LA LUBE TORNA A SORRIDERE IN CHAMPIONS: L’AZIMUT E’ TRAVOLTA 3-0 AL PALAPANINI

Una Modena Volley troppo brutta per essere vera. La Lube Civitanova non ha avuto grossi problemi ad avere la meglio sui canarini; il risultato finale recita 3-0 per i cucinieri (23-25, 18-25, 27-29). La squadra che è scesa in campo questa sera è stata la brutta copia di quella ammirata in gara 2, appena 10 giorni fa.

Tutti i giocatori di Modena hanno deluso, a partire dalla sua stella più luminosa, ovvero Ngapeth. Il francese è apparso molto in difficoltà, sia in attacco che in ricezione, e inoltre il muro marchigiano ha fatto buona guardia su di lui. Dopo aver vissuto il “marzo delle meraviglie”, aprile non è cominciato nei migliore dei modi per l’asso transalpino. Gli altri suoi compagni, invece prendere le veci di Ngapeth, sono naufragati insieme al proprio bomber. Petric è stato spesso murato, Vettori ha sbagliato l’impossibile in attacco e al servizio; Orduna è stato molto impreciso, con alzate molto basse, i centrali non pervenuti, e infine Rossini è tornato il libero di fine regular season, quello che commetteva errori imperdonabili per un giocatore del suo livello.

La Lube invece ha sfruttato al massimo la pausa forzata, tornando ha giocare una pallavolo pulita e senza fronzoli, come piace al proprio tecnico. Sia chiaro, i cucinieri non hanno disputato la partita della vita, ma semplicemente sono stati più precisi dei modenesi in tutti i fondamentali (soprattutto muro e battuta). Il match è stato in bilico solo nel terzo parziale, dove i canarini si erano addirittura portati sul 20-16; però un serie al servizio di Christenson, ha ribaltato le sorti del set, portando la Lube ai vantaggi, e poi alla viitoria finale.

Coach Tubertini dovrà far dimenticare in fretta ai suoi ragazzi questa partita, perché domenica c’è né un’altra ancora più importante. Fra quattro giorni i canarini andranno in trasferta a Civitanova per disputare gara 3 dei play-off. I modenesi dovranno ritrovare al più presto quello spirito e quella voglia di vincere che avevano permesso loro di trionfare in gara 2.

di Mattia Amaduzzi

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