VOLLEY, LUCIA CRISANTI: LA CAPITANA DELLA CANOVI

Capitana della Canovi Coperture Nolo 2000 Sassuolo, la centrale Lucia Crisanti vanta un palmares da vera campionessa: 3 Scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa, 2 Champions League e pure un oro nel Campionato europeo under-19 nel 2004.

Lucia, come mai hai scelto di venire a giocare a Sassuolo?
La mia è stata più che altro una scelta di vita. Due anni fa, insieme al mio attuale marito, abbiamo preso casa a Bologna, decidendo di trasferirci qui sia per i suoi motivi di lavoro che per i miei di studio, accantonando momentaneamente la pallavolo. Contemporaneamente mi chiamò Carmelo (Borruto ndr) offrendomi la possibilità di venire a giocare a Sassuolo. Ho accettato perché così facendo ho potuto continuare gli studi, vivere a Bologna e giocare a pallavolo.

E’ appena cominciato il girone di ritorno: siete in linea con gli obiettivi prefissati?
Inizialmente il nostro principale obiettivo era quello di continuare il processo di crescita delle nostre giovani ma, al tempo stesso, ci siamo trovate in testa alla classifica per gran parte del girone d’andata: un risultato ampiamente al di sopra delle aspettative. Adesso abbiamo avuto un calo nelle ultime tre partite, ma occupiamo una posizione ottima, viste le premesse.

Cosa può dare una giocatrice esperta come te a questo gruppo di giovani?
Un po’ di stabilità, sia emotiva che tecnica. Le giovani, sotto questi due aspetti, sono molto altalenanti. Il mio compito è quello di cercare di tranquilizzarle e di dare loro qualche consiglio.

Hai vinto tanto in carriera. Qual è stato il titolo più bello?
Sicuramente quello che mi rimarrà più impresso nella memoria è la vittoria della Champions League con Perugia. Era il mio primo anno da titolare in Serie A: avevo 20 anni ed è stata una grandissima soddisfazione

Di recente la pallavolo femminile è tornata alla ribalta grazie al Mondiale della Nazionale. Cosa ne pensi di questo picco di maggiore visibilità?
E’ una cosa normale, essendo la pallavolo femminile considerata come uno sport minore rispetto ad altri. Per quanto riguarda il risultato, invece, sono felicissima sia per la Nazionale che per tutto il movimento. Era da qualche anno che la pallavolo femminile non era ad alti livelli, ma Mazzanti ha avuto il grande merito di avere fiducia nelle sue ragazze, di aver puntato su alcune giovani e di aver creato un percorso di crescita. E’ stato coraggioso, e magari qualcuno prima di lui non lo era stato altrettanto, creando anche un buco generazionale. Spero che si continui in questa direzione.

Fra poco sarà Natale, come lo festeggerai?
Ovviamente saremo in campo. Quest’anno c’è questa particolare formula di campionato di A2 e, sotto Natale, giocheremo il 23, il 26 e il 6. Per cui saranno pochi i giorni per festeggiare, ma ormai ci sono abituata. Però ovviamente riuscirò ugualmente a stare con mio marito e la mia famiglia. Un pranzo veloce prima di tornare in palestra.

Hai già cominciato a pensare a cosa fare quando smetterai di giocare a pallavolo?
Mi sono laureata in Scienze Motorie ma, visto che volevo rimanere più nell’ambito sanitario, ho cominciato la triennale di Podologia a Bologna. Attualmente sono al secondo anno. Mi piacerebbe non lavorare all’interno della pallavolo, vorrei un ambito totalmente differente, poiché lo studio della Podologia è molto ampio e ha diversi sbocchi.

MA

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