENA, BRUGMAN: “MI HA SORPRESO L’UNIONE DEL GRUPPO, BELOTTI E’ IMPORTANTISSIMO NELLO SPOGLIATOIO”

(foto modenacalcio.com)

La lunga sosta e il passaggio al Nido son stati l’occasione giusta per fare due chiacchiere con Gaston Brugman, il centrocampista uruguaiano che quest’anno si è preso le chiavi del centrocampo canarino. Brugman ha parlato del Modena di queste prime giornate, del gruppo, ma anche delle sue esperienze all’estero e del suo Uruguay. “Sapevo che quello del Modena era un gruppo sano – dice subito il centrocampista – quello che mi ha sorpreso è l’unione che ha. A volte sembra facile dirlo, però è proprio vero che siamo tutti sulla stessa linea. Siamo una squadra che ha un mix di esperienza e giovani e in cui giovani sono bravi ad ascoltare e a prendere spunto dai più “vecchi”. A livello di campo sicuramente abbiamo ancora margini di miglioramento molto ampi. Il mister sta cercando di trovare la perfezione, anche se è molto difficile trovarla in una squadra. Penso, comunque, che abbiamo intrapreso il cammino giusto“.

Che bilancio tracceresti di queste prime cinque giornate? Penso che le aspettative fossero alte, ma avendo anche un calendario un po’ difficile con diverse partite fuori casa, non si sapeva come si poteva reagire. Però si è visto che la squadra, nelle prime cinque giornate c’era. Secondo me non abbiamo meritato di perdere nessuna delle cinque partite. La cosa più bella che c’è dentro questo gruppo è quella sana voglia di dimostrare in ogni allenamento. Non ci sono 11 titolari, tutti possono giocare. Questa è la competizione sana che c’è dentro il gruppo, ed è fondamentale.

In questo inizio avete giocato sia col centrocampo a due che a tre. Tu come preferisci giocare? Nel corso della mia carriera ho giocato sia a due che a tre. Ho sempre fatto, più che altro, il regista. Ultimamente si tende a giocare più a due che a tre e io mi trovo bene in entrambi i modi, ovviamente con un passo che, come ho già detto, è soprattutto da regista.

Fisicamente adesso come stai? Qual è la tua condizione? Bene, bene. Da un po’ di anni non facevo una vera preparazione e sono contento di aver fatto tutto il ritiro bene. Penso che stia andando alla grande. Il gruppo sta andando alla grande, quindi quando tutto gira bene è la cosa più bella.

Cosa ha significato l’arrivo di un giocatore del livello del “Gallo” Belotti nel vostro gruppo? Andrea è arrivato con una forza incredibile. Si è messo subito a disposizione della squadra. Secondo me è quello che lavora di più di tutti, è il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene. Perché lui ha la fame che le caratterizza. Si vede in ogni allenamento. Anche quando si parla dentro lo spogliatoio è uno che è sempre positivo e cerca le cose giuste da fare. Per noi è una persona molto importante dentro lo spogliatoio. Anche in campo può fare magie come ha fatto con l’Empoli, il che ti cambia il risultato. Sono molto contento del suo arrivo e dobbiamo godercelo.

Una sosta così lunga in questa fase del campionato non c’era mai stata. Cosa può comportare? E’ una sosta anomala, tre settimane senza partite, che non mi è mai capitata. Cosa potrà comprtare lo si vedrà. Noi l’abbiamo affrontata con le amichevoli. Abbiamo avuto Qualche giorno libero e poi abbiamo avuto la possibilità di risolvere qualche problemino che ci poteva essere, senza spingere tanto però perché sono tre settimane. Secondo me l’abbiamo affrontata benissimo, sia a livello fisico che a livello di forza, pulendo anche qualcosa che si può migliorare durante le partite, qualche uscita. Poi però la partita è un’altra cosa, vedremo cosa succederà. Sicuramente la squadra è in forma.

Com’è possibile che in Uruguay, un paese di solo 3 milioni di abitanti, nascano tanti giocatori forti Allora, in Uruguay c’è solo questo sport da fare da bambino, adesso anche per le bambine. C’è anche un po’ di pallacanestro, ma c’è soprattutto il calcio. Quindi inizi a praticarlo fin da piccolo, nel mio caso a tre anni, poi fai tutto il percorso. Poi è vero che noi cresciamo in una situazione dove c’è pressione fin da piccoli, se tu vai a vedere una partita di Baby Football, come lo si chiama in Uruguay, sembra si giochi in una bombonera, con tutta la gente, le mamme, i genitori che urlano. Quindi a un certo punto di vista è bello, dall’altro magari lo è meno perché c’è troppa pressione fin da piccoli.