REGGIANA-MODENA: LA STORIA DEL DERBY DEI RIGORI SBAGLIATI

Mercoledì 2 febbraio, alle ore 21, si giocherà quello che è stato definito “il derby dei derby”, quello tra Reggiana e Modena che potrebbe dire molto sul proseguimento di questo appassionante campionato di serie C. Bisogna dire però che da sempre quello del Secchia è un derby molto sentito sia dai canarini che dai granata, al punto che difficilmente se ne dimenticano i protagonisti (in positivo o negativo).

Basti pensare a Nico Facciolo, portiere della Reggiana degli anni ‘80, trasformato dai tifosi in “Sindaco di Reggio”, dopo i due rigori parati al Modena nella sfida del Mirabello del 1986. Successe in una domenica di primavera (era il 20 aprile) di una stagione in cui la promozione nel girone A della serie C1 si giocava tutta sulla via Emilia con la sola eccezione della sorprendente Virescit Boccaleone (squadra di un piccolo quartiere di Bergamo), come quinta incomoda. La classifica, alla vigilia del derby, recitava: Parma 39, Piacenza e Modena 36, Reggiana 34 e Virescit 33. I gialloblù erano reduci da un bel 2-2 contro il Parma di Arrigo Sacchi, mentre i granata erano arrivati alla terza sconfitta consecutiva, facendosi rimontare e superare dal Piacenza.

In settimana tennero banco soprattutto le prime voci del secondo grande scandalo delle scommesse dopo quello dell’80, che esplose proprio in quei giorni e che sembrava coinvolgere diversi nomi importanti legati a squadre di serie A e B. Mascalaito inoltre fu bravo a tenere bassa la tensione e ripeté più volte che la sfida veramente decisiva sarebbe stata quella della settimana successiva in casa contro il Piacenza piuttosto che il derby.

Diversa la situazione in casa granata, dove la gara aveva assunto i toni dell’ultima spiaggia e il capitano Tanzi, che sarebbe stato squalificato, dichiarò a Il Resto del Carlinose perdono possono andare tutti al mare in anticipo”.

Il giorno della partita il vecchio Mirabello era una bolgia. La Reggiana iniziò forte e già al primo minuto una conclusione di Scarsella costrinse Ballotta a deviare in corner. Dopo un quarto d’ora però fu la squadra canarina ad andare in vantaggio. Una punizione di Domini fu deviata in maniera decisiva da Gianmarco Remondina, futuro allenatore del Sassuolo, e il pallone finì in rete.

Lo stesso Remondina fu protagonista, ad inizio ripresa, del rigore che portò al pareggio granata. La sua percussione in area fu fermata da Re con un intervento giudicato irregolare dall’incerto arbitro Dal Forno di Ivrea. Rigore molto contestato (e piuttosto dubbio) che il bomber granata D’Agostino dovette trasformare due volte visto che il direttore di gara lo fece ripetere per l’ingresso in area di Bizzotto.

Dopo il pareggio la Reggiana però scomparve dal campo e fu il Modena a prendere in mano il gioco. A quattro minuti dal termine, il portiere granata Facciolo respinse corto una conclusione di Re e fu costretto ad atterrare in area Damiano Longhi che si era buttato sul pallone come un falco. Calcio di rigore sotto la curva della Reggiana. In campo pioveva di tutto e il terzino gialloblù Torroni fu colpito alla clavicola da una moneta (a fine gara il presidente Farina presentò all’arbitro una riserva scritta, ma il risultato fu comunque omologato). Sul dischetto andò Sergio Domini che si fece respingere il tiro dal portiere. L’arbitro, anche questa volta, fece ripetere e, con grande sorpresa di tutti, invece dello stesso Domini o Frutti (foto sopra), al tiro si presentò Longhi, che un vero e proprio rigorista non lo era mai stato. La sua conclusione, angolata ma debole, fu neutralizzata in tuffo da Facciolo e la partita terminò 1-1.

Nei giorni successivi si discusse a lungo sulla scelta di Mascalaito di mandare Longhi a battere un rigore così importante. Il giovane centrocampista disse che non si aspettava assolutamente di essere scelto per andare a calciare e disse che “forse Domini e Frutti si erano rifiutati”, mentre il portiere Marco Ballotta, tra il serio e il faceto, diede la sua disponibilità a battere il successivo rigore, in una stagione in cui i gialloblù ne avevano già sbagliati diversi. Non ce ne fu bisogno. Il Modena la domenica successiva batté 2-1 il Piacenza, in rimonta con le reti proprio di Domini e Frutti, e si involò verso il ritorno in serie B.

(GB)

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