La nuova stagione del Modena è già iniziata – domenica 19 luglio la squadra gialloblu parte per il ritiro di Fanano e la prima gara ufficiale sarà quella di Coppa Italia il 17 agosto – e l’atmosfera che si respira è quella dell’inizio di un nuovo ciclo. Un nuovo mister, Andrea Sottil, con un’idea di gioco differente da quelle degli ultimi anni, e una squadra rinnovata con un mix di giocatori esperti e giovani, anche provenienti dall’estero. Il mister piemontese parte dicendo di aver respirato subito un senso di appartenenza e di famiglia al primo incontro con la proprietà canarina e di aver percepito umiltà, ma allo stesso tempo ambizione e idee chiare su dove si vuol portare il Modena. “Io sono un lavoratore – ha specificato Sottil – non mi piace fare tanti slogan, ma mi piace lavorare, e sicuramente il mio Modena suderà la maglia, la suderà tutti i giorni in allenamento oltre che nella partita. La mia dovrà essere una squadra con un’identità. Qui a Modena c’è una curva che ha un palato fino, non molla mai fino all’ultimo, e sta a me, ai ragazzi e al team riaccendere il fuoco. Il canarino dovremo farlo diventare un condottiero e il Braglia una fortezza”.
L’ex tecnico dell’Udinese ha poi descritto la sua idea di calcio: “Penso che una squadra debba sapere far tutto, mi piace un calcio aggressivo, arrivare velocemente in porta, e il possesso palla deve essere funzionale ad arrivare al gol. La società cosa mi ha chiesto? Mi ha chiesto di cambiare l’aria, di portare una mentalità diversa. Credo che siano state chiare le scelte tecniche che si sono fatte, per cambiare la mentalità, portare più ‘garra’, più senso di appartenenza. Abbiamo anche scelto di puntare su giocatori che hanno personalità e coraggio, io voglio allenare i ‘cattivi ragazzi’ non i ‘buoni ragazzi’, sempre nel rispetto delle parti. I ‘buoni ragazzi’ vincono poco. Io mantengo anche vecchi principi che ritengo fondamentali nel calcio: la cattiveria agonistica, la voglia di imporsi, di fare una corsa in più degli altri, fanno la differenza”.
“La prima cosa che ho chiesto ad Andrea – continua Sottil – è di avere una squadra al 100% fin dal ritiro, ma credo che siamo ad un ottimo punto, manca veramente poco, secondo noi le caselle fondamentali da riempire le abbiamo riempite. Ci saranno delle uscite, poi la seconda parte del mercato ti può mettere davanti ad opportunità interessanti, quindi va bene tenere libera qualche casella. La tendenza è quella di prendere giocatori di qualità, ma anche strutturati, la fisicità nel calcio moderno è importante, naturalmente ci vogliono anche i giocatori di qualità per vincere le partite. Ho visto diverse partite l’anno scorso e ci sono squadre che ti possono mettere in difficoltà se tu non hai struttura, secondo me andava aumentata proprio la struttura della squadra e lo abbiamo fatto“.
Una delle novità che si è già vista in questa prima parte del mercato gialloblu è il fatto di puntare su giovani calciatori stranieri poco conosciuti (Massolin e Nieling), una strategia che riporta alla mente proprio l’Udinese che Sottil conosce bene. “L’esperienza di Udine è stata una grande scuola – ha spiegato il neo-tecnico gialloblu – l’Udinese è maestra nel prendere giovani talenti stranieri sconosciuti e, attraverso un metodo, migliorarli fisicamente e tecnicamente. Io in tal senso sono molto aperto e cerco una caratteristica in particolare: il fatto che il giocatore, quando mette la maglia del Modena, deve avere delle emozioni, deve avere voglia di venire qui e avere entusiasmo. Caratteristiche che ho percepito nelle video-call con questi ragazzi. Ci sarà poi bisogno, per loro, di una conoscenza tecnica di un campionato diverso da quello che hanno fatto finora”.
Ci si sofferma poi a parlare dei calci piazzati, punto di forza anche dell’Udinese di Sottil. “I calci piazzati sono una componente importantissima nel calcio di oggi – spiega il mister – quindi anche li abbiamo fatto delle scelte propedeutiche a questa specialità. Ci vogliono i centimetri, ma anche saltatori con cattiveria, io ho avuto compagni alti che in area però non la prendevano mai. Per i calci piazzati ci vuole fame, tempo, preparazione dello schema però ci vuole anche il calciante e noi prenderemo anche calciatori che sanno calciare il calcio piazzato“.
Si è parlato anche di attaccanti e in particolare di Giuseppe Caso, che dovrà adattarsi ad un modulo, il 3-5-2, apparentemente diverso dalle sue caratteristiche. “Caso lo conoscevo già, giocava con mio figlio a Firenze. Lui da seconda punta ha già giocato, in alcune occasioni, l’anno scorso con buoni risultati. Io penso che quando un giocatore ha qualità, velocità e cambio di passo come ha lui, non abbia problemi ad avvicinarsi di più alla porta. Gli ho già parlato e credo che non ci saranno problemi”.
Infine un’altra novità che entra nello staff gialloblu con mister Sottil, il mental coach. “Lo ritengo un ruolo fondamentale – ha spiegato il mister – ci lavoro da diversi anni e mi ha dato risultati importanti. E poi, rispetto a quelli della mia generazione, i ragazzi oggi sono cambiati e sono più aperti a questo tipo di figura”.
