MODENA VOLLEY: MATTEO PIANO, CAMPIONE E DEEJAY

La nuova stagione del Modena Volley partirà ad ottobre e vedrà la squadra gialloblù impegnata su più fronti, in particolare il campionato e la Champions League. Uno dei protagonisti più attesi èm certamente Matteo Piano, il centrale astigiano, che già ha fatto molto bene un anno fa e che si fatto conoscere anche nell’insolito ruolo di deejay avendo creato una radio online assieme al compagno Luca Vettori. Oggi riproponiamo quindi un intervista allo stesso Matteo Piano uscita in un numero di Vivo Modena dello scorso aprile.
Ho iniziato a giocare a 12 anni – racconta divertito – prima ne avevo fatti due di Palla Stop, le basi della pallavolo. A 18 ho cominciato a fare un po’ più sul serio, ad Asti in B2, poi sono partito da casa e sono andato a Piacenza dove c’erano Lorenzetti e Tubertini. Da quel momento lì alla pallavolo ho cominciato a dedicare la parte più importante del mio tempo”.

Prima avevi praticato altri sport?
Ho fatto due anni di basket, subito dopo l’inizio con la Palla Stop, ma non mi è piaciuto granchè. Ho praticato tanto nuoto, anche perchè avevo bisogno di crescere muscolarmente, e poi tantissima ginnastica posturale.

Il volley lo seguivi anche da ragazzino?
Non tanto, qualche volta mi è capitato di andare a Cuneo a vedere l’A1. Ad Asti invece c’era ancora l’A2 e mi capitava di andare a fare lo spazzacampo. Mi piaceva, c’era un bel movimento. Oggi la pallavolo di alto livello lì è un po’ morta.

Ricordi il tuo esordio in campionato?
Si, è stato nel mio secondo anno a Piacenza. Entrai al tie break contro Roma per battere in salto. Lorenzetti ebbe molto coraggio e devo dire anch’io. La battuta passò e quindi andò bene.

Dopo Piacenza, il passaggio a Città di Castello. Che ambiente è?
Bello. C’è molto entusiasmo, ma un po’ più intimo. Il posto è piccolo e il palazzetto non è capiente come a Modena. A Castello, si può dire, che la pallavolo sia vissuta da tutta la comunità.

Il fatto che ci fosse Lorenzetti ti ha convinto a venire a Modena?
Diciamo che, quando ho saputo di questa possibilità, non ci ho pensato due volte. Per me era un’opportunità importante e avrei lavorato con molte persone che già conoscevo: Lorenzetti e Tubertini, ma anche De Lellis e lo stesso Sartoretti, castellano doc.

Mi racconti del tuo esordio in Nazionale?
E’ successo in una due giorni amichevole contro la Francia. Il venerdì a Cuneo sono entrato per un punto o due e ho fatto delle cavolate clamorose. Il giorno dopo a Piacenza, invece, ho giocato due set abbondanti ed è andata molto meglio.

A Modena come ti trovi?
Molto bene. E’ una bella città con tante opportunità e culturalmente interessante. Mi piace girare il centro, ho scoperto alcuni scorci molto carini, ma anche le colline intorno. Sono andato persino sul Cimone a ciaspolare.

Locali e divertimenti ce ne sono?
Assolutamente si, ci sono posti carini dove cenare. Poi c’è una bella stagione teatrale, ho fatto l’abbonamento allo Storchi-Passioni. Di recente ho visto un bel musical dedicato al terremoto, “Earthquake”.

Ho saputo che hai la passione per la radio e ne hai creata una sul web…
E’ vero. L’idea è nata con Vettori quest’estate in Nazionale. La radio, nei viaggi che faccio per la pallavolo, l’ascolto moltissimo, sia la musica che la parte parlata. Mi piace fare zapping. Quando siamo arrivati qui abbiamo fatto un po’ di tirocinio a Radio Stella con Diego Ferrari, che ci ha dato anche la strumentazione e così abbiamo iniziato con la web radio a casa mia. Abbiamo registrato qualche podcast di una trentina di minuti, con quattro o cinque canzoni e delle tematiche di cui parlare. A volte abbiamo anche degli ospiti, ad esempio è venuto Franco dei Ramblers.

Come si chiama la vostra web radio?
Brodo di Becchi (i cornuti in dialetto fiorentino). Ci sono anche il sito internet, la pagina facebook, twitter e l’applicazione su spreaker dove si possono ascoltare i podcast.

Che musica trasmettete?
Diciamo che in questo senso ci compensiamo. Io vado pazzo per la musica italiana mainstream, “Vetto” invece ha gusti più ricercati, tende anche al rock e alla musica straniera.

Hai quindi un futuro come Dj o commentatore televisivo…

Più da Dj o Veejay. Quello si mi piacerebbe molto.

Giovanni Botti
Vivo Modena 1 Aprile 2015