EDITORIALE: UNA COPPA DI DELUSIONE PER MODENA VOLLEY. “SALVATE IL SOLDATO ANDERSON”

Si è interrotta bruscamente la striscia di dieci vittorie consecutive della Leo Shoes Modena Volley. Sabato scorso, i canarini sono stati sconfitti nettamente dalla Sir Safety Conad Perugia nella semifinale di Coppa Italia.

Esattamente come un anno fa, quando sulla panchina di Modena Volley sedeva Julio Velasco e in campo c’era Tine Urnaut. Stessa location, stessa squadra (più o meno) e soprattutto stesso risultato.

Sono stati molti i giocatori che hanno deluso nella metà campo canarina, il primo fra tutti è Matt Anderson. Lo schiacciatore a stelle e strisce, arrivato sotto la Ghirlandina per aumentare il tasso tecnico, alzare il livello d’attacco, in poche parole fare la differenza, è svanito durante il match. Il suo discreto rendimento al servizio e il giusto contributo in ricezione, non hanno sopperito allo scarso apporto sottorete, condito da inutili pallonetti e dall’incapacità di marcare Atanasijevic a muro (il migliore tra le file di Perugia). Come spesso è accaduto nell’arco della stagione, Anderson è mancato nei match che contano.

Un altro giocatore finito sul banco degli imputati è stato Micah Christenson. Il palleggiatore americano, dopo due mesi giocati ad altissimo livello, è incappato nella classifica “giornata no”, intestardendosi troppo nel servire Zaytsev (spesso con alzate basse e imprecise) e dimenticandosi anzitempo dei centrali.

Gli ultimi ad arrendersi sono stati Totò Rossini, bravo a reggere in ricezione le bordate di Perugia dalla linea dei 9 metri, e soprattutto Ivan Zaytsev. Il capitano canarino è stato l’ultimo a “tirare i remi in barca”, lottando come un leone su ogni pallone in tutti i parziali, ma sbagliando gli ultimi decisivi attacchi. Sicuramente, però, la sconfitta di Modena Volley non è da imputare agli errori individuali dello “Zar”, ma piuttosto alla mancanza di carattere dell’intera squadra, incapace di lottare fino in fondo contro una Perugia nettamente superiore per quanto riguarda l’aspetto tecnico.

Siamo arrivati a giocare questa gara in grande condizione – ha affermato coach Giani a fine partita – siamo mancati però nei momenti decisivi del match, sbagliando troppe freeball. In queste partite non basta essere “sufficienti”, abbiamo sofferto anche le sfide tra singoli. Loro sono stati perfetti in tutte le palle decisive, noi purtroppo no, evidentemente non siamo ancora abbastanza solidi”.

Oltre alla mancanza di carattere, a Modena Volley è mancato anche l’apporto della panchina, visto che il primo cambio Kaliberda era indisponibile a causa di un attacco influenzale.

L’arrivo, dato per certo, di Michal Kubiak a fine marzo cercherà di sopperire a questi due grandi problemi della squadra gialloblù. Lo schiacciatore polacco, infatti, gode della reputazione di essere un vero leader in campo, abituato alle grandi “battaglie”. Le due vittorie consecutive della Polonia nei campionati del Mondo, con Kubiak in campo, ne sono la riprova.

Modena Volley, con ogni probabilità, tornerà in campo al PalaPanini il 4 marzo (emergenza Coronavirus permettendo) per la gara di ritorno di Coppa CEV contro l’Ajaccio.

Domenica 8 marzo, invece, sempre tra le mura del “Palazzetto”, andrà in scena il match contro la Vero Volley Monza, del formiginese Fabio Soli in panchina e dell’alzatore Santiago Orduna.

MA

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