Il muretto box Ferrari e Fred Vasseur si trovano davanti a un bivio: una scelta che, anche se potrebbe sembrare facile, in questo caso è più ardua e complicata rispetto a una “semplice” strategia di gara.
Da una parte, dopo la grande vittoria a Barcellona di Lewis Hamilton, la classifica parla chiaro.
L’inglese, sette volte campione del mondo, è attualmente colui che può davvero pensare di essere in lotta per il mondiale piloti (secondo a -41 punti da Antonelli primo).
Dall’inizio della stagione lo ha dimostrato: più costanza, più precisione, grinta e aggressività nei momenti giusti.
Dall’altra parte, però, c’è un pilota che ha un valore emotivo e affettivo inestimabile per gli appassionati della rossa. Charles Leclerc ormai è consacrato nel cuore dei tifosi e ha anche un legame forte con la scuderia, che non ha mai pensato di lasciare. È stato parte integrante del progetto Ferrari e lo sarà per altri anni a venire, rappresentando una figura chiave per il team di Maranello. Il monegasco, però, è in una crisi nera: due gare a secco e un morale sotto terra. Certamente non è la prima volta che Charles si trova in una situazione del genere: il 2022 in Francia ne è un esempio.
Resta solo da capire cosa deciderà il team: in una lotta mondiale è fondamentale mettere bene in chiaro i ruoli all’interno della squadra. A parti invertite, nel 2022, una disorganizzazione interna era stata fatale per Leclerc nella gara di casa a Monaco. Questo compito sarà nelle mani di Vasseur, colui che ha visto crescere entrambi: prima Hamilton nelle categorie propedeutiche con ART in GP2, poi Leclerc in Alfa Romeo. Un compito che non sarà facile e la cui decisione verrà presa anche sulla base dei risultati delle prossime due gare.
Sarà dunque in grado Charles di rialzarsi? Beh, con una macchina migliorata in così poco tempo e sensazioni convincenti alla guida, la risposta è una sola: deve essere in grado di farlo. Una risposta che dipende però anche da Lewis Hamilton: se il suo stato di forma durerà ancora per tutta la stagione non sarà un confronto semplice per Charles.
Ciò che però può davvero andare incontro ad entrambi i piloti è la SF-26: se la macchina è andata bene a Barcellona, vuol dire che potrà andare bene anche sulle altre piste. Questo non lo dicono le chiacchiere da bar, ma sensazioni che arrivano non solo dai piloti, ma anche dagli ingegneri. Barcellona è il tracciato che può davvero promuovere o bocciare una vettura e, non a caso, è da anni la pista di riferimento per i test di Formula 1. Ferrari sembra essere indirizzata verso una promozione, anche se la lotta mondiale, che si giocherà molto sugli sviluppi e sugli aggiornamenti, è ancora lunga e assai complicata.
di Alessandro Caselli
