GOLF, ANDREA VACCARO: “SOGNO IL GRANDE GOLF A MODENA”

Vittorio Andrea Vaccaro, 32 anni, una laurea in giurisprudenza e studi in alcune tra le più prestigiose università del mondo come quella St.Andrews in Scozia, la Duke negli USA e quella di Kazan in Russia. Esperto di diritto Sportivo, Professionista di golf da 10 anni, iscritto al Modena Golf  è in procinto di essere rieletto, candidato unico, al suo terzo mandato nel comitato regionale della Federgolf, è membro del consiglio della PGA (l’associazione dei professionisti), ed è il rappresentante di tutti gli atleti nel consiglio e nella giunta regionale del CONI. Sei titoli regionali ed un tricolore con la maglia del Modena Golf, Medaglia di bronzo al valore atletico, e stella di bronzo al merito sportivo. 

Una rielezione che si preannuncia un plebiscito.

Si, credevo che dopo due mandati, ed 8 anni d’impegno, la mia esperienza in Comitato Regionale fosse giunta al termine, speravo di cedere il passo per poter immettere nel golf regionale idee più fresche, tuttavia l’invito di tanti colleghi ed amici mi ha fatto presentare nuovamente la candidatura. Naturalmente manca l’atto formale dell’assemblea che sarà il 19 settembre, ma di sicuro questo per me sarà l’ultimo mandato perché la legge non consente di andare oltre (3 mandati – L. 8/2018 mandati sportivi – ndr.).

Un “tanti” che sembra essere quasi tutti.

E’ vero. Non immaginavo, certo si potesse arrivare a questo. Otto anni fa sono stato eletto con il 25% dei voti, nell’ultimo quadriennio con il 100% e questa volta tutti i miei colleghi si sono presentati a votare o hanno lasciato una delega ed è un attestato di stima che apprezzo ancora di più perché molti di loro svolgono anche, e principalmente, la professione di tecnico quindi sono oggettivamente meno coinvolti dal mio operato. 

Abbiamo passato un momento molto difficile per tutti e anche lo sport che si è fermato.  Quali sono le sue impressioni?

Io credo che in Emilia Romagna siamo stati fortunati perché l’attenzione al mondo sportivo non è mai mancata, forse a livello nazionale si è voluto accorpare troppo e le diverse discipline hanno sofferto molto ed in modi diversi. Si sono fermate le Olimpiadi quindi uno stop era doveroso per tutti ma sicuramente fermare lo sport significa meno movimento e quindi mettere in difficolta proprio quel sistema sanitario che ci ha difeso dal covid. Lei sa che, secondo l’OMS il quarto fattore di rischio per la mortalità è proprio l’inattività  Ho recentemente scritto, insieme al Prof. Anedda (Presidente Regionale Medici Sportivi) e il Prof. Zasa (Direttore Clinica Mobile) un articolo per la rivista di medicina dello sport, su quanto sia facile praticare il golf, ma è riportabile ad altre discipline, in quasi totale sicurezza. Purtroppo, ora, i danni economici sono difficilmente calcolabili ma dobbiamo avere la forza di ripartire con investimenti sul medio e lungo termine a partire da impianti ed eventi.

Lei che ha vissuto molte esperienze all’estero come giudica lo sport nella nostra regione?

Due parole: molto bene. Il tasso di sportività nella nostra regione è tra i più di tutti. L’impiantistica sportiva è, a mio avviso, uno dei grandi problemi del nostro Paese, non solo del mondo sportivo. È vero che ci sono tanti investimenti locali, la nostra Regione è anche qui tra le principali con milioni e milioni di euro ma il problema, a mio avviso, è arrivato ad un livello tale che solo un grande piano nazionale può portarci a fare il salto di qualità di cui avremmo bisogno. Per quanto riguarda gli eventi che sono linfa per il nostro mondo stiamo vivendo un momento magico: dagli europei di calcio under 21 al giro d’Italia, passando per motomondiale – doppio – e formula 1, gli internazionali di tennis della regione, i mondiali di volo a vela, mi fermo perché sicuramente dimenticherei troppe cose. 

Calcio, tennis, ciclismo, ed il golf?

A livello nazionale, per dirla con un cantante delle nostre parti “sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno” il sogno, che mi ha regalato il Prof. Franco Chimenti (presidente nazionale federgolf ndr.) si chiama Ryder Cup e sarà nel 2023 a Roma. Rimanendo in tema di sogni ne avrei un secondo da realizzare: vedere anche un grande evento golfistico nella nostra regione. Ma è un sogno ad occhi ben aperti. Con un responsabile dell’ATP come Davide Cassani che è sia uno sportivo ma anche un innamorato dello sport ed il Presidente Bonaccini, che come capacità politica ha pochi rivali, che ha tenuto la delega allo Sport per se, ecco la dimostrazione che la nostra Regione ha chiaro il potenziale del nostro mondo e di questo ne vado orgoglioso. Se non ci permettiamo di sognare in una condizione del genere non saprei proprio quando farlo.

Lei è stato anche imprenditore nel mondo del golf. Come mai non ha voluto continuare?

Si, una bellissima esperienza, dal 2014 al 2020, sei anni dove abbiamo lanciato una strartup innovativa con una app relativa al mondo del golf. Siamo stati la settima app di sport in Italia, abbiamo vinto premi e raggiunto più di 50.000 utenti in giro per il mondo. In italia abbiamo anche realizzato un circuito di gare che ha visto in campo più di 2000 persone in 50 tappe che hanno permesso a tante realtà di farsi pubblicità in un settore che sembrava fuori portata con investimenti molto piccoli. Siamo riusciti anche, grazie ad un progetto CONI – Ministero del lavoro a dare lavoro, sotto forma di stage, a diversi giovani, che ora sono tutti amici, credo che questo sia il nostro più grande successo. A quel punto era finito un ciclo e per andare avanti sarebbe stato necessario un passo che probabilmente ci avrebbe portati di la dall’atlantico con una valigia piena di punti interrogativi, era il momento di cambiare!

Ultima domanda: quale futuro per il golf?

La prossima settimana ci sarà al Modena Golf & Country Club la gara in memoria di mia mamma, una gara arrivata alla sua quarta edizione che è diventata di interesse nazionale quindi il prossimo futuro, almeno per me, sarà quello. Con uno sguardo più ampio, ad oggi siamo una realtà di nicchia, è inutile negarlo. A breve ci saranno anche le elezioni federali e faccio un in bocca al lupo a tutti i candidati, a partire naturalmente dal Prof. Chimenti. Io è da anni che studio il movimento golfistico nel nostro paese e, se dovessi indicare tre temi per crescere, sarebbero offerta differenziata turismo e promozione. L’offerta differenziata riguarda i golf club, credo sia necessario diversificare l’offerta perché una mera battaglia di prezzi in questo settore non paga e questa consentirebbe di sviluppare nuove strategie per il turismo proprio insieme ad i grandi eventi che abbiamo. L’altro punto riguarda la promozione che, sebbene sarebbe compito governativo – l’attuale sistema sportivo vorrebbe così – si potrebbe fare in via complementare indirizzandosi a varie realtà come l’associazionismo nel breve termine, e la scuola, dove peraltro si fa già tanto, nel medio-lungo. Pensi che proprio la nostra regione è una di quelle che hanno un tasso di associazionismo più alto nel mondo e varie università hanno fatto ricerche in merito, quindi mi conceda una battuta: dovremmo avere più Emilia Romagna in Italia! 

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