DHL MODENA VOLLEY, CATIA PEDRINI IN ESCLUSIVA “SIAMO MOLTO CARICHI E FIDUCIOSI PER LA STAGIONE CHE STA PER PARTIRE”

La stagione pallavolistica è alle porte e Modena la accoglierà con un grandissimo evento: la Supercoppa Italiana tra i gialloblù di Angelo Lorenzetti e Trento. Il tutto sarà disputato al PalaPanini il 24 ottobre alle 20:30. Chi meglio di Lady Volley, la Presidente di DHL Modena Volley Catia Pedrini poteva parlarci dello stato di forma della sua squadra in vista della stagione che va a cominciare? Con lei abbiamo fatto una chiacchierata in esclusiva .
Stando vicino al mio coach e ad Andrea Sartoretti, ho imparato che le sconfitte e gli errori in partita vanno dimenticati in fretta. Non bisogna mai farsi condizionare da quello che è successo. E’ ovvio che il fatto di giocare questa Supercoppa a Modena è importante per noi anche dal punto di vista agonistico. Ho voluto che questa gara si disputasse in casa nostra con tutte le mie forze. Ricominciamo, quindi, da qui con l’auspicio che il risultato sia differente.

Come arriva DHL Modena Volley ai nastri di partenza di questo campionato che comincerà tra poco?
Arriviamo tutti molto carichi, molto fiduciosi ed ottimisti. Siamo pieni di entusiasmo. L’ingresso di un partner importante come DHL significa la possibilità di un percorso nuovo e straordinario che non era nemmeno possibile immaginare. Loro (DHL) sono di grandissimo supporto a 360 gradi quindi siamo molto felici per questa nuova partnership

Se le faccio i nomi di Angelo Lorenzetti e Andrea Sartoretti, quali sono le prime cose che le vengono in mente?
Prima di tutto provo stima ed affetto per entrambi, questi sentimenti sono dati dalla convivenza che, come tutte, ha avuto momenti di tensione e di contrasto ma l’unità di intenti e di vedute è assoluta. Questo è il terzo anno che cominciamo insieme quindi molti di quelli che possono essere gli ostacoli della conoscenza reciproca sono stati superati e soprattutto c’è una comune e reciproca volontà di tenersi per mano e questo ti fa sentire quasi invincibile.

Un bilancio sul mercato fatto dalla sua società che ha visto molte partenze ma anche vari arrivi, un nome su tutti Lucas…
Diciamo che la struttura della squadra ha cominciato a delinearsi con l’arrivo di Bruno e N’gapeth, un anno e mezzo fa. Il fatto che noi volessimo Vettori, Piano e Rossini non era un segreto e, come abbiamo già detto più volte, è fondamentale la qualità umana di ogni componente della squadra ma anche della società per costruire la forza di un gruppo che vale molto di più di un singolo.

Che rapporto c’è tra lei e la città? E con i tifosi?
Il mio percorso, all’inizio, è stato molto in salita circa due anni e mezzo fa con una città che non mi voleva. Nessuno mi toglierà dalla testa il fatto che, l’essere io una donna abbia reso il mio percorso molto più difficile. Sono certa che alcune mie caratteristiche, come l’essere schietta e diretta fino all’eccesso, mi rendano tutto più scomodo. Questo l’ho provato anche nella mia vita personale e privata. La mia strada è stata resa meno ripida anche con l’arrivo di Sartoretti. Io conoscevo bene Andrea e le sue potenzialità da circa dieci anni, anche questo non era stato visto come una scelta imprenditoriale ma semplicemente sembrava che io avessi preso uno che avevo conosciuto come giocatore per metterlo a fare quello che pareva a me. In realtà il nostro direttore sportivo ha delle capacità relazionali straordinarie, è una persona intelligente, leale, onesta e competente. Mi lega a lui un sentimento di affetto profondo quindi anche i contrasti che abbiamo avuto in passato sono stati superati per la stima e l’affetto reciproco.

In questi anni di Presidenza, quale giocatore è rimasto nel cuore di Catia Pedrini?
Quando mi sono riavvicinata alla pallavolo, mi ero giurata che avrei tenuto una distanza emotiva perché ho avuto qualche amarezza da qualche esperienza precedente. In realtà qua ci vogliamo bene come se fossimo in famiglia, se ti devo fare un nome, ti dico Earvin (N’gapeth) semplicemente perché quando è arrivato è stato trattato come se fosse un delinquente. Era giovanissimo, aveva 22 anni ed aveva una fama che non era assolutamente veritiera. Lui è molto giovane e con un passato molto duro e difficile.

Da modenese ed appasionata di volley quanto pagherebbe per riportare lo scudetto in città dopo tanto tempo?
E’ difficile che io possa pagare più di quanto io stia già dando in questo momento, in tutti i sensi. Diciamo che ci stiamo adoperando perché questo accada nel più breve tempo possibile. Da quest’anno? Vince sempre uno solo, certamente noi ci alleniamo e lavoriamo con il desiderio di giocare tutte le finali possibili.

DHL Modena Volley tornerà a disputare la Champions League dopo tanto tempo, che effetto le fa?
La Champions è una competizione considerata come un torneo molto prestigioso, in realtà è diventata totalmente anacronistica perché molto costosa in quanto completamente a carico delle società che non ricevono alcun contributo, nemmeno se si passa il turno. Le società si devono pagare tutto come le trasferte. Dobbiamo autofinanziarci addirittura le produzioni e le riprese televisive che sono proprietà della CEV. Questo è senza dubbio scandaloso. Mi auguro che con altre società di A1 sia possibile condurre una battaglia comune. La pallavolo è una responsabilità, in questo territorio più che in altre parti d’Italia e forse del Mondo: le responsabilità costano sacrifici e denaro.

Oltre alla pallavolo, segue altri sport?
Io sono di origini bolognesi, di conseguenza il basket è rimasto nel mio cuore. Sono anche legatissima alla Sardegna, frequento quelle zone da 25 anni, quest’anno ho vissuto e partecipato con gioia ai successi della Dinamo Sassari. Per molti aspetti la squadra sarda somiglia molto alla nostra. Mi piace anche il tennis.

Cosa le ha lasciato il primo anno di SuperLega? Auspici per il secondo che sta per iniziare?
Io sono stata un anno in Consiglio di Lega, lo scorso c’è stata l’elezione del nuovo presidente e del nuovo consiglio ma io non mi sono ricandidata. In passato, ho avuto motivi di scontro e di polemica su diversi aspetti. Questa stagione mi hanno chiesto di tornare, ho accettato ma ho anche chiarito che avrei mantenuto ferme le mie posizioni ed i miei principi. Sono molte le cose da cambiare. A mio parere, andrebbe separata la serie A2 dalla Super Lega. Io sarei per un presidente esterno che potesse dare maggiori garanzie di equilibrio e imparzialità. Sarei per regole tassative rispetto ai pagamenti delle varie società: è assurdo accettare che ci siano squadre che chiudono il campionato con degli stipendi da pagare. Queste decidono di dilazionarli a “babbo morto” quando magari le altre si comportano nel modo adeguato ed hanno un esposizione finanziaria differente. Quest’anno, in A1, ci sono società che fanno il campionato con i soldi che non hanno speso lo scorso anno, questo non sta né in cielo nè in terra.

Sarà confermato il vostro inno firmato dai Modena City Rumblers? Perché sono stati scelti loro, un gruppo che difficilmente scrive inni o canzoni del genere?
In realtà loro sono degli amici, in particolare Franchino. Con lui abbiamo un rapporto di amicizia, viene qui spesso a trovarci. Sono anche nostri sostenitori. Avevamo quindi voglia di avere un inno e Luca Barozzini ci ha messo in contatto con il gruppo. I Modena hanno risposto con entusiasmo e calore, è stato un altro di quegli attimi di condivisone che abbiamo vissuto. Noi li ringraziavamo e loro, però, hanno detto grazie a noi per l’opportunità loro data.

Come Modena Volley siete molto attenti al sociale….
Noi, come dice la nonna di Sartoretti, preferiamo “dimostrare” piuttosto che “mostrare”. La nostra attenzione al sociale è fortissima, siamo molto attenti anche ai diritti. Recentemente c’è stato un episodio di razzismo che ha colpito N’gapeth, impegnato con la sua Nazionale contro la Serbia. Io vorrei organizzare qualcosa di molto forte contro razzismo ed omofobia anche perché Earvin è una nostra bandiera assoluta.

Di Filippo Mattioli