Alla vigilia della traseferta di Bari, il tecnico del Modena, Andrea Sottil, ha tenuto la tradizionale conferenza stampa, aperto con un pensiero alla difficile settimana passata, con la scomparsa della piccola Nina Rivetti, figlia del vice presidente Sivlio Rivetti. “Prima di tutto voglio augurare buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie – ha detto Sottil – è stata una settimana tremenda: è scomparso un angelo, Nina. Questo ci ha colpiti profondamente, soprattutto come padri. Siamo stati vicini alla famiglia Rivetti a Milano e abbiamo visto una forza e una dignità impressionanti. Le parole della mamma e di Silvio sono state una lezione di vita. Onoreremo Nina facendo al meglio il nostro lavoro: resterà sempre nei nostri cuori”.
Si comincia poi a parlare della gara di Bari e del finale di stagione con lo sprint verso i play off. “Pensiamo una gara alla volta – attacca subito il tecnico – Bari è la più importante adesso. Troveremo una squadra insidiosa, con qualità e blasone. Non esistono partite facili, anzi: sarà una battaglia. Il fatto di dover giocare cinque partite in trasferta su sette non ci crea problemi, la nostra identità non cambia. In casa o fuori dobbiamo sempre mettere in campo le nostre caratteristiche. Lo abbiamo dimostrato anche lontano da Modena”.
Si parla poi della condizione della squadra e della sosta arrivata dopo una partita difficile come quella col Mantova. “La sosta è arrivata al momento giusto. I ragazzi erano stremati dopo l’ultima partita, ma hanno dato tutto. Abbiamo lavorato bene per recuperare energie, soprattutto a centrocampo dove eravamo corti. Ora il gruppo è quasi al completo. Sersanti va gestito con attenzione per una ricaduta, ma sta bene. Anche altri giocatori stanno ritrovando condizione. La squadra è pronta”.
Tre trasferte in nove giorni c’è un rischio di calo fisico?
“No. I dati ci dicono che la squadra sta bene. Sapevamo che avremmo avuto poco tempo per allenarci, ma abbiamo una rosa completa e questo aiuta nella gestione. Giocare fa sempre bene, anzi, tiene alta la concentrazione”.
Wiafe nonostante non abbia ancora 18 anni ha dato dimostrazione di grande personalità…
Si, è un ragazzo con grande personalità. Sa sempre cosa fare, anche se può sbagliare come tutti. Ha margini enormi: parliamo di un 2008. Ha inserimento, cambio passo, gioco aereo… ma soprattutto voglia di imparare. Sta crescendo, va lasciato tranquillo e va gestito con equilibrio.
Il Bari, dopo la sconfitta contro la Carrarese, è una squadra ferita. Può essere più pericoloso?
Il Bari è il Bari. Ha un obiettivo chiaro, una società importante e giocatori di valore. Non dobbiamo guardare la loro classifica ma la nostra prestazione. Servirà una partita solida. Ultimamente mi piace il Modena: più sporco, più cattivo, più cinico e più solido. La solidità difensiva è fondamentale: i numeri parlano chiaro, non prendere gol fa la differenza. Star sotto un certo numero di gol presi ti porta a certi risultati. Noi dovremmo essere quelli, da quando il direttore di gara fischierà, solidità difensiva. Poi questa squadra ha dimostrato che le occasioni le ha sempre trovate, a volte meno a volte di più, ma le ha sempre trovate.
A livello di infermeria com’è la situazione?
Nieling è completamente recuperato, gli è mancato un po’ il piede d’appoggio su una oscillazione di calcio, ma non ha niente di che. Invece Cauz non ci sarà, ha avuto una sorta di contrattura forte e non sarà della partita. Gli altri sono recuperati, anche se qualcuno ha bisogno di tempo per ritrovare il ritmo.
Un commento sull’Italia fuori dai Mondiali?
Da tifoso mi dispiace molto. Sono cresciuto con il Mondiale dell’82, con l’immagine di quella vittoria, con quell’entusiasmo. Non mi piace fare retorica, dico solo questo che un paio di domande bisogna farsele: tre edizioni senza Mondiale sono troppe per un Paese con la nostra storia calcistica. Credo che sia arrivato il momento di dare un cambio di rotta, non so in quale maniera, posso avere delle mie idee, però è arrivata l’ora di farlo.
Qual è il valore aggiunto che ha trasmesso alla squadra?
Credo l’identità. Anche nei momenti difficili non è mai mancata. L’allenatore deve essere come il timoniere: non può perdere la rotta. Noi siamo rimasti compatti e i ragazzi lo hanno capito. Bisogna ricordare che è un progetto nuovo, con tanti cambiamenti, ma la squadra sta crescendo e diventando sempre più matura”
Sersanti e Pyyhtiä sono pronti anche per giocare dall’inizio?
Sono entrambi recuperati e a disposizione. È chiaro che arrivano da periodi in cui non si sono allenati con continuità, quindi servirà un po’ di adattamento. Parliamo comunque di ragazzi giovani, che recuperano più velocemente. I dati fisici sono buoni, hanno lavorato bene e ora starà a me fare le scelte.
