STORIE DI SPORT: MAURO RABITTI, IL SUO MODENA E IL DERBY CON LA REGGIANA

Quarantadue gol in campionato in sette stagioni con la maglia gialloblù e una promozione dalla C1 alla B, quella del 1985/86, al termine di una cavalcata entusiasmante. Per questo motivo, ma non solo, Mauro Rabitti può essere considerato, assieme al “gemello d’attacco” Sauro Frutti, il giocatore più rappresentativo del Modena anni ‘80. E a dimostrarlo c’è anche la chiamata, unico tra i calciatori del passato, a far parte della commissione che nella primavera 2018 dovette decidere sulla cordata che avrebbe fatto ripartire la storia canarina dopo il fallimento. “E’ stato un riconoscimento importante – racconta Rabitti – l’attestato di una stima che, per la verità, a Modena ho sempre avvertito. Sono sempre stato ben voluto, pur essendo un reggiano, probabilmente anche perchè credo di avere avuto sempre un comportamento leale”.

Lei esordì nel Sassuolo, poi arrivò a Modena nell’81, dopo un’ottimo campionato a Fano…
Si, ricordo che avevo altre richieste, ma preferii Modena, sia perché era una squadra con ambizioni importanti che per il fatto che ero vicino a casa. Eravamo un bel gruppo, con un bravo allenatore, e rischiammo di vincere il campionato. Alla fine però andò su l’Atalanta”.

Quell’anno c’erano molte aspettative. Ricordo la scritta sui muri del Braglia ‘Scarpa-Rabitti, uguale serie B…
Beh, la scritta non la ricordo, però è vero, c’erano molte aspettative, anche perché ero reduce da un bell’anno a Fano, nel quale avevo segnato diversi gol. Dopo ho continuato a farne, anche se io, più che altro, ero una seconda punta e non sono mai stato un uomo d’area”.

Che ricordo ha di mister Bruno Giorgi?
Era una persona molto seria, che curava tantissimo la fase difensiva e ci teneva particolarmente alla costruzione del gruppo”.

Lei segnò anche un gol nell’amichevole contro la Polonia di Boniek, che poi arrivò terza ai Mondiali di Spagna…
E’ vero. Ricordo la soddisfazione di giocare contro una nazionale così importante, la stessa che provai anche quando affrontammo la Roma di Falcao o il Napoli di Maradona in Coppa Italia. Maradona a Modena fu un vero avvenimento”.

Per salire in B doveste aspettare ancora un po’. Che squadra era quella del 1985/86?
Una buona squadra, anche quella molto solida, ma con una rosa forse non amplissima. Alla fine ci diedero una grossa mano due giovani come Piacentini e Longhi. Probabilmente non eravamo tra le favorite, ma eravamo davvero un gruppo di amici, con una società molto vicina alla squadra e un legame stretto tra il presidente Farina, il ds Pastorello e mister Mascalaito. Riuscimmo a trascinare una città intera e fu una vittoria abbastanza clamorosa”.

Lei e Frutti siete stati una delle coppie gol più amate della storia del Modena. C’era davvero feeling tra di voi?
Si, eravamo fatti quasi l’uno per l’altro. Sauro era un uomo d’area, uno che non so come abbia fatto a non arrivare mai in serie A. Io ero bravo di testa e soprattutto lavoravo molto intorno a lui. Diventammo subito amici, al punto che anche oggi continuiamo a vederci regolarmente”.

In B, nel 1986/87, partiste molto bene poi rallentaste. Cosa successe?
Facemmo un inizio molto positivo, però non avevamo una rosa straordinaria. Poi ci si mise anche qualche infortunio. Alla fine però ci salvammo bene”.

E l’anno dopo? La squadra non sembrava male…
Ci fu qualche acquisto un po’ azzardato che creò una frattura nello spogliatoio. Il gruppo per una squadra è sempre molto importante. E poi ci fu quel gol clamoroso preso a Udine a partita ormai finita. Se fosse terminata in parità probabilmente ci saremmo salvati”.

Qual è il suo gol che ricorda più volentieri?
Quello contro il Lecce nell’86. Fù il mio primo in serie B e permise alla squadra di essere a punteggio pieno dopo due giornate”.

Il campionato purtroppo è fermo, ma avrebbe dovuto esserci il derby Reggiana-Modena, rinviato a data da destinarsi. Lei è un doppio ex…
Si, ho giocato sette anni nel Modena e quattro nella Reggiana. Ai miei tempi lo sentivo tanto. La Reggiana di quest’anno ha un gruppo di una forza agonistica penso superiore. Il Modena, col nuovo allenatore, è più ordinato tatticamente, ma fatica a fare gol. Faccio in bocca al lupo a entrambe le squadre”.

(GB)

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