MODENA VOLLEY SPRECONA PERDE 3-2 CON CIVITANOVA

Gara 1 tra Civitanova e Modena si potrebbe definire come la “partita dai mille volti”. Le due squadre hanno lottato, si sono rincorse e raggiunte più volte, ma alla fine è stata la Lube a trionfare. E’ finita dunque 3-2 per i padroni di casa (25-22, 22-25, 20-25, 25-19 e 15-11). Il merito principale dei marchigiani è stato quello di non aver mollato mai e di aver saputo rimontare lo svantaggio di 2 set a 1 per i canarini. A proposito dei gialloblu, è stata gettata alle ortiche una partita che gli uomini di Tubertini avevano in pugno, a fine terzo set. Troppi sono stati gli errori commessi dai modenesi ed è mancato, in particolar modo, l’apporto di due giocatori. Petric e Vettori hanno reso ben al di sotto delle loro capacità, facendo gravare l’intero peso dell’attacco sulle spalle di N’Gapeth.

Il francese è stato il migliore della sua formazione, lottando come un leone su tutti i palloni e mettendo a segno la bellezza di 31 punti (25 attacchi, 3 muri e 3 ace); Holt, Vettori e Petric insieme ne hanno segnati 30. A tratti sembrava che N’Gapeth giocasse da solo contro la Lube. La partita ha messo in evidenza uno dei grandi problemi dell’Azimut quest’anno, ovvero la panchina. I cambi di Civitanova invece sono risultati determinanti per il risultato finale.

La partita è stata decisa nel quarto set, quando un turno in battuta del centrale Cester ha provocato un break di 7 punti in favore della Lube, che è passata così dal 5-7 al 14-7. Anche Tubertini ha le sue colpe, perché ha fermato troppo tardi il gioco, chiamando il time-out solamente al 10-7 per i marchigiani. Inoltre è incomprensibile la scelta di lasciare in panchina Piano, dopo la buona prova con Resovia, a discapito di uno svogliato e fuori partita Le Roux.

Gara 1 ci ha mostrato che al momento il livello delle due squadre è più o meno pari. Se Modena riuscirà a giocare di squadra, come avvenuto nel secondo e terzo set, allora potrà dire la sua in questa serie. Altrimenti sarà tutto molto più facile per la Lube.

di Mattia Amaduzzi

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