RUGBY, UN GIACOBAZZI DA SOGNO: L’INTERVISTA AL PRESIDENTE FREDDI

Siamo arrivati a metà stagione e il Modena Rugby sta mostrando in campo non solo un bel gioco, coeso e di qualità, ma anche di poter competere per le prime posizioni: “Onestamente pensavamo di poter fare una bella stagione – ci spiega il presidente della società Enrico Freddima ammetto che siamo stati sorpresi dalla qualità espressa fino ad ora”.

Avete chiuso il girone d’andata al secondo posto in classifica. Cosa ha in più la squadra quest’anno rispetto alla scorsa stagione?
La qualità media della rosa, tutta frutto del lavoro delle categorie giovanili, ha dato i suoi risultati, con la capacità di esprimersi su discreti livelli pur senza grande esperienza nella categoria e fame di risultati. Consideriamo che oltre alla prima squadra siamo abbondantemente in testa al girone di C2 con la squadra Cadetta”.

Visti i risultati visti fino ad oggi, puntate alla promozione?
La promozione è il frutto del lavoro, ma anche il motivo per il quale si partecipa ad un campionato. Ma non deve essere un assillo, sinceramente vedo il Florentia più forte e meritevole e mi sembra difficile che perda 11 punti nel girone di ritorno. Noi dobbiamo continuare così e fare del nostro meglio”.

Che tipo di tecnico è il coach Rovina e cosa ha portato di diverso alla squadra?
È un tecnico giovane ambizioso e preparato, con buona capacità di gestione delle risorse umane e in grado di lavorare in squadra con altri colleghi. Ha portato idee, metodo, entusiasmo e motivazioni. Insieme a Ivanciuc, il tecnico delle tre precedenti stagioni e attuale tecnico della Cadetta, formano uno staff affiatato seguito dal gruppo”.

Cosa serve per fare il salto di categoria?
Nella nostra situazione dobbiamo necessariamente puntare sulla continua crescita, abbiamo ancora tanti crostini da mangiare, quindi lavoro e umiltà. Oltre a questo, ci servirebbe una rosa più ampia in alcuni ruoli chiave, come i primi cinque uomini di mischia”.

Quali sono le squadre più temibili?
Il Girone di andata ci ha fatto capire che quasi tutte le squadre sono temibili se sottovalutate, ma a livello di gioco metterei Florentia in testa, poi Livorno e Valorugby”.

Puntate sull’esperienza o anche sui giocatori più giovani?
Un dato, che è di per sé la risposta, mostra come in alcune partite l’età media della squadra (22 giocatori) è stata di 23 anni. In serie B sono scesi in campo 44 giocatori tra loro molti giovani innestatati in una struttura esperta che, con grande spirito di squadra, trasmette loro esperienza”.

In che modo il movimento del Rugby, modenese e italiano, sta evolvendo negli ultimi anni?
Il rugby modenese ha un trend molto positivo direi diversamente dalla tendenza di quello nazionale. Le quattro società della provincia, il Modena Rugby, il Formigine, il Carpi e il Vignola sono cresciute in questi anni sia come numeri che come qualità, lavorando in modo serio e hanno attratto sempre più giovani”.

Avete un buon tifo?
In certe giornate, diciamo di cartello, arriviamo a 400/500 spettatori, la media però è sui 200/250. Considerando che non si paga non sono cifre esaltanti. Quest’anno complici i risultati ed una maggiore attenzione al pubblico della nostra Club House sono aumentate le famiglie e i ragazzini. Inoltre la partita è vissuta come una festa e questo aiuta ad avvicinare più pubblico “educato” allo sport”.

FP

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