MODENA VOLLEY, L’INTERVISTA A COACH ANDREA GIANI: “CHI VIENE QUI O GIOCA BENE O GIOCA BENE. NON HA SCELTA”

E’ una figura che non ha certo bisogno di tante presentazioni. Andrea Giani è tornato sulla panchina di Modena Volley, con il desiderio di puntare al vertice della Superlega. Il primo importante impegno stagionale sarà però la Supercoppa a Civitanova.

Mister, che cosa l’ha spinta a tornare a Modena?
Innanzitutto sono tornato per la squadra, il tipo di società e l’ambiente modenese, che è totalmente diverso rispetto a tutto il resto d’Italia.

Dopo dieci anni che situazione ha trovato?
Ho trovato una società molto funzionale e simile ad un club di calcio, con un organizzazione perfetta e un grande lavoro sulla comunicazione e sul marketing.

Com’è nata l’idea di questo tipo di gioco che Modena Volley sta proponendo?
Ogni squadra deve essere configurata in base alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Noi abbiamo ragazzi molto versatili, soprattutto nel reparto degli schiacciatori. Questi ti danno la possibilità di gestire certe situazioni di gioco in maniera differente.

Potrà essere utile dunque a Zaytsev anche in ottica Nazionale?
Non so come coach Blengini abbia in mente di far giocare la propria squadra. Sicuramente Ivan (Zaytsev) è un giocatore che ha determinate caratteristiche. Il sistema però non è fatto solo da lui, ma anche da tutti i compagni che gli ruotano attorno.

La Supercoppa si sta avvicinando, come ci arriva Modena Volley?
Ci arriviamo con una settimana di allenamento, così come le altre formazioni. Questo però non condiziona le prestazioni di una squadra, quello che è differente è l’identità, che si costruisce con almeno due o tre mesi di allenamento. Perciò vedremo ancora molte individualità, più che un sistema di gioco ben collaudato. Però stiamo bene: i ragazzi sono carichi e speriamo di arrivarci con una condizione fisica migliore della prima giornata di campionato. Poi il valore degli avversari farà si che si vedranno giocate di alto livello.

La sua ex squadra, Milano, ha battuto 3-0 Perugia. Il livello della Superlega è dunque molto alto?
Credo che certe squadre avranno bisogno di un po’ più di tempo per collaudarsi. L’inizio della stagione non è mai indicativo. Un risultato come questo è accettabile. L’avevo già detto l’anno scorso: la Superlega è il campionato più difficile al mondo e adesso lo è ancora di più. Tutte le squadre si sono rinforzate e il livello è salito ancora. Se non giochi al massimo delle tue possibilità rischi di perdere contro tutti.

Quest’anno sono stati aggiunti in prima squadra molti giovani. Come li sta giudicando?
Abbiamo potuto fare insieme quattro settimane di allenamenti. Sono tutti ragazzi giovani, anche classe 2001 e 2002, con un bel profilo. In questo lasso di tempo hanno fatto un notevole salto di qualità. Potranno essere utili sia in campionato che in coppa.

Un giorno si vedrebbe sulla panchina della Nazionale?
Ma io ci sono già (ride). Scherzo. Mi piacerebbe molto, però non dipende solo dai miei risultati sulle panchine coi club. Dipende anche dalle strategie che adotterà la Federazione. Nella storia ci sono stati grandi coach che non hanno mai allenato la Nazionale, ma hanno vinto tanto nei club. Tra questi cito Daniele Bagnoli.

Il record di abbonati di Modena Volley (3670) è più una carica per la squadra o una grossa responsabilità?
Questo risultato dimostra quanto il club stia lavorando per crescere in ogni settore e ti da la possibilità di avere uno zoccolo duro di tifosi sempre maggiore. Chi gioca a Modena sa che questa è sempre stata una realtà in cui il volley non si vive solo al Palazzetto. Tutte le persone per strada sanno chi sei o cosa tu abbia fatto. Io l’ho sempre vissuta come qualcosa che ti aiuta a migliorare le tue prestazioni. Certo può essere che per qualcuno possa diventare un peso. Chi viene a giocare a Modena sa che o giochi bene o giochi bene. Non hai molta scelta.

Quanto le mancheranno i commenti di Antoine a bordo campo?
Molto perché ci sono cresciuto. E’ sicuramente un personaggio, per tutto quello che ha fatto nel corso degli anni. I soprannomi che ha dato a certi giocatori sono diventati una parte importante della loro vita.

MA

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