MODENA VOLLEY: L’ANALISI DEL MOMENTO NO E L’INCOGNITA DEL FINALE DI STAGIONE

Passata la cocente delusione per la sconfitta subita contro gli acerrimi nemici (sportivi) di Trento, facciamo il punto della situazione sulla stagione dell’Azimut e le sue prospettive future, che al momento appaiono più che mai incerte e nebulose.

 

LA SQUADRA

Quella ammirata ieri non era una squadra, ma più un insieme di individualità e, quando una di queste non è in stato di grazia, tutti ne risentono. Ci sono stati due episodi a favore di questa tesi. Secondo set: Modena dopo essersi trovata in vantaggio di ben cinque lunghezze, si fa malamente rimontare. Un turno in battuta di Holt sembra scavare un nuovo solco tra i canarini e i trentini; sevizio fotonico del centrale di Cincinnati, Mazzone (lo schiacciatore) difende in malo modo spedendo il pallone nella metà campo modenese, ma nessun giocatore si tuffa per ricevere. Punto Trento. Terzo set: i ragazzi di Lorenzetti continuano a martellare al servizio, e la linea di ricezione gialloblu fa acqua da tutte le parti. L’ennesimo errore di Rossini costringe Ngapeth ad un salvataggio fuori dal terreno di gioco, a ridosso delle prime linee di spettatori; il francese riesce ad impattare la palla, rimettendola di nuovo in campo, ma di nuovo nessuno è pronto a rigiocarla. Inoltre ci sono stati troppi errori al servizio (18 totali!) nei momenti cruciali dei set. La squadra è andata allo sbando sia tecnicamente che mentalmente, e questo è un dato preoccupante in vista delle lunghe serie dei play-off.

 

L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ORDUNA

A Modena il mestiere più difficile non è il pompiere o il manovratore di gru, ma il palleggiatore. Le vedove di Bruninho, e quelli che ad inizio anno dicevano di dare una possibilità all’argentino, ora chiedono a gran voce il ritorno del figliol prodigo. Ma guardiamo in faccia la realtà: al momento la sua squadra in Brasile occupa la terza posizione e sicuramente andrà a giocare i play-off con serie possibilità di arrivare quantomeno in semifinale. Quindi un suo terzo arrivo sotto la Ghirlandina, al momento, è pura utopia. Di Orduna, fin dalle prime battute, si sapevano i pregi e difetti; come ogni sudamericano che si rispetti è un grande lottatore, che in campo mette tutta la carica agonistica per portare a casa la vittoria, e che l’anno scorso aveva condotto una discreta Padova a giocarsi i quarti contro Modena. Forse queste qualità avevano colpito Sartoretti, a tal punto di affidargli la squadra campione d’Italia, senza pensare ad alcune considerazioni. La “bassa” statura fa si che gli attaccanti avversari lo scavalchino quasi sempre a muro, e il suo gioco manca di quella imprevedibilità necessaria per scardinare le arcigne difese italiane. Detto questo però è da apprezzare con quanta abnegazione stia portando avanti l’ardua eredità lasciatagli dal fenomeno brasiliano.

 

ROSSINI

Se il gioco di Orduna appare prevedibile, buona parte della colpa risiede nella ricezione. Questo fondamentale sta alla base del gioco della pallavolo, poiché una ricezione buona e precisa permette all’alzatore di poter muovere la palla a piacimento. Dalla Coppa Italia in poi Modena è diventata carente sotto questo punto di vista, e il principale capro espiatorio è proprio il libero della Nazionale. Rossini ha subito un involuzione preoccupante da un mese a questa parte: non riesce a ricevere le battute flot e fatica a trattenere quelle in salto. Lo chiamavano il “Ministro della Difesa”, ma ieri ha commesso errori imperdonabili, sbagliando la posizione sugli attacchi avversari. I compagni di reparto risentono molto del suo momento negativo.

 

FINALE DELLA STAGIONE

A questo punto il prosieguo della stagione gialloblu è indecifrabile. La squadra ha dimostrato di saper vincere con tutti, ma anche di poter perdere con chiunque. I quarti dei play-off con Verona sono un incognita, poichè la squadra di Grbic sta attraversando un buon momento di forma e dispone di una rosa di prim’ordine: Djuric, Kovacevic, Zingel, Anzani e Baranowicz possono tranquillamente avere la meglio su Vettori, Ngapeth, Le Roux, Holt e Orduna. Una cosa è certa, i giocatori di Modena si devono ricordare di essere ancora i campioni d’Italia e lottare con le unghie e con i denti per provare a difendere il titolo. Perché Civitanova fa paura, ma abbiamo visto che nessuno è imbattibile.

Ps: un consiglio al direttore sportivo Sartoretti: Lanza è in scadenza di contratto con Trento. Forse è il caso di farci un pensierino…

di Mattia Amaduzzi.

 

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